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Volantinaggio: quali autorizzazioni?

14 Luglio 2015
Volantinaggio: quali autorizzazioni?

Vorrei pubblicizzare un nuovo servizio da me realizzato su un sito internet e, per questo, ho creato dei dèpliant pubblicitari da diffondere attraverso il volantinaggio sui parabrezza delle auto o nelle buche della posta dei condomini: devo chiedere autorizzazioni al Comune? Se la pubblicità verrà considerata sgradita cosa rischio?

Le attività di volantinaggio e distribuzione porta a porta dei dèpliant cartacei, a prescindere dalla loro eventuale equiparazione, sono attività sostanzialmente libere: non vi possono essere, dunque, né ordinanze comunali di restrizione né di sottoposizione ad autorizzazioni: questo è l’indirizzo condiviso attualmente dai tribunali (da ultimo si confronti il Tar Lombardia [1] e il Tribunale di Cagliari [2]). Secondo infatti la giurisprudenza le eventuali limitazioni alla distribuzione di volantini a scopo di pubblicità costituirebbe una violazione del principio costituzionale di libertà dell’iniziativa economica privata [3]: ragion per cui l’amministrazione non vanta poteri regolatori.

L’eventuale provvedimento amministrativo recante un tale divieto è, dunque, illegittimo e va disapplicato da parte del Giudice ordinario chiamato a decidere sulla legittimità o meno dell’ingiunzione di pagamento di sanzioni amministrative su di esso avente fondamento.

In definitiva, la distribuzione di volantini a mano lungo le strade e in generale nei luoghi pubblici, anche in prossimità degli edifici (ove sono collocate le bussole che ospitano la posta ed il materiale pubblicitario) è un’attività essenzialmente libera, e l’amministrazione non vanta poteri regolatori suscettibili di incidere direttamente nel rapporto tra gli operatori commerciali e i potenziali clienti.

Le questioni poi relative al rapporto di lavoro tra gli addetti al volantinaggio e l’azienda sono di diversa natura ed, eventualmente, coinvolgerebbero gli ispettori del lavoro. Ovviamente, un rapporto di fatto (non contrattualizzato e non dichiarato alle competenti autorità) sarebbe suscettibile di sanzioni. Sempre meglio, quindi, prevedere forme contrattuali apposite data la parzialità e temporaneità del rapporto.

Nel caso di consegna del materiale cartaceo negli androni degli edifici bisognerà verificare che non siano stati affissi cartelli, da parte del condominio, con appositi divieti o con l’obbligo di inserire il materiale nell’apposito raccoglitore deputato a tale funzione.


note

[1] Tar Lombardia, sent. n. 1133 del 21.06.2012.

[2] Trib. Cagliari, sent. n. 1454/2014.

[3] Art. 41 Cost.


15 Commenti

  1. Abito in un condominio con le cassette della posta all’esterno. Ogni giorno le dobbiamo svuotare da tutta la pubblicità. Le mia cassetta della posta serve a me per ricevere la mia corrispondenza e non per svuotarlo ogni giorno da tutta la spazzatura pubblicitaria. Lo Stato deve intervenire vietando questi abusi !!!!!!

    1. L’idea di proibire la distribuzione di pubblicità è ovviamente illegale, almeno finché il mercato è libero e basato sulla concorrenza.
      Ma come condominio potete mettere una cassetta grande adibita alla sola pubblicità, così convogliate la pubblicità nel posto che volete voi.

      1. perchè il condominio si deve fare carico di una grande cassetta per la pubblicità, non sarebbe più opportuno che chi svolge questo lavoro chiede l’autorizzazione al condominio per l’installazione di una sua cassetta per lo svolgimento della sua attività

        1. ma secondo te ogni ditta che deve fare pubblicità chiede autorizzazione ad ogni condominio di ogni città?

    2. Sono un ragazzo italiano, ho 36 anni, ho studiato per niente e da molti anni, tanto che ho perso il conto, sono finito per lavorare in nero per 70 Euro al mese, facendo pulizie per 6 giorni in tutto, o faccio questo o resto a casa a fare niente, il problema è che fra poco sarò anche in fratto. Visto che questa situazione continua da molti anni e non sto trovando un lavoro stabile, prossimamente ho intenzione di chiedere lavoro come volantinaggio. Io non so che lavoro fai Maurizio, ti posso tollerare solo se sei senza lavoro come me, ma se non è così ricordati che le persone che stanno facendo volantinaggio non lo fanno per darti fastidio, ma per guadagnarsi da vivere e far conoscere le attività dove tu acquisti i tuoi beni. Si tratta in fondo, anche un lavoro onesto anche se sarà pagato in nero. Quello che io penso è che bisognerebbe, invece fare una multa a chi ha la cassetta della posta troppo piccola. Naturalmente, deve esserci il rispetto di consegnare volantini con educazione.

      1. Orazio, perdonami, ma a casa mia, se non voglio volantini, tu non ne porti. Una multa per chi ha la cassetta della posta troppo piccola? MA STAI SCHERZANDO? Si chiama cassetta della posta, non cassetta dei volantini…

        1. si chiama cassetta della posta perché all’epoca non si usavano i volantini, ma a parte questo se tu fai una cassetta a parte per la pubblicità hai risolto il problema.
          Chi porta volantini lavora per mangiare, puoi portare un po’ di pazienza?

        2. Mauro, non solo io non sto scherzando, viste le mie condizioni precarie dove, senza darti troppi dettagli, fra pochi mesi potrei rischiare seriamente di finire a vivere per strada, ma la tua risposta oltre a peccare di egoismo, denota anche una velata minaccia, così come hai formulato la frase secca e decisa “tu non ne porti”. A tal proposito, se vuoi evitare di passare dalla parte del torto verso qualche persona che ti sta consegnando un semplice volantino PER GUADAGNARSI DA VIVERE, ti invito a leggere l’art. 612 c.p.

          1. Orazio
            apprezzo moltissimo la tua voglia di lavorare anche se non è il max , ma per poter gudagnare va bene tutto arriveranno tempi migliori te auguro di cuore . Per i volantini pubblicitari vanno benissimo che qualcuno li porti , nessun divieto anzi , però bisogna rispettare certe regole .
            Nei condomini spesso non vengono messe nelle apposite cassette esterne adibite ma suonano per inserirle all’interno delle casstte postali poste all’ ntetno e questo non va bene .
            Spero condividi

    3. Mia cara persona ogni uno svolge il proprio lavoro ce chi consegna la pubblicità e chi magari come lei non vuole riceverla basta aprire una semplice scritta no pubblicità

  2. Per “Anonimo”, svegliati, siamo in Italia ! I “tempi migliori” sono solo quelli che tu sogni la notte.

  3. Vorrei un chiarimento, ho appena letto questo articolo, la cui libertà d’azione nel volantinaggio parrebbe frenata da quello che il Comune di Torino prescrive nel suo territorio, ossia che occorra un’autorizzazione per volantinare, per cui la richiesta deve pervenire almeno 15 giorni prima. È inoltre richiesto versamento di 12,91 € giornalieri per ogni persona che distribuisce volantini. Gradirei sapere se questa pratica del Comune è legittima, dato che va in contrasto con quanto da voi affermato nell’articolo grazie

  4. È lecito lasciare i volantini davanti al portone per terra o nella cassetta della posta? Io non voglio volantini e non devo mettere l’apposita cassetta ne tanto meno VIETARE.

    1. Il volantinaggio è un’arma a doppio taglio: sicuramente utile a livello informativo, diventa spiacevole quando ci si ritrova la buca delle lettere intasata. Nessun Comune, con propria ordinanza, può vietare il volantinaggio, essendo tale attività libera. Non possono, quindi, essere poste limitazioni da parte dell’amministrazione: al contrario si finirebbe per violare la Costituzione che tutela la libertà dell’iniziativa economica privata. Insomma, non si può impedire alle aziende di utilizzare giovani o altri lavoratori per distribuire materiale pubblicitario: oltre ad essere attività pienamente lecita, non è neppure soggetta a restrizioni di sorta. La situazione diventa ancora più complessa nei condomini: il volantinaggio è, non a caso, una delle principali noie degli amministratori, bombardati dai reclami. La legge offre uno strumento di tutela: è vietato, infatti, l’inserimento nella buca-lettere di dépliant, volantini e materiale pubblicitario, a meno che prima il distributore non chieda esplicitamente il permesso all’amministratore del palazzo o ai condomini, ad eccezione dei bollettini postali, pena la denuncia al Garante per la protezione dei dati personali e l’obbligo per i trasgressori di pagare le sanzioni previste a norma di legge. Nel caso si decida di percorrere questa strada, è opportuno discuterne durante le assemblee di condominio: è necessario che una decisione in tal senso sia presa all’unanimità, fermo restando che il singolo proprietario può incollare un avviso sulla propria casella di posta per vietare il deposito di materiale non gradito.

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