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Assenza ingiustificata dal lavoro

6 Luglio 2015
Assenza ingiustificata dal lavoro

Congedi e permessi, assenza ingiustificata: casi e conseguenze sulla busta paga, contributi e imposte.

Assente ingiustificato: anche il lavoratore, come lo studente a scuola, deve portare la giustificazione scritta. E questo perché egli è tenuto a osservare gli obblighi di diligenza e correttezza. Ciò implica il dovere di comunicare al datore di lavoro i casi e i relativi tempi in cui è impossibilitato a raggiungere il posto di lavoro e a documentare nel modo più completo e opportuno le ragioni per le quali si è astenuto dal lavoro.

In sintesi, è ingiustificata l’assenza dal lavoro qualora la stessa non sia dovuta a cause oggettive che rendano impossibile la prestazione [1].

L’omessa preventiva o tempestiva informazione al datore di lavoro configura una assenza ingiustificata e può dar vita a un procedimento disciplinare [2] che, nei casi più gravi, può spingersi al licenziamento.

Tale procedimento deve necessariamente essere preceduto dalla contestazione dell’addebito [3], anche qualora l’assenza ingiustificata sia espressamente prevista come causa di licenziamento da parte del Ccnl [4].

Lo stesso dicasi anche quando l’assenza sia dovuta al legittimo rifiuto del datore di concedere la fruizione di uno o più giorni di permessi o di ferie o, peggio ancora, quando il lavoratore pretenda di fruire di ferie non ancora maturate [5].

Il procedimento disciplinare può essere avviato anche quando i comportamenti addebitati al lavoratore non abbiano nuociuto all’organizzazione aziendale [6].

Malattia: mancato invio del certificato medico

Secondo la Cassazione [7], il mancato invio al datore di lavoro del certificato medico con la conseguente scopertura di 4 giorni lavorativi legittima il licenziamento.

Assenza alla visita di controllo

In caso di assenza dal lavoro per malattia, se il lavoratore si sottrae alla visita del medico fiscale senza giustificato motivo perde il trattamento economico per l’intero periodo dei primi dieci giorni di assenza. Egli allora è chiamato a effettuare una successiva visita ambulatoriale che confermi lo stato di malattia. Tuttavia, anche se tale visita avvenga prima della scadenza di suddetto periodo il lavoratore non riacquista il diritto al trattamento economico; infatti la visita ha solo la funzione di impedire il protrarsi della sanzione per il periodo successivo ai suddetti primi dieci giorni. Questo perché l’osservanza dell’onere posto a carico del lavoratore di rendersi reperibile presso la propria abitazione non ammette forme equivalenti di controllo.

Ne consegue che l’impossibilità per il lavoratore di effettuare tale visita (nella specie il giorno successivo a quello della sottrazione alla visita di controllo), a causa delle chiusura dell’ambulatorio della Asl, non impedisce la perdita del trattamento economico derivante dal mancato assolvimento di quell’onere [8].

Se il lavoratore assente dal lavoro per malattia deduce un giustificato motivo della non reperibilità alla visita domiciliare di controllo, deve provare che la causa del suo allontanamento dal domicilio durante le previste fasce orarie. Si deve trattare non già di una forza maggiore, ma di un ragionevole impedimento come per esempio la necessità di cure presso un istituto di riabilitazione o di terapia.

Assenza ingiustificata: vale come dimissioni?

La giurisprudenza è ormai molto critica nei confronti delle aziende che interpretano l’assenza ingiustificata come dimissioni. In tali casi, l’azienda deve piuttosto procedere alla regolare procedura di licenziamento.

Ne consegue che non è sufficiente la constatazione dell’assenza dal posto di lavoro e della mancanza di giustificazione per ravvisare lo scioglimento automatico del rapporto [9]. Insomma, il lavoratore assente dall’azienda non è dimissionario per fatti concludenti.


note

[1] Trib. Ferrara sent. del 21.10.2006.

[2] Art. 7, legge 20.5.1970, n. 300.

[3] Cass. sent. n. 19418/2005.

[4] Cass. sent. n. 16132/2007.

[5] Trib. Roma sent. del 22.5.2006.

[6] Cass. sent. n. 6974/2002.

[7] Cass. sent. n. 10552/2013.

[8] Cass. sent. n. 1809/2008.

[9] Cass. sent. n. 19418/2005.

Autore immagine: 123rf com


2 Commenti

  1. Sono stata assente il 20 gennaio x visita specialistica ma ho presentato il certificato con il modulo dei permessi personali il 3 febbraio, quindi 2 settimane dopo. Mi è arrivata una raccomandata indirizzata al collegio disciplinare per ipotesi di violazione.
    Cosa significa??
    Grazie

  2. Ho discusso con il mio datore di lavoro e ho abbandonato l’ ufficio. Entro quanto tempo devono licenziarmi?

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