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Avvocato non iscritto a cassa e albo: quali attività svolgere?

12 Luglio 2015
Avvocato non iscritto a cassa e albo: quali attività svolgere?

L’avvocato che ha optato per la cancellazione dall’albo può svolgere attività stragiudiziale, redazione di diffide, consulenze, mediazioni o arbitrati?

Avvocati: a seguito dell’introduzione del nuovo obbligo di iscrizione alla Cassa Forense per poter essere contestualmente iscritti all’Albo professionale e, quindi, esercitare l’attività legale, sono molti i professionisti, stretti dalle difficoltà economiche e dall’impossibilità di sostenere spese a volte superiori ai guadagni, che hanno optato per la cancellazione dall’albo onde ottenere l’esonero dal pagamento dei contributi minimi e dall’iscrizione all’ente previdenziale.

Ora, per questi avvocati – in gran parte giovani – si pone il problema di “cosa” poter fare senza l’iscrizione: è lecito continuare a svolgere attività stragiudiziale quali, ad esempio, consulenze, redazione di contratti o di atti stragiudiziali come diffide, messe in mora, precetti, ecc.?

Il problema tocca una fetta di professionisti superiore a quella che si possa, in prima battuta, ipotizzare. Si parlava, inizialmente, di un numero compreso tra i 55 e i 60 mila avvocati (su un totale di 223mila iscritti). Di questi, poi, 43mila sono stati iscritti forzatamente, salvo poi il “ripensamento”. Si tratta di quelli che sono stati definitivi “avvocati a basso reddito”, sempre a rischio cancellazione o, comunque, con le spalle al muro e con il quotidiano interrogativo se restare “dentro o fuori”. Di certo, anche i successivi anni saranno un banco di prova per verificare quali studi saranno effettivamente in grado di reggere le nuove tendenze del mercato, di adeguarsi a un sistema professionale che oggi premia l’imprenditorialità, l’organizzazione, la riduzione dei costi e, nello stesso tempo, un approccio alla clientela moderno. Per questi professionisti la sfida è aperta: la permanenza all’albo passa necessariamente per lo sfruttamento dei nuovi media e delle mutate relazioni commerciali.

Quali attività può svolgere l’avvocato non iscritto all’albo

Si ritiene che l’avvocato che abbia optato per la cancellazione dall’albo per non pagare la cassa forense, sia comunque abilitato a svolgere attività stragiudiziale come quella cui si accennava poc’anzi: redazione di contratti, consulenze non finalizzate al successivo giudizio in tribunale, diffide, lettere interruttive della prescrizione, messe in mora, ecc. E ciò perché, anche alla luce dell’ultima legge professionale del 2012 [1], è previsto che le attività “proprie” dell’avvocato (quelle cioè sulle quali quest’ultimo vanta l’esclusiva e sono, quindi, interdette agli altri professionisti non iscritti) vi è solo l’assistenza, la rappresentanza e la difesa nei giudizi davanti a tutti gli organi giurisdizionali e nelle procedure arbitrali rituali.

Sempre la legge professionale [2] poi indica coma attività di competenza, ma non esclusiva, degli avvocati l’attività professionale di consulenza legale e di assistenza legale stragiudiziale: dunque, ciò implica che tale attività, per quanto “tipica” dell’avvocato, non può essere interdetta anche a chi non è iscritto all’albo.

Quanto alla mediazione, si ricorda che, pur non essendo interdetta la partecipazione di altri professionisti al procedimento di mediazione essa però poi non sarà validamente utilizzabile come condizione processuale per il successivo avvio dell’azione giudiziale.

Quanto invece agli arbitrati, solo per quelli rituali vi è l’esclusiva in favore degli avvocati, mentre per gli arbitrati irrituali non sussiste tale divieto.

Quando c’è reato di esercizio abusivo della professione

Strettamente legato al problema della definizione delle attività dell’avvocato non iscritto all’albo vi è quello dell’individuazione delle ipotesi in cui si possa configurare il reato di esercizio abusivo della professione. A riguardo, la Cassazione [3] ha ritenuto configurabile il reato in questione non solo nell’ipotesi di compimento dell’attività senza il possesso del titolo abilitativo (in questo caso, quello di avvocato a seguito dell’esame di abilitazione professionale), anche se posta in essere occasionalmente e gratuitamente, ma anche nel caso di compimento senza titolo di atti che, pur non attribuiti singolarmente in via esclusiva, siano univocamente individuati come di competenza specifica di una data professione. Ciò vale sul presupposto che il medesimo compimento venga realizzato con modalità tali, per continuità, onerosità e organizzazione, da creare, in assenza di chiare indicazioni diverse, l’oggettiva apparenza di un’attività professionale svolta da un soggetto regolarmente abilitato e iscritto al relativo Albo professionale. Dunque, si tratterebbe di un orientamento piuttosto severo e limitativo, che impedirebbe – salvo espressamente chiarito al cliente, magari con una lettera informativa controfirmata all’assegnazione dell’incarico – lo svolgimento delle attività anche di tipo stragiudiziale.

Tuttavia esistono anche precedenti di segno contrario: così l’orientamento giurisprudenziale sempre della Cassazione [4] in base al quale l’attività stragiudiziale non rientra tra quelle per le quali è necessaria l’iscrizione all’Albo.

La chiarezza con il cliente è la soluzione migliore

Il consiglio è, comunque, quello di stilare degli appositi contratti professionali ove il cliente viene messo preventivamente nella condizione di sapere che il professionista non è iscritto all’albo e, quindi, il mandato non si estende alle attività di tipo giudiziale o finalizzate all’esercizio dell’azione giudiziale o di assistenza in procedimenti arbitrali. Tanto, almeno, onde evitare di incorrere nel reato di esercizio abusivo della professione.


note

[1] L. 247/2012 art. 2, co. 5.

[2] L. 247/2012 art. 2, co. 6.

[3] Cass. S.U. sent. n. 11545 del 23.03.2012.

[4] Cass. sent. nn. 15530/2008 e 8445/2008.

Autore immagine: 123rf com


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2 Commenti

  1. Per la negoziazione assistita: iscrizione all’albo, come previsto dalla normativa. Esprimo dubbi su quanto da voi scritto in materia di assistenza in mediazione. In mediazione obbligatoria deve esserci un avvocato ad assistere la parte (ovviamente iscritto per poter spendere il titolo). L’accordo eventualmente concluso non potrebbe essere sottoscritto dall’avvocato non iscritto all’albo, con tutte le conseguenze in materia di efficacia della conciliazione raggiunta in sessione di mediazione. Infine, nella preparazione di lettere di diffida, non potrebbero essere preannunciate su carta intestata dell’avvocato non iscritto azioni giudiziarie, perché anche in questo caso si deve soggiacere alla deontologia forense.

  2. Ho dubbi anche sull’utilizzo della carta intestata da parte dell’avvocato non più iscritto all’albo, a seguito di cancellazione dall’albo stesso.
    Gli onorari per l’attività stragiudiziale come andrebbero tassati( gestione separata INPS?)

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