Diritto e Fisco | Editoriale

Investi a Dubai? Fai testamento!

10 Luglio 2015
Investi a Dubai? Fai testamento!

Senza un testamento i beni mobili ed immobili degli stranieri negli E.A.U. non seguono le norme della successione legittima, ma della Shariah: quali precauzioni adottare?

In caso di morte del proprietario, cosa succede ai beni posseduti da un italiano negli Emirati Arabi Uniti?

È una domanda che si pongono (o che dovrebbero porsi) i tanti connazionali che si sono affacciati o riaffacciati a fare business nel Golfo.

La ripresa economica di Dubai dopo la temporanea crisi del 2009 ha infatti indotto molti italiani a tornare ad investire negli Emirati, specialmente nel “mattone” a noi tanto caro, che vive un periodo di rinnovato vigore, in vista dell’Expo 2020.

Ciò che, purtroppo, molti non sanno è che tali investimenti, fatti spesso anche con l’obiettivo di proteggere il proprio patrimonio in vista del passaggio generazionale ai figli, possono riservare sgradite sorprese, se non si adottano alcune piccole precauzioni.

La più comune – che ahimè ha colpito molti ignari stranieri – è quella di veder trasferito il patrimonio, in caso di morte del proprietario, a soggetti diversi da quelli a cui si immaginava di lasciarlo, o quantomeno in proporzioni del tutto diverse!

Tale situazione è infatti conseguenza dell’applicazione della Shariah, la legge islamica che prevede un complesso sistema di attribuzioni dei beni del defunto fra i vari famigliari – compresi il padre, se in vita, ed i fratelli – con pesanti disparità di trattamento fra eredi maschi ed eredi femmine, e soprattutto con enormi penalizzazioni per la moglie alla quale in genere non spetta più di 1/8 del patrimonio.

La legge emiratina infatti stabilisce, in linea di principio, che la successione degli stranieri non musulmani sia regolata sulla base della loro legge nazionale, ma tale regola subisce una deroga, per i beni presenti negli Emirati, ai quali – anche sulla base delle norme di rinvio del diritto internazionale – si applica la legge locale, ossia, in altri termini, la Shariah.

È evidente che un simile risultato, da solo, potrebbe far desistere molti dall’acquistare beni durevoli, onde prevenire future guerre di successione fra fra eredi insoddisfatti: ma, allora, come è possibile tutelarsi?

Al fine di evitare tali inconvenienti esiste uno strumento semplice ed efficace: il testamento.

La legge emiratina infatti riconosce la validità dei testamenti fatti dagli stranieri e ammette che questi possano derogare alla legge locale anche in relazione ai beni presenti nel territorio degli Emirati.

Con il testamento dunque è possibile per gli stranieri stabilire la ripartizione del patrimonio in deroga alla legge della Shariah e secondo disposizioni più vicine al nostro comune sentire, evitando, per gli eredi, conflitti che, dovendo essere risolti dalle Corti locali, comportano costi elevatissimi ed hanno esiti talora inattesi.

Sarà dunque possibile effettuare un lascito ai propri eredi che corrisponda alle proporzioni previste dalla legge italiana, ovvero immaginare una diversa ripartizione dei beni negli Emirati a vantaggio solo di alcuni degli eredi, tenendo però ben presente, in questo caso, che una tale scelta potrebbe influire sulla quota di riserva spettante ai “legittimari” secondo le norme imperative della legge italiana.

L’esistenza di un testamento che disponga specificamente sui beni presenti negli Emirati è dunque di per sé sufficiente per mettersi al riparo da sgradite sorprese.

Se però vogliamo davvero risparmiare agli eredi ogni preoccupazione, è opportuno registrare quel testamento presso un pubblico registro, in modo da poterlo poi rendere esecutivo più agevolmente in caso di necessità.

Tale possibilità oggi è assicurata dalla recente istituzione del “DIFC Wills And Probate Registry”: si tratta di un Registro, tenuto dall’autorità regolatrice della zona franca finanziaria più importante di Dubai (DIFC) che permette ai residenti stranieri non musulmani di età superiore a 21 anni, di registrare un testamento scritto in inglese presso la DIFC Courts, ossia la Corte di Giustizia della DIFC, che è uno degli organi giudiziari degli Emirati Arabi Uniti.

Il testamento così registrato, in caso di necessità, viene reso esecutivo un ordine delle DIFC Courts e consente di procedere alla successione senza incorrere nell’applicazione del diritto islamico.

Il consiglio è dunque di premunirsi e di stabilire sempre con un testamento, magari registrato, a chi e in quale misura saranno destinati i beni presenti negli Emirati in caso di morte del proprietario.



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