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Buoni pasto: utilizzo dal 2015. I chiarimenti

6 Luglio 2015
Buoni pasto: utilizzo dal 2015. I chiarimenti

Con la tracciabilità dei nuovi buoni pasto elettronici si riduce la possibilità di eludere la legge e di utilizzarli cumulativamente per la spesa.

Buoni pasto: non si è spenta la polemica all’alba della riforma contenuta nell’ultima legge di Stabilità; con la nuova normativa, l’importo dei buoni pasto non sottoposto a tassazione è passato dai precedenti 5,29 euro a 7 euro. Apparentemente un beneficio per datori di lavoro e dipendenti che, in questo modo, potranno conseguire un maggior risparmio e potere di spesa. Tuttavia, la nuova norma porta con sé una conseguenza che, invece, ha reso insoddisfatti tutti i lavoratori. Il sistema dei buoni pasto elettronici, che così si è venuto a delineare, porta con sé anche la tracciabilità degli stessi, mettendo in fuorigioco – così come riportato su Italia Oggi di questa mattina – la prassi (fiscalmente irregolare ma largamente diffusa e “tollerata”) di utilizzare i ticket per fare la spesa al supermercato o cumulando più buoni tra di loro.

Buoni pasto: il cumulo è sempre stato vietato

Come, però, avevamo già chiarito in un precedente articolo (Buoni pasto: sono cumulabili?), la legge [1] che fissa le regole per la detassazione dei buoni pasto (ossia le prestazioni e indennità sostitutive delle somministrazioni di vitto corrisposte da parte del datore di lavoro) stabilisce anche che i ticket spettino solo per i giorni effettivamente lavorati (escluse quindi giornate di malattia, ferie o trasferte fuori sede per le quali i pasti vengono rimborsati), sono incedibili, non cumulabili convertibili in denaro.

Fino ad oggi, però, tali vincoli sono stati spesso violati da quegli stessi lavoratori che oggi contestano la riforma, quasi come se avesse sottratto loro un diritto (in realtà nessun diritto c’era mai stato in precedenza all’uso cumulativo). In passato, infatti, i buoni pasto in formato cartaceo vengono utilizzati dai contribuenti per fare la spesa al supermarket, per pagare il ristorante nei fine settimana o addirittura cedendoli a terzi.

Sul tema non si registrano finora sentenze da parte dei tribunali, a testimonianza del fatto che anche i controlli hanno spesso chiuso un occhio, ma questo non vuol dire che sia stato mai acquisito un diritto da parte dei lavoratori. Anzi. L’intenzione del Governo di “stringere i bulloni” è proprio quella di andare nel senso opposto, ripristinando il senso e lo spirito dell’originaria legge.

Nell’ottica della digitalizzazione e della maggiore convenienza fiscale, è verosimile che molte aziende decideranno gradualmente di passare dai buoni pasto cartacei tradizionali ai buoni pasto elettronici. Questi ultimi consisteranno in una tessera magnetica ricaricabile.

Si legge sempre su Italia Oggi di stamattina: “Le transazioni che passano attraverso gli appositi dispositivi elettronici (Pos) possono essere facilmente monitorate e rendicontate. Le società che emettono buoni pasto potranno fornire le informazioni alle imprese clienti e anche i controlli da parte dell’amministrazione finanziaria saranno più agevoli. Per chi utilizza i ticket al di sopra della quota giornaliera agevolata dal Tuir (5,29 per i buoni cartacei, 7 euro per quelli digitali) dovrebbe scattare la ripresa a tassazione dell’eccedenza. Ciò comporterebbe un maggiore reddito da lavoro imponibile ai fini Irpef per il lavoratore, ma anche l’obbligo per il sostituto d’imposta di operare le maggiori ritenute fiscali e previdenziali (nonché a versare la propria quota di contributi sulla parte non detassata)”.


note

[1] Commi 16 e 17 della legge n. 190/2014 hanno modificato l’articolo 51, comma 2, lettera c) del Tuir.


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5 Commenti

  1. Giusta x i giorni effettivamente lavorati, ma la cumulabilita’ x molte aziende diviene normale visto che , come nel caso della mia Azienda, la tessera magnetica viene caricata il primo del mese successivo alle effettive presenze. In questo modo io anticipo ogni giorno il mio costo pasto e recupero in alimentari appena mi viene ricaricata la scheda. Non vedo quale sia la violazione. Altra cosa puo’ essere x le aziende furbe (evasori) che in passato potevano dare prestazioni extra in ticket detassati.

  2. be allora sto governo non ha capito o fa finta di non capire già un lavoratore che ha la fortuna di avere i buoni e che con tali aiuta a sfamare la famigli gli toglie pure questo !!!! ma allora vogliono propio fare impazziere ,,, e se poi fa gesti al quale poi non si ritorna indietro … poi sono dispiaciuti ma io prima che mammazzo!!! me ne porto dietro … ma che sono pazziiiiii e ora di finirla non nè possiamo piùù siamo un popolo di pecoroni almeno i greci un paio di cog… li tengono e sono peggio di noi .scusate la mia rabbia e temini distinti saluti

  3. e certo anche questo ci vogliono togliere mi sa che devo cambiare cittadinanza ormai essere italiano e vergogna grazie a chi continua a mungere il nostro sangue

  4. ..quanto meno con i buoni pasto di 4,15 il più basso.. come dipendete pubblico, ci possiamo permettere una spesa dignitosa, visto che tutto lo stato italiano come governanti sono un massa di ladri, farabutti delinquenti, succhia sangue, persone deprorevoli come governanti. Loro vanno a mangiare al ristorante della camera dei deputati con 5 euro pasto completo con aragosta e noi poveri disgraziati dobbiamo contare gli spiccioli per mantenere la famiglia cercando di non sforare e provando ad arrivare a fine mese, almeno con i buoni pasto si cerca di contenere la spesa in denaro, che poi i bp sempre denaro è!!!! la Grecia ha dato e sta dando una bella lezione di liberta economica uscendo da questa merda di moneta che e l’euro. IO SONO PRONTO A FIRMARE PER PRIMO PER IL REFERENDUM CONTRO L’EURO!!!!

  5. ma con un buono pasto di € 3,50,con un orario di lavoro 8-14,10 dove lo consumo giornalmente, non ho la pausa pranzo, mi faccio portare un panino al giorno e una bottiglia di acqua e pago la differenza. e’ meglio non averlo, pero’ diamoli ai politici insieme ai vitalizi e hai rimborsi spese, cosi’ mangiano ai ristoranti di 100 € se bastano, e’ solo vergognoso.

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