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Carta di soggiorno valida anche se l’immigrato perde il lavoro

11 Luglio 2015 | Autore:
Carta di soggiorno valida anche se l’immigrato perde il lavoro

L’immigrato non perde il permesso di soggiorno se non ha più un reddito: la sentenza del T.A.R. Lombardia contro la prassi di alcune Questure.

La carta di soggiorno non può essere revocata se l’immigrato ha perso il lavoro. Lo ha precisato il T.A.R. della Lombardia in una recente sentenza [1].

La carta di soggiorno (anche detta permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo) è quel documento che consente all’immigrato di risiedere in Italia in modo permanente.

I requisiti per ottenerla sono:

– essere presenti in Italia con regolare permesso di soggiorno da almeno 5 anni;

– avere un reddito minimo non inferiore all’importo dell’assegno sociale;

– non aver avuto problemi con la giustizia, e quindi non risultare un soggetto pericoloso.

Se lo straniero torna nel proprio Paese (o comunque esce dall’Italia) per brevi periodi, non si tiene conto di tali assenze ai fini del calcolo dei 5 anni di regolare permanenza in Italia, sempre che tali assenze siano inferiori a 6 mesi consecutivi e non superino complessivamente i 10 mesi nei 5 anni (salvo adempimento del servizio di leva o gravi motivi).

La carta di soggiorno, una volta ottenuta, può essere revocata solo se lo straniero risulta essere pericoloso per l’ordine pubblico e la sicurezza dello Stato [2]. Non può essere, invece, revocata se l’immigrato perde il lavoro, e quindi per mancanza di redditi.

La precisazione del T.A.R. Lombardia si è resa necessaria per correggere la prassi di alcune Questure di revocare la carta di soggiorno a soggetti non più in possesso di un regolare contratto di lavoro, che magari ne avevano chiesto l’aggiornamento o un duplicato. La perdita del lavoro, secondo alcune Questure, dimostrerebbe che lo straniero non ha raggiunto la giusta integrazione nel nostro Paese, e quindi ciò giustificherebbe il ritiro del documento di soggiorno.

Tutto ciò è stato smentito dal T.A.R. Lombardia, che ha ribadito che le leggi nazionali e le normative comunitarie [3] non prevedono il ritiro della carta di soggiorno in caso di perdita del posto di lavoro.


note

[1] T.A.R. della Lombardia, sent. 26.06.2015.

[2] Art. 9, d.lgs. n. 286/98.

[3] Art. 8, direttiva 2003/109/CE.

Autore immagine 123rf com


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