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Negoziazione assistita familiare e divorzio breve: linee guida

11 Luglio 2015 | Autore:
Negoziazione assistita familiare e divorzio breve: linee guida

Separazione o divorzio con negoziazione assistita: quando presentare l’accordo e quali documenti occorrono; i chiarimenti dalla Procura della Repubblica del Tribunale di Milano.

 

La recente introduzione della norma sul divorzio breve [1] costituisce una novità di assoluta importanza per il nostro ordinamento: il superamento di quella concezione per cui la fine del matrimonio debba necessariamente passare dalle aule di un tribunale è un importante passo avanti, ma è necessaria anche una nuova prassi da seguire per rendere snella la relativa procedura oltre a rendere comprensibili le formulazioni talvolta vaghe del legislatore.

Partendo da questa premessa, lo scorso 9 giugno, la Procura di Milano ha pubblicato un aggiornamento alle proprie linee guida in materia di negoziazione assistita e divorzio breve cercando di superare le zone d’ombra, indicando i termini da rispettare ed elencando i documenti da produrre.

Innanzitutto è stato precisato che gli accordi raggiunti a seguito di negoziazione assistita, sottoscritti da entrambi i coniugi con la necessaria assistenza di un avvocato per parte, devono essere trasmessi da uno dei due legali coinvolti al Procuratore competente in materia familiare, entro e non oltre dieci giorni dal loro conseguimento.

Detto termine è perentorio: quindi sia che il patto riguardi la materia familiare che la separazione personale, la sua mancata presentazione entro detta scadenza comporta la sua irricevibilità ossia non è considerato valido.

La conseguenza dell’invio tardivo comporta per le parti l’obbligo di sedersi nuovamente ad un tavolo per sancire un nuovo accordo.

In questa particolare procedura l’avvocato è chiamato a dimostrare non solo di aver tentato di conciliare le parti, ma anche di averle avvisate preventivamente della possibilità di accedere alla mediazione familiare, sottolineando l’importanza che il futuro accordo rivestirà per i figli minori (ovviamente se presenti), il cui diritto alla bigenitorialità non deve essere sacrificato. Il legale inoltre certificherà le firme dei coniugi e verificherà che il patto non sia contrario alle norme previste dal nostro ordinamento.

Un passaggio importante nelle citate linee guida consiste nell’indicazione dei documenti che devono essere prodotti assieme all’accordo. La procura ha fornito un apposito elenco in cui si distingue a seconda che la negoziazione sia finalizzata alla separazione personale o al divorzio.

Nel caso di separazione occorrerà presentare:

– estratto per riassunto dell’atto di matrimonio rilasciato dal comune in cui è stato celebrato;

stato di famiglia;

– certificato di residenza di entrambi i coniugi.

 

Nell’ipotesi di divorzio invece si presenterà:

– atto intregrale di matrimonio rilasciato dal comune competente;

– stato di famiglia;

– certificato di residenza di entrambi i coniugi;

– copia autentica del verbale di separazione assistita con decreto di omologa oppure copia autentica del verbale di negoziazione assistita oppure copia autentica della sentenza di separazione con allegato il verbale presidenziale con cui si autorizzano i coniugi a vivere separatamente.

La presentazione dell’accordo è diretta ad ottenere il rilascio del nullaosta da parte della Procura della Repubblica, che opera un controllo non soltanto di natura formale dell’atto ( ossia della sua rispondenza alla legge), ma valuta anche che lo stesso sia rispettoso degli interessi dei figli.

Il Procuratore provvede ad autorizzare l’accordo entro tre giorni lavorativi dalla sua ricezione, con la possibilità per uno dei due avvocati coinvolti nella negoziazione assistita di ritirare una copia autentica dell’atto dalla cancelleria del magistrato.

L’ultima fase della procedura consiste nella presentazione a cura di uno dei legali delle parti dell’accordo “autorizzato” presso l’ufficiale di stato civile per ottenere gli effetti richiesti.

Anche in questo caso il termine per la presentazione dell’accordo è di dieci giorni, la cui decorrenza è a partire dalla consegna della copia autentica dell’atto rilasciata dalla Procura.


L’accordo raggiunto in sede di negoziazione assistita con la necessaria assistenza di un avvocato per parte deve essere trasmesso in Procura entro 10 giorni per ottenere il nullaosta, a pena di irricevibilità.

L’atto deve essere corredato da alcuni documenti e se regolare viene autorizzato entro 3 giorni lavorativi, con rilascio di copia autentica.

Uno dei due legali trasmette la copia autenticata all’ufficiale di stato civile.

note

[1] Legge n. 55/2015.

Autore immagine: 123rf com


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