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Cartelle nulle per falsi dirigenti, è obbligatoria la mediazione tributaria?

11 Luglio 2015 | Autore:
Cartelle nulle per falsi dirigenti, è obbligatoria la mediazione tributaria?

Un avviso di accertamento notificatomi è nullo perché firmato da un falso dirigente dell’Agenzia delle Entrate: prima di fare ricorso devo presentare domanda di mediazione?

Innanzitutto, anche se la normativa [1] parla di istanza di reclamo-mediazione, non si devono confondere le due procedure: si tratta di atti di opposizione alle pretese tributarie: ma, mentre l’istanza di reclamo è generalmente obbligatoria, poiché è condizione di procedibilità per un eventuale futuro ricorso, per le controversie inferiori ai 20.000 Euro, procedere poi ad una mediazione è, invece, assolutamente facoltativo. La confusione, logicamente, nasce perché è la stessa Agenzia delle Entrate, nelle sue circolari, ad utilizzare un termine unico, riunendo, di fatto, i due istituti.

Chiarita questa importante differenza, è necessario tener presente che l’istanza di reclamo/mediazione è obbligatoria se ricorrono i seguenti presupposti:

– la data di notifica dell’atto, da intendersi come data in cui il contribuente lo ha ricevuto, deve essere posteriore al 1° aprile 2012;

– il valore della lite, come già accennato, deve essere inferiore ai 20.000 Euro;

– l’ente impositore deve essere l’Agenza delle Entrate (si considerano assimilati i casi in cui il provvedimento proviene da un soggetto diverso, se l’Agenzia ne ha , in qualche modo, determinato l’emanazione);

– l’atto deve, poi, rientrare nelle ipotesi di seguito elencate [2]:

a) avviso di accertamento o di liquidazione;

b) provvedimento mediante il quale sono irrogate sanzioni;

c) ruolo;

d) rifiuto, sia espresso che tacito, della restituzione di somme non dovute costituenti tributi, sanzioni, interessi e accessori;

e) rigetto di domande di definizione agevolata di rapporti tributari, revoca o mancata concessione di agevolazioni;

f) in via residuale, ogni provvedimento dell’Agenzia delle Entrate, impugnabile autonomamente.

Sono invece, generalmente, esclusi i seguenti atti:

a) cartelle di pagamento;

b) avvisi di mora, e vecchi avvisi di intimazione di pagamento;

c) ipoteche sugli immobili;

d) fermi amministrativi;

e) atti catastali;

f) atti emanati da soggetti diversi dall’Agenzia delle Entrate (Agenzia del Territorio, Agenzia delle Dogane, Enti locali, Equitalia, etc.).

Tuttavia, l’esclusione non opera quando un atto riconducibile all’Agenzia delle Entrate costituisce il presupposto dell’atto impugnato, come nel caso in cui si contesti una cartella di Equitalia per vizi derivanti, ad esempio, dall’accertamento alla base delle sanzioni; lo stesso vale, ovviamente, quando l’illegittimità riguarda solo l’ambito dell’Agenzia.

Quando, al contrario, ad essere contestati sono solo aspetti che concernono esclusivamente la cartella di pagamento, compresa la notifica, non deve essere proposta alcuna istanza di reclamo-mediazione.

Se, invece, i vizi riguardano sia l’Agenzia, che l’Agente della riscossione, l’istanza di reclamo-mediazione dovrà essere comunque proposta obbligatoriamente.

Nel caso degli atti di accertamento nulli, in quanto firmati da un “falso” dirigente, prudenzialmente, trattandosi di un provvedimento proveniente direttamente dall’Agenzia delle Entrate, si potrebbe effettuare, in via preliminare, l’apposita istanza di reclamo, quando il valore della lite sia inferiore a 20.000 Euro. Ad ogni modo, trattandosi di nullità assoluta di un atto amministrativo, o meglio d’inesistenza, è implicita l’insanabilità della stessa, la quale, ricordiamo, può essere fatta valere in ogni stato e grado del giudizio, ed è rilevabile d’ufficio: pertanto, l’eventuale improcedibilità del ricorso per mancata proposizione dell’istanza, nulla cambierebbe.


note

[1] D.L. 98/2011 e Circ. n. 9/E / 2012.

[2] Art. 19, Co. 1, D.Lgs. 546/1992.

Autore immagine: 123rf com


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