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Beni pignorati: solo alcuni professionisti possono vendere

11 giugno 2016


Beni pignorati: solo alcuni professionisti possono vendere

> Business Pubblicato il 11 giugno 2016



Cambierà presto la disciplina delle modalità con cui affidare gli incarichi per la vendita dei beni pignorati. Ecco come. 

I beni pignorati potranno essere venduti solo da alcuni professionisti abilitati: ogni tribunale dovrà avere un elenco e i requisiti cambiano. Ecco quanto approvato dal Senato nelle scorse ore.

Chi può vendere un bene pignorato?

L’elenco dei professionisti ammessi alla vendita di beni pignorati dovrà essere tenuto da ogni tribunale e i requisiti cambieranno presto. Sarà necessario che siano stati assolti gli obblighi di prima formazione, come stabiliti con un decreto, di natura non regolamentare, del ministro della Giustizia, che dovrà essere adottato entro 60 giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del decreto legge.

Sarà oggetto di verifica il fatto che tali obblighi siano stati assolti, inoltre il contenuto e le modalità di presentazione delle domande sarà anch’esso soggetto a specifiche check che sarà effettuato da una commissione, istituita presso le Corti d’Appello per la cui partecipazione non si prevede alcun tipo di indennità o retribuzione. La commissione terrà l’elenco, vigilerà sugli iscritti valuterà le domande di iscrizione adotterà i provvedimenti di cancellazione dall’elenco.

Chi verrà cancellato non potrà essere reinserito.

L’incarico della vendita potrà essere ancora affidato a professionisti esperti esterni all’elenco ma se ne dovrà fornire una motivazione precisa e analitica.

Corsi di aggiornamento per la vendita di beni pignorati

La normativa dà alla Scuola superiore della Magistratura, l’onere di elaborare le linee guida generale per la definizione dei programmi dei corsi di formazione e aggiornamento,  sentiti il Consiglio nazionale forense, il Consiglio nazionale dei dottori commercialisti e degli esperti contabili e il Consiglio nazionale notarile.

Il citato decreto del ministero della Giustizia, da adottare di concerto con il Mef, entro due mesi dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del decreto-legge, stabilirà gli importi delle quote individuali di partecipazione ai corsi di formazione e di aggiornamento previsti dalla nuova normativa.

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