Diritto e Fisco | Articoli

Infiltrazioni umidità: l’inquilino si rivale sul padrone di casa?

5 Luglio 2015
Infiltrazioni umidità: l’inquilino si rivale sul padrone di casa?

Ho dato in affitto un appartamento e ora l’inquilino si lamenta che, dal piano di sopra, provengono infiltrazioni di acqua con macchie di umidità, chiedendomi di ritinteggiare le stanze a mie spese: a chi tocca pagare, a me o al vicino responsabile?

Salvo che nel contratto di affitto sia stato concordato diversamente (per cui, per prima cosa, occorrerà leggere con attenzione tale documento), di norma il conduttore (l’inquilino), deve chiedere il risarcimento dei danni, compresi i costi per l’imbiancatura, solo al responsabile del danno, ossia al proprietario del piano di sopra, dal cui appartamento è derivata l’infiltrazione. È quanto prevede lo stesso codice civile, laddove stabilisce, in materia di “garanzie per molestie” [1], che il locatore (ossia il padrone di casa) non è tenuto a garantire il conduttore dalle molestie di terzi: per cui è diritto dell’inquilino agire direttamente, in prima persona, contro di essi.

L’unico caso in cui il padrone di casa ha l’obbligo di intervenire è se il terzo rivendica un diritto di proprietà o di qualsiasi altro tipo sull’immobile (per esempio, l’usufrutto).

Riportiamo il testo dell’articolo del codice [1] a maggior chiarimento di quanto detto:

“Il locatore è tenuto a garantire il conduttore dalle molestie, che diminuiscono l’uso o il godimento della cosa, arrecate da terzi che pretendono di avere diritti sulla cosa medesima.

Non è tenuto a garantirlo dalle molestie di terzi che non pretendono di avere diritti, salva al conduttore la facoltà di agire contro di essi in nome proprio”.

I casi, dunque, non coperti dalla garanzia del padrone di casa sono quelli delle cosiddette molestie di fatto, cioè non fondate su pretese giuridiche. Si pensi al caso del terzo che occupi abusivamente l’immobile, oppure punti una telecamera sull’altrui pianerottolo, o ancora al precedente esempio delle infiltrazioni.

La Cassazione ha più volte chiarito che “si ha molestia di fatto – contro la quale il locatore non è tenuto a garantire il conduttore – qualora il pregiudizio al conduttore medesimo derivi da un fatto illecito extracontrattuale del terzo, senza che venga posto in questione, né direttamente, né indirettamente, il diritto di quello al godimento della cosa” [2].

Quanto all’umidità tuttora persistente, occorre individuarne la causa, fermo restando che – salvo patto contrario – le spese per la tinteggiatura dei locali spettano sempre al conduttore, che comunque può rivalersi contro il vicino responsabile del piano di sopra. Se egli non intende chiedergli il risarcimento o intentargli una causa, non può poi pretendere che a indennizzarlo sia il proprietario dell’appartamento.

Si veda, in questo senso, la tabella di ripartizione degli oneri accessori, allegato G, al Decreto del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, 30 dicembre 2002, dettata per la diversa tipologia delle locazione cosiddette, “a canone concordato”, ma che costituisce un utile parametro anche per le locazioni libere. Per leggere il documento clicca qui.


note

[1] Art. 1585, co. 2, cod. civ.

[2] Cass. sent. n. 5450/1985 e n. 17881/2011.

Autore immagine: 123rf com


Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube