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Conflitto di interessi dell’avvocato: per quale cliente?

15 Luglio 2015
Conflitto di interessi dell’avvocato: per quale cliente?

Difesa e invalidità della procura conferita all’avvocato in conflitto di interessi perché ha già ricevuto mandato dalla controparte.

Nel caso in cui un avvocato difenda due parti tra loro in conflitto di interessi (anche solo potenziale), la parte che abbia conferito per seconda la procura al legale già nominato dall’altra deve ritenersi non costituita in giudizio: un difensore, infatti, non può assumere il patrocinio di due parti che si trovino o possono trovarsi in posizione di contrasto.

È quanto chiarito dalla Cassazione con una recente sentenza [1].

Lo svolgimento simultaneo di attività difensive per conto di soggetti portatori di pretese in conflitto da parte del medesimo avvocato violerebbe il diritto di difesa ed il principio del contraddittorio, determinando l’invalidità degli atti compiuti. Pertanto, una volta rilevato il conflitto, l’invalidità colpisce il mandato conferito per secondo.

Ricordiamo che, in proposito, il codice [2] stabilisce che “quando rileva un difetto di rappresentanza, di assistenza o di autorizzazione ovvero un vizio che determina la nullità della procura al difensore, il giudice assegna alle parti un termine perentorio per la costituzione della persona alla quale spetta la rappresentanza, o l’assistenza, o per il rilascio delle necessarie autorizzazioni, ovvero per il rilascio della procura alle liti o per la rinnovazione della stessa. L’osservanza del termine sana i vizi, e gli effetti sostanziali e processuali della domanda si producono fin dal momento della prima notificazione”.


note

[1] Cass. sent. 14634/2015 del 10.07.2015.

[2] Art. 182 co. 2, cod. proc. civ.

Corte di Cassazione, sez. III Civile, sentenza 27 febbraio – 14 luglio 2015, n. 14634
Presidente Petti – Relatore Pellecchia

Svolgimento del processo

1. Nell’aprile 2009 L.A. impugnava la sentenza, numero 298 del 2009, pronunciata dal giudice di pace di Modugno con cui si dichiarava l’invalidità della procura ad litem rilasciata dalla stessa L. all’avvocato Gisonda per conflitto di interessi con quella rilasciata dalla convenuta D.M. al medesimo procuratore e per lo stesso sinistro stradale pendente in altro giudizio.
2. La decisione é stata confermata con sentenza n. 15/2011 dei Tribunale di Bari, sezione distaccata di Modugno. Il giudice dell’appello ha ritenuto di non doversi applicare l’articolo 182, secondo comma, c.p.c., novellato dalla legge 69/2009 perché la sentenza del Giudice di pace è anteriore alla pubblicazione della legge. Inoltre ha ritenuto, anche, non conferente al caso di specie il principio sancito dalla Cassazione a Sezioni Unite con la sentenza 9217/ 2010.
3. Avverso tale statuizione L. propone ricorso in Cassazione sulla base di due motivi.
3.1. L’Allianz S.p.A. non svolge attività difensiva.

Motivi della decisione

4.1. Con il primo motivo, la ricorrente deduce la “violazione falsa applicazione dell’art. 182, II c., c.p.c. in relazione all’art. 360 n. 3, c.p.c., nonché omessa e/o insufficiente e/o contraddittoria motivazione su un punto decisivo della controversia in relazione all’art. 360 n. 5 c.p.c.”.
Lamenta la L. che il giudice doveva promuovere la sanatorialche tale intervento è obbligatorio e deve essere esercitato in qualsiasi fase o grado del giudizio. Ha efficacia ex tunc, senza il limite delle preclusioni derivanti da decadenze processuali.
Il motivo è infondato. L’art. 182 c.p.c. è stato, come è noto, modificato dall’art. 46, comma 2, della L. 18 giugno 2009, n. 69. Ai sensi della citata legge tale disposizione si applica ai giudizi instaurati dopo la data della sua entrata in vigore. E la sentenza di cui si discute è anteriore alla citata legge perché depositata il 20 marzo 2009.
4.2. Con il secondo motivo, la ricorrente lamenta la “violazione e falsa applicazione dell’art. 112 c.p.c. in relazione all’articolo 360 n. 4 c.p.c. nonché omessa e/o insufficiente e/o contraddittoria motivazione su un punto decisivo della controversia prospettato dalle parti o rilevabile d’ufficio, (art. 360 c.p.c. n. 5)”.
Sostiene che la sentenza è errata perché il giudice di prime cure è incorso in un vizio di extra petizione nel momento in cui ha ritenuto sussistere il conflitto di interessi in un caso come quello di specie, dove la signora L. non ha chiesto accertarsi la responsabilità esclusiva e/o concorrente del conducente dell’autoveicolo di proprietà della Sig.ra D..
Il motivo è fondato.
E’ vero che è principio consolidato di questa Corte che lo svolgimento simultaneo di attività difensive per conto di soggetti portatori di pretese collidenti da parte del medesimo procuratore e difensore violerebbe il diritto di difesa ed il principio del contraddittorio, determinando l’invalidità degli atti compiuti (ex muftis Cass. n. 21350/2005). Tuttavia, la Suprema Corte specifica che il conflitto di interessi, sebbene possa essere meramente virtuale (quindi legato ad interessi anche solo potenzialmente in contrapposizione), deve essere necessariamente attuale, posto che una contrapposizione di interessi “già sussistente e successivamente superata, ove tale risulti in equivocamente dagli atti processuali, non ha rilevanza così come nell’ipotesi in cui taluna delle più parti, inizialmente portatrici di interessi collidenti e distintamente costituite, abbia rinunziato alle proprie pretese in conflitto con le altre e si sia poi costituita, nel successivo,  congiuntamente alle stesse, con un unico difensore” (così Cass. n. 21350/2005,). Ad ogni modo, una volta rilevato il conflitto, l’invalidità colpisce il mandato conferito per secondo (Cass. civ., 19 marzo 1984, n. 1860).
Nel caso in cui la difesa di due parti in conflitto anche solo potenziale di interessi sia stato affidato allo stesso legale, la parte che abbia conferito per seconda la procura al procuratore nominato dall’altra deve ritenersi non costituita in giudizio, perché un difensore non può assumere il patrocinio di due parti che si trovino o possono trovarsi in posizione di contrasto.
Nel caso di specie, dalla sentenza non emerge che tale circostanza sia stata valutata al fine di determinare quale dei due mandati sia stato concesso per primo.
5. Il ricorso va accolto per quanto di ragione. Cassa e rinvia al Tribunale di Bari, anche per le spese.

P.Q.M.

la Corte accoglie il ricorso per quanto di ragione e cassa e rinvia al Tribunale di Bari, anche per le spese.


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