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Controllo dipendenti: 5 app che tracciano ogni gesto

13 giugno 2016 | Autore:


> Business Pubblicato il 13 giugno 2016



Ci sono alcune app che dietro la richiesta all’accesso alla posizione (una funzione ormai disponibile nella massima parte degli smartphone) o ai dati personali celano un grande fratello, che permette di entrare nella privacy più intima di ciascuno di noi. Quando tali app diventano strumento di controllo dei dipendenti si configura una condizione di rischio che potrebbe far sorgere anche una responsabilità da parte del datore di lavoro.

Una ricerca di Market Watch ha individuato una lista di 5 app che presentano questo problema in maniera evidente. Eccole di seguito.

Connect: controllo degli account social di chiunque

L’applicazione Connect è lanciata per ora solo sui sistemi iOS, dunque sui dispositivi Apple mobile, e permette di tenere sotto controllo chiunque attraverso un matching di tutti gli account social di un soggetto. L’app tiene conto difatti non solo di Facebook, ma anche di Twitter, Instagram, Google Contacts e LinkedIn. Difendersi è difficile perchè è un’app che funziona anche in maniera unilaterale: se voglio sapere tutto di qualcuno non c’è bisogno che quel qualcuno abbia Connect o accetti un invito. Posso farlo da solo, sfruttando le informazioni già disponibili online.

Find my friends: cosa fanno i miei amici… e (potenzialmente) i miei dipendenti?

Find My Friends è un’app che funziona sia su sistemi iOS, sia su sistemi Android e permette di tenere sotto controllo i movimenti che una persona: da quando esce di casa all’entrata al posto di lavoro, alla pausa pranzo, non c’è foglia che si muova che non possa essere tracciata. Naturalmente ci sono innegabili vantaggi: si può usare l’app ad esempio anche per rintracciare un telefono rubato, ma a quale prezzo in termini di privacy?

Trick or Tracker: non uscire fuori dal recinto, app per figli … e datori di lavoro

L’app nasce dall’esigenza di dare una soluzione per tutti quei genitori che vogliono monitorare i movimenti dei propri figli.

Trick or Tracker, è disponibile su Android o iPhone, permette di utilizzare un unico accounti per monitorare sette soggetti che tuttavia devono essere d’accordo con la scelta di controllo. Quando uno degli smartphones controllati esce fuori dall’area concordata, lo smartphone gestore riceve un avviso (le analogie con “Il Signore degli Anelli” sono inquietanti, lasciatecelo dire).
Ulteriore funzione dell’app è la possibilità offerta di seguire uno degli smartphones controllati sino a quando arriva a casa, utilizzando i dati di geolocalizzazione contenuti nei messaggi di testo. Il “controllore” sarà informato sulla posizione ogni 15 minuti.

Trackerphone App: specifica per il controllo aziendale

Trackerphone App è un’app dichiaratamente orientata a favorire il controllo dei dipendenti da parte del datore di lavoro.
Grazie alla mappatura e alla tecnologia GPS l’app consente di monitorare il telefono, anche se resta spenta.  L’App difatti agisce in background e monitora i movimenti della persona nelle ultime 24 ore, nel raggio di 10 metri. È possibile inoltre programmare l’app per permettelre di registrare informazioni tra i 2 e i 60 minuti.

TopSpyApp: progettata per spiare dipendenti e figli

Non è un titolo ad effetto ma il claim dell’app. Per forte che possa sembrare è proprio questa la ragione dichiarata dell’applicazione più rilevante tra quelle dedicate al controllo: “TopSpyApp è progettata per monitorare i vostri dipendenti, figli o altri su un dispositivo mobile o smartphone che possedete o che avete il diritto e consenso di monitorare”. L’App pur non essendo disponibile su GooglePlay può essere usata anche su Android.
Tanto i produttori sono sicuri della validità, che il costo previsto per l’acquisto non è affatto basso per un’app: si va dai 6,99 dollari ai 33,99 dollari al mese.
Il valore aggiunto però è che registra proprio tutto sui dispositivi controllati: dalle chiamate, agli sms, alle foto, ai contatti, ai video, ai social, alla cronologia del browser. I vostri figli (o i vostri dipendenti) non avranno tregua. Ma c’è da pensarci bene: che sia controproducente? Non sempre il controllo ossessivo porta risultati rilevanti.

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