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Finanziamenti agevolati donne 2015 anche per professioniste

9 Luglio 2015 | Autore:
Finanziamenti agevolati donne 2015 anche per professioniste

Fondo PMI: una nuova circolare del MCC estende la possibilità di fruire dei prestiti agevolati dal Fondo di Garanzia.

Non solo credito alle imprese, ma anche alle semplici attività professionali: è questa la nuova estensione della garanzia offerta dal Fondo Pmi, grazie alla nuova circolare del Medio Credito Centrale [1].

La nuova normativa, in pratica, consente , alle professioniste che abbiano difficoltà ad accedere ai finanziamenti bancari, la copertura dell’80% della cifra richiesta da parte del Fondo di Garanzia per le Pmi, sino ad un plafond massimo di 2 milioni e mezzo di Euro: questo significa che, per ogni prestito concesso, la banca non potrà richiedere alla lavoratrice alcuna garanzia, nel limite della quota coperta dal fondo.

Ad esempio, se Tizia richiede alla banca un finanziamento di 100.000, il Fondo presterà la garanzia per 80.000 Euro, e la banca potrà richiedere alla cliente garanzie aggiuntive solo per i 20.000 Euro non coperti dallo Stato.

I requisiti per richiedere le agevolazioni

Per le professioniste, è necessario risultare iscritte ad un ordine professionale riconosciuto, oppure aderire ad un’ associazione professionale iscritta all’apposito elenco del Mise (Ministero per lo Sviluppo Economico).

Il 50% del fondo è riservato, poi, alle donne che iniziano una nuova attività.

Come richiedere il prestito e la garanzia

Per il prestito, è necessario rivolgersi direttamente a una banca o ad una finanziaria: le condizioni del finanziamento, come ammontare, durata e tasso d’interesse, andranno discusse direttamente con l’operatore del credito, che valuterà la fattibilità dell’operazione e la solvibilità della professionista.

Sarà poi la banca stessa ad adoperarsi, dietro segnalazione della cliente, per la concessione della garanzia da parte del Fondo, occupandosi dell’iter burocratico. In caso di difficoltà da parte dell’operatore, è possibile comunque rivolgersi ad un consorzio fidi, il quale a sua volta girerà la domanda di garanzia al Fondo.

Naturalmente, la situazione economica della richiedente verrà sottoposta ad attente valutazioni, quindi saranno vagliate almeno le due ultime dichiarazioni dei redditi, e potrebbe essere domandato anche un business plan (ossia un piano d’impresa, che comprenda la previsione di ricavi e costi futuri): nel caso in cui la banca o l’intermediario non si occupino direttamente dell’elaborazione del documento, è bene rivolgersi ad un professionista competente ed abilitato, come un commercialista o un consulente del lavoro.

La garanzia, come già accennato, è valida sia per mutui e prestiti per l’avvio dell’attività, che per altre motivazioni, come nuovi investimenti, spese per la formazione professionale, ristrutturazione per crisi, o liquidità.

A parere della scrivente, lo strumento della garanzia pubblica per i prestiti ad imprese e professionisti è senz’altro da valutare positivamente, anche rispetto ai più apprezzati contributi a fondo perduto. Si tratta, infatti, di un buon propulsore per spingere le banche, da anni ingessate in una stretta del credito senza precedenti, verso uno sblocco dei fondi; inoltre, appare più equo rispetto ai bandi pubblici a fondo perduto, proprio perché non si regalano soldi ad un numero molto limitato di persone (con procedure in vari casi discutibili, in merito alla trasparenza), ma si consente, invece, alla maggioranza dei soggetti meritevoli, di accedere al credito . Un’attività sana deve reggersi sulle proprie gambe ed essere in grado di ripagare il 100% del prestito, prestito che deve essere programmato lasciando, certamente, un po’ d’ossigeno , con tempistiche non troppo stringenti ed interessi non usurari: tanto di cappello a chi, a livello nazionale, ha finalmente deciso di cambiare una situazione profondamente ingiusta, col regalo dei fondi a pochissimi, ed onerosità insopportabili per gli altri, se non direttamente negazione dell’accesso al credito.

Ci auguriamo vivamente che la legislazione continui a proseguire in questo senso, risvegliando e movimentando il mercato, e che banche ed operatori del settore terminino definitivamente la tendenza alla stretta creditizia.


note

[1] Circ. MCC n.11/2015.

Autore immagine: 123rf com


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