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Multe: per la contestazione, l’auto va fermata solo in alcuni casi

3 Luglio 2015
Multe: per la contestazione, l’auto va fermata solo in alcuni casi

La contravvenzione e la contestazione immediata da parte della pattuglia della polizia: solo sulle strade urbane.

Spesso le auto della polizia presidiano le strade con apparecchi di controllo elettronico della velocità come i telelaser, ma poi procedono a elevare le multe senza fermare, nell’immediatezza, il conducente; la contestazione della violazione, insomma, avviene in un momento successivo all’illecito, ossia solo con la notifica della multa a casa, senza così dare al conducente la possibilità di difendersi subito, evitando di dover ricorrere al giudice di pace.

Ma non sempre la contestazione immediata è obbligatoria. Meglio, quindi, chiarire questo aspetto.

Il codice della strada stabilisce un principio generale in materia di contestazione immediata delle violazioni in materia di controllo dei limiti di velocità con dispositivi elettronici: gli organi di polizia stradale possono procedere all’accertamento e alla contestazione differita (ossia senza l’obbligo di fermare, nell’immediatezza, il conducente) solo su autostrade e strade extraurbane principali e secondarie, nonché su strade urbane ad alto scorrimento ovvero su singoli tratti di esse, individuati con apposito decreto del Prefetto.

Quindi, non basta solo il fatto che la strada su cui è elevata la multa sia una di quelle appena elencate, ma è anche necessario che sia intervenuto un apposito decreto del Prefetto (di cui il cittadino può sempre richiedere copia) ad autorizzare la polizia a effettuare tali contravvenzioni, senza cioè procedere alla contestazione immediata.

Pertanto, i controlli di velocità “da remoto” sono sempre possibili sulle strade “extraurbane principali” ma non sulle strade “urbane ordinarie“, mentre per quelle “extraurbane ordinarie” e per quelle “urbane di scorrimento” occorre l’autorizzazione del Prefetto, che può consentire l’installazione di autovelox sulla base di alcuni elementi quali la pericolosità, il traffico o la difficoltà di fermare il veicolo.

La preventiva valutazione da parte del Prefetto – tendente a verificare che, in concreto, sussistano le obiettive ragioni che legittimano l’impiego di strumenti di accertamento a distanza delle violazioni, in deroga al principio generale della contestazione immediata – è, pertanto, esclusa per le strade urbane di quartiere e per le strade locali [2], in quanto esse presentano caratteristiche strutturali e limitazioni di velocità tali da consentire sempre l’intervento diretto degli organi di polizia stradale e la conseguente contestazione immediata.

L’installazione in strade prive delle caratteristiche previste dalla legge rendono la multa annullabile, in quanto i tratti di viabilità ordinaria su cui autorizzare le postazioni fisse “trovano come limite insuperabile il tipo di strada[3].

Si fa presente, infine, che l’avviso della presenza o dell’utilizzo dei dispositivi dev’essere fornito all’utenza, in qualsiasi strada venga installato il dispositivo, pena la nullità della contestazione per violazione di legge [4].


note

[1] A norma dell’art. 4 della legge 168/2002.

[2] Art. 2, lettera e ed f, del Codice della strada.

[3] Cass. sent. n. 3701 del 15.02.2011 e n. 7872/2011.

[4] Cass. sent. n. 24526/2006 e n. 12883/2007.

Autore immagine: 123rf com


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