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Spiagge 2015: divieti e obblighi

8 Luglio 2015 | Autore:
Spiagge 2015: divieti e obblighi

Tutti i divieti presenti sulle spiagge e in mare, il servizio di salvataggio, le zone di mare riservate ai bagnanti e quelle vietate: analizziamo le ordinanze di sicurezza balneare.

Mare, lidi e spiagge: ogni anno le singole Regioni emanano la cosiddetta ordinanza di sicurezza balneare; l’atto definisce le regole sulle spiagge e in mare per i villeggianti, gli operatori turistici e per le imbarcazioni. Ogni Comune può, a sua volta, emanare la propria ordinanza di sicurezza balneare, che andrà a specificare o integrare quanto già stabilito dall’atto emanato a livello regionale.

Le singole ordinanze, benché ciascuna differente dall’altra, hanno un nucleo comune che cercheremo di tracciare qui di seguito.

Il servizio di salvataggio

Nelle disposizioni generali dell’ordinanza di sicurezza balneare viene innanzitutto indicato il giorno di inizio e di fine della stagione estiva (ad esempio, dal 1 maggio al 31 ottobre). Questo è importante per inquadrare temporalmente le attività che svolgeranno gli stabilimenti balneari, i quali sono obbligati ad aprire entro e non oltre una certa data. Si pensi al servizio di salvataggio che, nelle zone date in concessione, spetta proprio ai lidi. Sulle spiagge libere, invece, il servizio di salvataggio è di competenza dei Comuni. Tuttavia, difficilmente le amministrazioni comunali garantiscono questo servizio per tutto il litorale. In questo caso, nelle zone in cui non viene garantito il salvataggio, in genere l’ordinanza balneare prevede l’affissione di cartelli (magari anche scritti in più lingue) che indicano che la balneazione non è sicura per mancanza del servizio di salvamento.

Zona di mare riservata ai bagnanti

È riservata ai bagnanti (quindi interdetta alla navigazione) la zona di mare antistante la battigia fino a una distanza dalla riva che, in base alle ordinanze regionali, va da un minimo di 100 metri a un massimo di 300.

Tale linea di confine deve essere evidenziata dagli stabilimenti balneari mediante il posizionamento di boe (i cosiddetti gavitelli) di colore rosso, arancione o bianco, ancorate al fondo e disposte in fila. Per il tratto di spiagge libere, tale operazione è a carico dei Comuni che, qualora non provvedano (come spesso accade), devono esporre un cartello indicante che il limite delle acque interdette alla navigazione non è segnalato.

In questa area, per le imbarcazioni (compresi windsurf, kite surf, acquascooter e simili) è quindi vietato il transito a motore e/o a vela, mentre è consentito il passaggio a remi; è vietato l’ormeggio e l’ancoraggio permanente, mentre è consentito l’ormeggio o l’ancoraggio temporaneo, sempre che non arrechi fastidio ai bagnanti.

Zone nelle quali la balneazione è vietata

Così come sussistono delle zone interdette alla navigazione, ne esistono altrettante interdette alla balneazione. Vediamone alcune (variano sempre in base alle ordinanze regionali o comunali):

– porti (commerciali e turistici) e imboccature dei porti;

– prossimità di insediamenti industriali;

– prossimità delle scogliere frangiflutti in costruzione o in via di rifacimento;

– prossimità di canali e tubazioni di prelievo e scarico di acqua di mare opportunamente segnalati;

– corridoi di atterraggio (o corsie di lancio) regolarmente autorizzati e segnalati: si tratta di specchi d’acqua adibiti alla partenza o al rientro sulla riva di imbarcazioni a vela o a motore;.

– prossimità della foce dei fiumi;

– specifiche aree di volta in volta individuate dalle autorità marittime e dagli enti locali.

I divieti e gli obblighi più comuni per i bagnanti (e anche quelli meno comuni)

– divieto di campeggio e divieto di sostare con camper, roulotte e simili, in assenza di aree dedicate;

– divieto di abbandono di spazzatura di ogni genere sulla spiaggia e in mare;

– divieto di realizzare opere o installare strutture di qualsiasi natura in assenza delle necessarie autorizzazioni;

– divieto di transito e di sosta di mezzi a motore (come moto, scooter e simili);

– divieto di effettuare riparazioni e/o lavori di manutenzione alle imbarcazioni e ai natanti in genere, in violazione alle norme ambientali;

– divieto di accendere fuochi, di usare fornelli da campo ed allestire pic-nic con tavolini e sedie in aree non allo

scopo riservate;

– divieto di svolgere qualsiasi attività che possa danneggiare l’habitat naturale;

– divieto di lasciare in sosta imbarcazioni e simili fuori dagli spazi autorizzati, ad eccezione di quelli destinati alle operazioni di assistenza e salvataggio;

– divieto di lasciare sulle spiagge libere, oltre il tramonto, ombrelloni, lettini, sedie sdraio, tende o altre attrezzature di questo tipo;

– divieto di organizzare feste, animazioni ed altre forme di intrattenimento all’interno degli stabilimenti balneari senza autorizzazioni, nulla osta ed altri provvedimenti previsti da normative specifiche, ivi comprese quelle relative all’inquinamento acustico;

– divieto di occupare con ombrelloni, sedie o sdraio, natanti e/o altre attrezzature mobili ed oggetti la battigia, destinata esclusivamente al libero transito con divieto di permanenza;

– divieto di sostare nei corridoi di lancio, attraversarli a nuoto o ormeggiare qualsiasi tipo di imbarcazione e/o natante nei corridoi medesimi;

– divieto di praticare qualsiasi gioco (calcio, tennis da spiaggia, pallavolo, bocce, basket, ecc.), sia in spiaggia che in acqua, che possa arrecare pericolo, danno o molestia alle persone, turbativa della quiete pubblica, nonché nocumento all’igiene dei luoghi. Il divieto non si applica nelle zone appositamente destinate a questo tipo di attività;

– divieto di condurre o far stazionare cani e animali in genere, anche se muniti di museruola e guinzaglio, in aree non appositamente autorizzate, attrezzate e segnalate. Ciascun Comune può autorizzare gli stabilimenti balneari che lo richiedono ad attrezzare, all’interno del perimetro in concessione, apposite aree per animali d’affezione (cani e gatti). Resta inteso che i proprietari e/o i detentori degli animali sono responsabili del comportamento degli animali stessi a tutti gli effetti di legge [1];

– divieto di tenere ad alto il volume di apparecchi di diffusione sonora, nonché fare uso degli stessi nelle prime ore del pomeriggio, ad eccezione degli avvisi di pubblica utilità diramati mediante altoparlanti; è altresì fatto divieto assoluto all’uso di apparecchi di diffusione sonora direttamente sull’arenile;

– divieto di esercitare attività commerciali (commercio in forma fissa o itinerante, pubblicità, attività promozionali, ecc…), organizzare giochi, manifestazioni ricreative o spettacoli pirotecnici senza l’autorizzazione dell’ufficio comunale competente. Nell’ambito dell’area in concessione demaniale marittima è possibile svolgere manifestazioni ricreative ed organizzare giochi ed attività di svago destinate ai clienti dello stabilimento che non comportino l’installazione di strutture e non necessitino di autorizzazioni di qualsivoglia altra Amministrazione;

– divieto di sorvolare le spiagge con qualsiasi tipo di velivolo, ad eccezione dei mezzi di soccorso e di polizia, alla quota prescritta dalla autorità competente;

– divieto di effettuare la pubblicità, sia sulle spiagge che nel tratto di mare riservato alla balneazione, mediante la distribuzione e il lancio, anche a mezzo di aerei, di materiale pubblicitario nonché l’impiego di megafoni, di altoparlanti e di analoghi mezzi di propaganda acustica;

– divieto di spostare, occultare o danneggiare segnali fissi o galleggianti (boe, gavitelli, ecc…) posti a tutela della pubblica incolumità e salute;

– vietato effettuare lavori di straordinaria manutenzione e/o interventi soggetti a titolo abilitativi di natura edilizia che interessino opere di difficile rimozione; durante il periodo di apertura obbligatorio, i Comuni in genere possono autorizzare i soli lavori necessari al ripristino del corretto funzionamento degli impianti e delle strutture danneggiati a seguito di eventi eccezionali e/o non prevedibili;

– chiunque compia attività subacquee è obbligato a segnalare la propria presenza con apposito pallone o segnale (bandiera rossa con banda trasversale bianca, munito di idonea sagola) e ad operare entro un raggio di 50 metri dalla verticale di detto segnale. In alcune ordinanze, la pesca subacquea è vietata entro i 500 metri dalla riva o comunque nel tratto di mare riservato alla balneazione; è vietato attraversare le zone frequentate dai bagnanti con un’arma carica (il fucile da pesca). La pesca subacquea notturna può essere altresì vietata e, se consentita, il sub deve segnalare la sua presenza con luce lampeggiante ben visibile a una distanza non inferiore a 300 metri.

 

I divieti più particolari

– divieto dell’uso dei mezzi cingolati sugli scogli;

– divieto di asportare le alghe, poiché costituiscono ripascimento naturale delle spiagge; tuttavia, per ragioni esclusivamente igienico-sanitarie e ove non sia possibile l’insabbiamento delle stesse, l’asportazione può essere effettuata mediante conferimento in luoghi di stoccaggio, se previsti dai singoli Comuni o, in mancanza, in discarica.

I trasgressori dei suddetti divieti e obblighi saranno puniti secondo quanto disposto dal codice della navigazione [2], dal codice penale e dal codice della nautica da diporto [3].


note

[1] Art. 2052 cod. civ.

[2] In particolare, artt. 1161, 1164, 1174 e 1231.

[3] D.lgs. n. 171 del 18.07.2005.


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