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Nuovi buoni lavoro 2015, come si utilizzano? Guida completa

12 Luglio 2015 | Autore:
Nuovi buoni lavoro 2015, come si utilizzano? Guida completa

Vorrei pagare la baby-sitter con i voucher dell’Inps, ma non so dove acquistarli e come si utilizzano: è vero che dal 2015 la procedura è cambiata?

I voucher per lavoro occasionale accessorio, meglio conosciuti come buoni-lavoro, sono uno strumento abbastanza recente per poter retribuire dei lavori saltuari, pagando contemporaneamente i contributi all’Inps ed all’Inail.

Il corrispettivo, per il lavoratore, non costituisce imponibile Irpef, e può arrivare, dal 2015, sino ad un massimo di 7000 Euro l’anno (3000, se il prestatore d’opera percepisce ammortizzatori sociali come la disoccupazione o la cassaintegrazione).

Il committente può essere sia un’azienda (in questo caso non si potranno superare i 2000 Euro l’anno di corrispettivi in buoni, per singolo lavoratore), che un semplice privato.

I voucher possono essere acquistati:

– presso le tabaccherie;

– alle poste;

– presso l’Inps;

– presso una banca convenzionata;

– tramite il sito dell’Inps.

Per attivare un voucher, la procedura cambia, a seconda del tipo di buono utilizzato.

 

La procedura per i voucher acquistati telematicamente, all’Inps o alle Poste.

In primo luogo, per poter attivare i ticket, il lavoratore dovrà essere già registrato.

Per far questo, dovrà munirsi dell’apposito Pin per accedere ai Servizi Online dell’Inps: una volta nel sito dell’Istituto, dovrà andare su “Elenco di tutti i Servizi”, poi su “Lavoro Accessorio”, ed infine su “Registrazione Prestatore/Lavoratore”. Compilerà, a questo punto, il form presente nel sito, con tutti i suoi dati, e potrà richiedere la Inps card, emessa da Poste Italiane, per ricevere lì i pagamenti.

Terminata la registrazione, per validarla sarà contattato dal Contact Center dell’Inps, per la verifica dei dati.

Una volta convalidata la procedura di registrazione, il committente, azienda o privato che sia, a sua volta già munito dell’apposito Pin per l’accesso ai servizi online, si potrà recare presso la sezione “Lavoro Accessorio” del portale.

Dopo aver completato i propri dati nella sezione “Gestione Anagrafica”, potrà dichiarare l’inizio di un rapporto di lavoro accessorio mediante la funzione “Dichiarazione Rapporti”: per prima cosa, si aprirà una maschera denominata “Tipo d’impresa”, nella quale dovrà specificare se è un committente privato, un datore di lavoro domestico, un ente pubblico, o un’impresa familiare o meno.

Potrà quindi procedere alla dichiarazione di un nuovo rapporto di lavoro, indicando data iniziale e finale dello stesso, nonché codice fiscale del lavoratore: successivamente, ogni singola prestazione dovrà essere inserita in un periodo interno a quello di data inizio e data fine rapporto.

Dovrà poi essere specificato il luogo di lavoro, inserendo l’indirizzo completo. Aggiunta la dichiarazione, per attivare la prestazione si dovrà accedere alla sezione “Consuntivazione”: selezionato il codice fiscale del lavoratore prescelto, del quale preventivamente era stata inserita la dichiarazione d’inizio rapporto, si potranno inserire le date d’inizio e fine dellaprestazione, nonché il compenso lordo, e cliccare su “conferma pagamento” per ultimare la registrazione.

Per i voucher cartacei acquistati alle Poste, o all’Inps, dovrà invece inserire, nella sezione “attivazione voucher”,il suo codice fiscale, il codice di controllo e l’identificativo del buono.

 

Procedura per i voucher acquistati in tabaccheria o in banca.

I ticket cartacei, anche in questo caso, riportano nominativo e codice fiscale del committente, progressivo, identificativo e codice di controllo.

I primi step sono i medesimi previsti per la procedura appena spiegata: dunque, sarà necessario l’accredito e la registrazione presso l’Inps sia del committente che del prestatore.

Una volta verificati i dati da parte dell’Istituto, si potrà procedere in questo modo: mediante il sito web dell’Ente, il committente dovrà accedere al servizio “Lavoro accessorio”, alla pagina “Dichiarazione Prestazioni”- “Crea Prestazioni”, e dichiarare tipologia d’impresa (Parimenti a quanto già osservato,ossia se privato, ente pubblico, impresa familiare, etc.), nominativo e codice fiscale del lavoratore, data inizio e data fine rapporto.

Diversamente, potrà attivare il voucher chiamando il numero 803-164, ovvero il Contact Center integrato INPS-INAIL, o recandosi direttamente presso una sede INPS.

Al termine del rapporto, dovrà, infine, consegnare la ricevuta figlia al lavoratore, che potrà recarsi in una tabaccheria per incassare i voucher.

Questi, in sintesi, gli adempimenti necessari per la gestione dei buoni lavoro: la procedura si complica quando ad acquistarli e ad attivarli è un terzo delegato dal committente, oppure un professionista abilitato, richiedendosi step aggiuntivi anche piuttosto lunghi.

Le criticità sono tante: dalla necessarietà della preventiva registrazione di datore e lavoratore, alla mancanza di una procedura unica, alle difficoltà nell’accessibilità del sito Inps e del Contact center…Per non parlare dei problemi sostanziali, non ultimo il fatto che i contributi finiscano nel calderone della Gestione Separata. Dato che, perché si possa avere l’accredito di un annualità di contribuzione, deve essere versato un ammontare pari almeno al minimale di artigiani e commercianti (impossibile, poiché il massimo di buoni accreditabile non può superare 7000 Euro l’anno), si comprende facilmente che i contributi pagati sui voucher siano, di fatto, soldi buttati.

Insomma, un istituto senz’altro dalle nobili intenzioni (lotta al lavoro nero, copertura contributiva delle prestazioni occasionali), ma che ha ancora numerosi aspetti da migliorare.



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1 Commento

  1. HO INGENUAMENTE INCASSATO I BUONI DEL 2015 A MARZO 2016 CHE HANNO FATTO CUMULO CON QUELLI DEL 2016 E SUPERANDO LA SOGLIA DEI 2 MILA EURI E MI HANNO SOSPESO IMMEDIATAMENTE DAL LAVORO PER EVITARE RISCHI MA IL BUONO offre e riporta LA POSSIBILITA’ DI INCASSARLO IN UN ANNO E PERCHE’ SI SONO INCAVOLATI SOSPENDENDOMI DAL LAVORO?

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