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Prescrizione cartelle Equitalia e ricorso contro estratto ruolo: come fare

15 Luglio 2015 | Autore:
Prescrizione cartelle Equitalia e ricorso contro estratto ruolo: come fare

Ho controllato l’estratto di ruolo di Equitalia, e risultano vecchie cartelle su imposte, tasse automobilistiche, multe, tributi locali: come faccio a sapere se son prescritte, e come posso chiedere l’annullamento?

Innanzitutto è necessario tener presente che i termini di prescrizione delle cartelle seguono le pretese contenute al loro interno, e sono differenti a seconda della tipologia di tributi, sanzioni o altri importi richiesti.

Per quanto riguarda le sanzioni amministrative del codice della strada (le multe), prima della cartella deve essere inviato al conducente un verbale di accertamento, entro 90 giorni dalla violazione (360 se residente all’estero). Qualora la notifica sia successiva, nessuna multa dovrà essere pagata.

Entro 5 anni dal verbale, deve essere poi notificato un ulteriore atto, l’ordinanza d’ingiunzione (entro 210 giorni qualora il soggetto abbia effettuato un ricorso dinnanzi al Prefetto, e questo sia stato rigettato).

Dopodiché, entro 5 anni dalla notifica dell’ordinanza, o del verbale, deve essere notificata la cartella di Equitalia, altrimenti la pretesa dell’amministrazione si considera prescritta, a meno che la stessa amministrazione non abbia inviato qualsiasi altro atto interruttivo della prescrizione, come un avviso di mora o una diffida di pagamento (a questo punto, il termine quinquennale decorrerà dall’ultima ulteriore notifica).

Bisogna considerare che anche la cartella di Equitalia relativa alle multe può prescriversi ed il termine è sempre di 5 anni, a partire dalla sua notifica [1], e non di 10 anni, in base al Codice della Strada[2]. La stessa prescrizione quinquennale è stabilita anche per gli atti di pignoramento di Equitalia [3].

Per quanto riguarda, invece, gli atti di accertamento dell’Agenzia delle Entrate (imposte e relative sanzioni ed interessi), dal 2012 l’accertamento è considerato, di per sé, già esecutivo: in parole povere, non si deve più attendere l’iscrizione a ruolo dei tributi. Dopo 90 giorni dalla notifica dell’atto, senza che vi sia stato pagamento, istanza di reclamo-mediazione, ricorso diretto (nei casi in cui è consentito), o richiesta di annullamento in autotutela, tutto passa nelle mani dell’Agente della riscossione, direttamente.

Per quanto concerne i tributi locali (Imu, Tasi , Tari, Tosap..), gli avvisi di accertamento devono essere notificati entro 5 anni , che partono dall’anno a cui si riferisce il tributo.

Le tasse automobilistiche (bollo auto), hanno, invece, un termine prescrizionale più breve, che risulta alla fine del terzo anno successivo a quello in cui doveva avvenire il versamento.

In questi casi, la prescrizione della cartella di Equitalia in sé è sempre quinquennale per i tributi locali e per le sanzioni in materia d’imposte dirette e indirette, mentre per le somme a titolo di sola imposta è di 10 anni, decorrenti dalla scadenza del termine per il pagamento della cartella.

In base alla normativa, dunque, durante l’anno 2015 possiamo considerare, sicuramente, non prescritte le cartelle notificate dal 2010 in poi, o quelle non ancora notificate, ma con ruoli formatisi dopo il 2010. Per quelle precedenti al 2010, consideriamo senz’altro prescritte le cartelle con notifica sino al 2004, a prescindere dalla tipologia della pretesa contenuta, mentre, per quelle notificate tra il 2005 ed il 2010, possiamo applicare la prescrizione se relative a tasse automobilistiche, tributi locali e sanzioni inerenti alle imposte, mentre non possiamo considerare prescritte le somme concernenti le sole imposte statali; inoltre, niente prescrizione quinquennale, ma decennale, se gli importi derivano da sentenza passata in giudicato, a prescindere dalla tipologia della pretesa.

Per ottenere l’annullamento delle cartelle ci sono, in generale, tre strade (non tutte percorribili allo stesso modo; dipende dalla specifica pretesa e dal motivo per il quale s’impugna l’atto):

-la prima è quella dell’istanza di annullamento-sospensione, da indirizzare direttamente ad Equitalia. La Legge di Stabilità 2013 [4], ha difatti introdotto questa nuova possibilità, per i crediti inesigibili; dalla presentazione della domanda, l’Agente della riscossione ha 10 giorni di tempo per la trasmissione all’ente creditore, che dovrà, a sua volta, rispondere entro 60 giorni. Se trascorrono 220 giorni senza alcuna risposta, il credito è annullato di diritto. L’istanza va presentata entro 90 giorni dalla notifica del primo atto di riscossione utile, mediante il sito di Equitalia, via fax, o recandosi presso la sede locale;

– la seconda via è l’istanza di annullamento in autotutela, che deve essere presentata all’ente che ha emanato l’accertamento. Questo tipo di domanda non sospende, però, né termini, né riscossione;

-infine, possiamo effettuare direttamente il ricorso alla Commissione Tributaria (preceduto dall’Istanza di Reclamo- Mediazione, se il valore della controversia non supera i 20.000 Euro, e se l’atto è riconducibile all’Agenzia delle Entrate).

Per ciascuna delle tre ipotesi, si pone, però, il problema dell’impugnabilità dell’estratto di ruolo. Nel caso di specie, difatti, non ci stiamo opponendo alla notifica della cartella, ma all’estratto di Equitalia: la questione sembra però essere stata risolta positivamente da numerose commissioni tributarie provinciali [5].

Le pronunce confermano il nuovo principio generale che va affermandosi, secondo il quale, atti meramente interni come gli estratti di ruolo, possano essere legittimamente impugnati, qualora costituiscano l’unico mezzo per far valere le pretese del contribuente, senza che vi sia, pertanto, violazione della normativa [6]. Bisognerà, però, dimostrare che le notifiche non erano dal contribuente conoscibili in altra maniera.


note

[1] G.d.P. Torino, sent. n. 11937/2011

[2] Art. 28, L. 689/1981.

[3] Cass. sent. n. 5570/2010.

[4] Legge n. 228/2012.

[5] CTP Caserta sent. n. 1928/05/14; CTP Bari sent n. 27/09/13; CTP Frosinone sent. n. 65/05/14.

[6] Art.19, D.Lgs 546/1992.

Autore immagine: 123rf com


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4 Commenti

  1. Buongiorno,

    perchè non citate la Cassazione che dice il contrario circa l’impugnabilità del ruolo (es. 6395/2014)?

    Diego Conte

  2. Salve, abbiamo detto che l’impugnabilità dell’estratto dipende dal caso di specie, ovvero quando sia l’unico modo per far valere le pretese del contribuente, e sia dimostrato che non era possibile conoscere gli atti in altra maniera. Peraltro, quando ciò non sia dimostrabile, vale la non impugnabilità, come da sentenza da lei citata.

  3. Salve, sono venuto a conoscenza di una cartella equitalia a seguito di una mia richiesta di estratto ruolo. la mia domanda è la seguente: la mia domanda di estratto ruolo vale come notifica della cartella (essendo io venuto a conoscenza della cartella) e quindi allunga i tempi di prescrizione/decadenza della cartella? o i tempi decorrono dalla data di reale notifica della cartella via raccomandata? Grazie

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