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Decreto penale di condanna senza riferimenti del difensore d’ufficio

9 Luglio 2015
Decreto penale di condanna senza riferimenti del difensore d’ufficio

Difesa d’ufficio e mancata indicazione dell’indirizzo e del telefono dell’avvocato: nessuna violazione del diritto alla difesa.

 

È valido il decreto penale di condanna se, in esso, non sono stati indicati l’indirizzo e il recapito telefonico dell’avvocato nominato come difensore d’ufficio. Secondo infatti una sentenza di poche ore fa della Cassazione [1], non vi è, in casi del genere, violazione del diritto alla difensa.

Tale mancata indicazione – si legge in sentenza – non costituisce certo causa di nullità, soprattutto perché è previsto soltanto che il decreto penale debba contenere l’avviso che l’imputato e la persona offesa hanno la facoltà di nominare un difensore e che il decreto debba essere notificato al difensore d’ufficio, mentre non è prevista – contrariamente a quanto stabilito per l’informazione della persona sottoposta alle indagini sul diritto di difesa” –l’indicazione dell’indirizzo e del recapito del difensore d’ufficio.


note

[1] Cass. sent. n. 29287/2015 del 9.07.2015.

Autore immagine: 123rf com

Corte di Cassazione, sez. III Penale, sentenza 11 giugno – 9 luglio 2015, n. 29287
Presidente Franco – Relatore Amoresano

Ritenuto in fatto

1.Con ordinanza in data 14/05/2014 il G.i.p. del Tribunale di Ferrara rigettava l’istanza proposta da S.B., volta, in via principale, ad ottenere la declaratoria di non esecutività dei decreto penale di condanna n.297/13 del 4/3/2013 e, in via subordinata, la restituzione nel termine ex art.175 per proporre opposizione avverso il decreto medesimo.
Rilevava il G.i.p. che il decreto penale in questione era stato regolarmente notificato, oltre che all’imputato, anche al difensore di ufficio, avv. P.M..
Irrilevante doveva ritenersi la mancata indicazione dell’indirizzo e del recapito telefonico, prevista dall’art.369 bis cod.proc. pen. per l’informazione di garanzia, stante il principio di tassatività delle nullità.
L’art.460 cod.proc.pen. non prevede, invero, tra i requisiti del decreto penale tale indicazione; e, peraltro, ai fini dell’emissione dei decreto penale, non è prevista la previa notifica dell’informazione di garanzia.
Né sussistevano i presupposti per disporre la restituzione in termini ex art.175 cod.proc.pen., avendo l’imputato ricevuto regolarmente la notifica del decreto penale (venendo a conoscenza dell’atto) e non essendo state neppure dedotte ipotesi di caso fortuito o forza maggiore.
2. Ricorre per cassazione S.B., a mezzo dl difensore, denunciando, con un unico motivo, la inosservanza o erronea applicazione degli artt.175, comma 2, 670, comma 3, 369 bis, 460, 97 cod.proc.pen., e 24 Cost.
Contrariamente a quanto ritenuto dal G.i.p., il decreto penale di condanna, essendo il primo atto notificato alla parte, deve necessariamente contenere il nominativo del difensore di ufficio, il suo indirizzo e recapito telefonico.
L’art.460 cod.proc.pen., nel prevedere la necessità della notifica ai difensore, è mosso proprio dall’esigenza di rendere effettivo il diritto di difesa. Conseguentemente deve essere assicurata all’imputato la possibilità di mettersi in contatto con il difensore di ufficio, al fine di valutare se, eventualmente, opporre il decreto penale.
Ritenere superflua l’indicazione dei recapito dei difensore di ufficio determinerebbe una palese disparità di trattamento con chi abbia ricevuto informazione di garanzia.

Considerato in diritto

1.Il ricorso è infondato e va, pertanto, rigettato.
2.E’ pacifico che il decreto penale venne notificato sia all’imputato S.B., sia il difensore di ufficio, avv.P.M. dei foro di Ferrara.
Il ricorrente, invero, deduce soltanto che il diritto di difesa, garantito dalla nomina del difensore di ufficio al quale rivolgersi tempestivamente per proporre eventuale opposizione, sia stato vanificato dalla mancata indicazione dell’indirizzo e del recapito telefonico dello stesso.
3.Rileva il Collegio che siffatta mancata indicazione non costituisce certo causa di nullità.
L’art.460 cod.proc. pen. prevede, infatti, soltanto che il decreto penale debba contenere l’avviso che l’imputato e la persona offesa hanno la facoltà di nominare un difensore (comma 1 lett.g) e che il decreto debba essere notificato al difensore di ufficio (comma 3).
Non è prevista, quindi, a differenza dell’art.369 bis cod.proc.pen. l’indicazione dell’indirizzo e dei recapito dei difensore di ufficio e tanto meno che da tale mancata indicazione derivi la nullità del decreto medesimo.
Ed opportunamente il Tribunale ha richiamato, in proposito, il principio di tassatività delle nullità previsto dall’art.177 cod.proc.pen. (“l’inosservanza delle disposizioni stabilite per gli atti del procedimento è causa di nullità soltanto nei casi previsti dalla legge”).
Peraltro non si comprende quale pregiudizio al diritto di difesa sia derivato al ricorrente dalla mancata indicazione dell’indirizzo e dei recapito telefonico dei difensore di ufficio.
A parte il fatto che, attraverso una semplice ricerca (sulla rubrica telefonica o via internet) sarebbe stato possibile ottenere dette informazioni, risultando indicato il foro di appartenenza (Ferrara) del difensore di ufficio nominato (avv. P.M.), il ricorrente aveva un congruo termine (giorni quindici) per nominare un difensore di fiducia con il quale valutare l’opportunità o meno di proporre opposizione.
4. Altrettanto correttamente il G.i.p. ha ritenuto che non ricorressero i presupposti per disporre la restituzione nel termine ex art.175 cod.proc. pen. essendo stato il decreto penale notificato allo stesso B. , e non essendo stati neppure prospettati il caso fortuito o la forza maggiore che avrebbero impedito la proposizione dell’opposizione (tale non potendosi certamente considerare la ..mancata indicazione dell’indirizzo e del recapito telefonico del difensore di ufficio).
5. Al rigetto del ricorso segue la condanna dl ricorrente al pagamento delle spese processuali.

P.Q.M.

Rigetta il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento dile spese processuali.


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