Ancora una riforma in arrivo su processo e fallimenti

15 Luglio 2015
Ancora una riforma in arrivo su processo e fallimenti

Commissione Rordorf: pronto lo schema della legge delega che rivedrà la procedura e i fallimenti con un sistema di allerta per le imprese in crisi

È un titolo al quale, ormai, ci stiamo abituando da qualche anno: le parole “riforma del processo” e “della giustizia” non mancano di riempire, una volta o due all’anno, le headline dei quotidiani.

E così, ignorando che più delle norme sono le prassi giurisprudenziali a fare il vero processo e a determinare la sua maggiore o minore celerità, i governi continuano a mettere mano alle regole sulla giustizia con interventi a macchia di leopardo e privi di unitarietà: senza dare neanche il tempo ai tribunali di assestarsi e di formare “precedenti”. Sicché non capita raramente che, appena esce una sentenza della Cassazione su una novità normativa, quest’ultima è stata già superata da una “più nuova”.

Dalle pagine de “Il Sole 24 Ore” di questa mattina apprendiamo, sgomenti, che è in arrivo una nuova riforma, tanto sul processo ordinario quanto sulla procedura fallimentare. Sarebbe infatti pronta la delega predisposta dalla commissione Rordorf avente ad oggetto un sistema per l’emersione delle crisi d’impresa e la realizzazione di un sistema di allerta per i fallimenti. La bozza verrà presentata in consiglio dei ministri a settembre come testo autonomo, ma è in discussione anche un possibile aggancio alla nuova delega sulla procedura civile.

Gli interventi sul processo civile

È ormai da molto tempo che si parla di unificare i riti del processo civile, improntandoli al sistema americano: scambio di memorie prima della comparizione davanti al giudice (come avveniva con il vecchio rito societario) e calendarizzazione anticipata di tutte le udienze, con possibilità di svolgere alcune delle attività meno importanti davanti al cancelliere (come l’escussione dei testimoni e il giuramento del Ctu, quest’ultimo ormai divenuto obbligatorio nelle procedure esecutive immobiliari).

Le anticipazioni parlano anche di “atti degli avvocati più corti” e di “sentenze scritte su formulari precompilati”. In particolare, per gli atti dei giudici e quelli dei legali si prevede l’obbligo di essere sintetici e rispettare un numero massimo di pagine, seguendo modelli standard.

Per i magistrati il disegno di legge prefigura form e modelli tipici, da riempire di volta in volta con i dati variabili. La decisione potrà limitarsi a richiamare un precedente analogo, ad esempio, della cassazione.

Si parla poi di “udienze a tappe forzate” e, per evitare l’inadempimento della provvisoria esecutività delle sentenze di primo grado, stabilire “di default” una penale per ogni giorno di mancato adempimento dalla pubblicazione del provvedimento.

Come detto, verranno ridotti i riti speciali attualmente esistenti, ma moltiplicati i tribunali “ad hoc”: a tal fine verrà:

– ampliata la competenza del tribunale delle imprese estendendosi anche alle controversie in materia di concorrenza sleale, pubblicità ingannevole, tutela dei consumatori, appalti pubblici, patti strumentali ad accordi di collaborazione fra società nel campo della produzione e scambio di beni o servizi)

– istituito il tribunale della famiglia e delle persone: una sezione specializzata presso tutte le sedi di tribunale ordinario, con competenza in materia di stato e capacità della persona, rapporti di famiglia e minori, compresi i giudizi di separazione di divorzio e di procedimenti relativi a figli nati fuori dal matrimonio.

Misure in materia fallimentare

Verranno predisposte le procedure di allerta: si tratta di un sistema che, almeno nelle intenzioni, dovrebbe permettere, attraverso il riconoscimento di benefici e anche di procedure sanzionatorie, di anticipare la messa alla luce delle difficoltà d’impresa.

La competenza viene assegnata agli organismi di composizione della crisi (gli stessi previsti dalla legge sul cosiddetto “fallimento del consumatore”), costituiti da enti pubblici o professionisti: a loro, ma solo in caso di inerzia degli amministratori in precedenza sollecitati, dovranno essere indirizzate le segnalazioni d’allarme effettuate dagli organi di controllo o dai revisori.

Quando i debiti supereranno una soglia di guardia andrà effettuata la segnalazione agli organismi di controllo, ma anche in questo caso se gli amministratori interpellati resteranno silenziosi: la segnalazione verrà inoltrata da parte dei creditori istituzionali (fisco e enti previdenziali) per tutte quelle imprese che svolgono le funzioni di sostituto d’imposta o sono tenute al versamento dei contributi previdenziali.

La procedura di allerta e mediazione potrà essere coperta da misure protettive che mettano al riparo la società da azioni cautelari; protezione che potrà essere senza soluzione di continuità nel caso la crisi prima latente sfoci in un concordato preventivo o in una richiesta di omologazione di un accordo di ristrutturazione del debito.



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