Partite IVA: arrivano gli avvisi di irregolarità dell’Agenzia Entrate

15 Luglio 2015
Partite IVA: arrivano gli avvisi di irregolarità dell’Agenzia Entrate

L’Agenzia delle entrate ha emanato il provvedimento sulle anomalie per le partite Iva: spesometro al centro dei controlli per spingere i contribuenti al ravvedimento operoso.

 

Se il reddito che hai dichiarato con l’ultima comunicazione telematica al fisco è più basso rispetto alle spese che hai sostenuto e ai costi per mantenere i beni di cui sei titolare (auto, case, ecc.), è molto probabile che, in questi giorni, riceverai un avviso da parte dell’Agenzia delle Entrate con cui ti venga contestata l’anomalia. Per le partite IVA, infatti, questi saranno giorni cruciali per le verifiche attraverso lo spesometro.

 

L’Agenzia delle Entrate, dunque, sta per inviare, ai contribuenti, la comunicazione di incongruenze scaturite dall’elaborazione e dal controllo incrociato delle informazioni fornite con le comunicazioni delle operazioni Iva e con le dichiarazioni dei sostituti d’imposta per compensi di lavoro autonomo presentate per il 2011. Tanto al fine di consentire agli interessati di regolarizzare la propria posizione e di correggere eventuali violazioni, attraverso l’assolvimento spontaneo degli obblighi fiscali [1].

Il “controllo collaborativo” messo in campo dall’ultima legge di stabilità per avvertire i contribuenti di possibili problemi nei loro rapporti con il fisco ha prodotto in questi primi mesi di attività 211mila avvisi telematici, inviati dall’Agenzia per incentivare il ravvedimento dei diretti interessati prima che scatti la macchina di accertamenti ed eventuali sanzioni. L’ultimo capitolo, fatto partire lunedì scorso e relativo ai titolari di partita Iva

Occhi puntati, dunque, su specifici contribuenti soggetti passivi Iva, dei quali vengono segnalate:

a) le informazioni derivanti dal confronto con i dati comunicati all’Agenzia delle Entrate dai loro clienti (spesometro), da cui risulterebbe l’omessa dichiarazione di ricavi;

b) le informazioni riguardanti possibili anomalie, presenti nelle dichiarazioni dei redditi, relative alla corretta indicazione dei compensi certificati dai sostituti d’imposta nei modelli 770.

Comunicazioni e adempimenti

I contribuenti dotati di PEC ufficiale riceveranno le comunicazioni dell’Agenzia delle Entrate concernenti le suddette anomalie proprio sull’email certificata. Diversamente la notifica avverrà per posta. Le stesse informazioni saranno messe a disposizioni della Guardia di finanza mediante strumenti informatici.

Come difendersi

Una volta ricevuta la comunicazione, sarà bene che il contribuente richieda all’Agenzia, anche per il tramite del proprio commercialista o degli intermediari per la trasmissione delle dichiarazioni, informazioni, oppure segnali eventuali elementi non considerati dal fisco.

Se, invece, riconosca di avere sbagliato, il contribuente potrà regolarizzare errori ed omissioni mediante il cosiddetto ravvedimento operoso, in modo da ottenere una riduzione della sanzione.


Le imprese e i professionisti che non hanno dichiarato, ai fini Iva, tutte le operazioni attive effettuate nel 2011, rispetto a quelle comunicate dai propri clienti nello spesometro presentato per lo stesso anno, riceveranno dall’agenzia delle Entrate una comunicazione dell’anomalia, con l’invito a regolarizzarla tramite il ravvedimento operoso. Lo stesso accadrà ai professionisti con partita Iva e ai lavoratori occasionali che non hanno tassato tutti i compensi incassati nel 2011, rispetto a quanto dichiarato dal clienti nel 770/2012.

note

[1] Art. 1, commi 634 e seguenti, della legge 190/2014.


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