Diritto e Fisco | Articoli

Animali in casa: il regolamento condominiale può impedire di tenerli?

15 Luglio 2015 | Autore:
Animali in casa: il regolamento condominiale può impedire di tenerli?

I regolamenti di condominio possono vietare di possedere animali domestici all’interno delle unità abitative di proprietà esclusiva dei condomini?

Un argomento sempre molto attuale nell’ambito delle questioni condominiali è quello della possibilità o, addirittura, del diritto dei proprietari di detenere animali domestici o di compagnia all’interno degli appartamenti.

Si confrontano al riguardo sensibilità e interessi differenti: da un lato il sempre più diffuso “amore” per gli animali e dall’altro, o a fianco, il diritto alla sicurezza e tranquillità da rumori molesti.

La recente riforma delle norme che disciplinano il condominio [1] ha introdotto nel Codice civile una norma apparentemente semplice [2] che chiarisce che i regolamenti di condominio non possono più vietare di possedere o detenere animali domestici.

La norma è entrata in vigore il 18 giugno 2013 ed è questo un primo punto da mettere in rilievo per capire se, ed entro quali termini, divieti di possedere animali esistenti precedentemente all’entrata in vigore della norma possano considerarsi leciti e, quindi, ancora in vigore.

Diciamo innanzitutto che la norma citata si riferisce solamente ai regolamenti assembleari cioè ai regolamenti approvati a maggioranza: già prima dell’entrata in vigore della riforma del condominio erano da considerarsi nulle quelle clausole di regolamenti di condominio assembleari (cioè approvati a maggioranza) che vietavano ai singoli proprietari di detenere animali domestici nelle loro proprietà esclusive.

Perciò, se il divieto di detenere animali domestici è contenuto in un regolamento assembleare approvato prima o dopo il 18 giugno 2013, tale divieto non sarà lecito.

La nuova norma, invece, non si applica ai regolamenti condominiali contrattuali approvati, cioè, con il consenso di tutti i condomini, nessuno escluso.

È perciò lecito il divieto di detenere animali domestici che sia contenuto in un regolamento contrattuale (cioè adottato all’unanimità) in vigore da prima dell’entrata in vigore della nuova norma o anche dopo l’entrata in vigore di essa (cioè dopo il 18 giugno 2013).

Inoltre, se il divieto di detenere animali domestici è contenuto in un regolamento contrattuale, esso vincola anche tutti i successivi acquirenti delle unità immobiliari ubicate nel condominio dove vige tale regolamento.

A tale scopo è sufficiente, come ha chiarito la giurisprudenza [3], che il regolamento condominiale contrattuale sia stato anche semplicemente richiamato (senza essere necessariamente allegato) nell’atto di compravendita avente ad oggetto l’unità immobiliare trasferita.

In ogni caso, ove si detenga o si possieda un animale domestico si è obbligati ad evitare che il medesimo possa costituire pericolo per gli altri condomini o per i terzi o causi rumori molesti: restano sempre e comunque vigenti le norme civili e penali che impediscono il disturbo della quiete [4] e immissioni rumorose che superino la normale tollerabilità [5].

Esistono, infine, specifiche norme di igiene relative alla detenzione domestica di animali che è necessario ed utile conoscere [6], senza poi dimenticare che ogni Comune è dotato di un proprio regolamento di igiene in cui sovente sono contemplate regole per la detenzione domestica di animali.


note

[1] Legge n. 220 del 2012.

[2] Art. 1138, comma 5°, cod. civ.

[3] Cass. sent. n. 5657/2015.

[4] Art. 659 cod. pen.

[5] Art. 844 cod. civ.

[6] Ordinanza del Ministero della Salute del 23.03.2009.

Autore immagine: 123rf com


Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non hanno ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

1 Commento

  1. NOn viene fatta comunque chiarezza. Ovvero c’è una norma, una setnenza che attesta cio che è stato riportato? ovvero se prima della riforma si stabiliva con regolamento contrattuale tale divieto, era propio perchè la norma consentiva di vietare. Quindi se oggi la normativa prevede di superare tale divieti, va da se che punto prima, non ci saranno piu unanimta nel viatre in regolamento di tenere unanimale, va da se che la nuova norma dovrebbe superare anche tutti quei vincoli contrattuali o meno messi in pedi in passato, figli propio di quei divieti che in passato erano permessi. Esistono leggi e sentenze che testimoniano quanto riportato? ovvero che il vecchio regolamento ancora puo vietare di tenere l’animale? posso averne notizie in merito? grazie 1000

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube