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Riciclaggio per il padre che compra casa col nero del figlio

16 Luglio 2015
Riciclaggio per il padre che compra casa col nero del figlio

Evasione fiscale: se il denaro non dichiarato dal figlio viene usato dal parente per acquistare un immobile, è legittimo il sequestro del bene.

 

Chi, per evitare di dare nell’occhio al fisco, trasferisce il proprio denaro “in nero” al genitore affinché questi lo reimpieghi in un investimento, rischia grosso: scatta infatti il sequestro preventivo d’urgenza dell’immobile acquistato dal padre con il denaro non dichiarato dal figlio: l’utilizzo del reddito “in nero” da parte del familiare, infatti, consente di incriminare quest’ultimo per riciclaggio.

È quanto chiarito dalla Cassazione con una recente sentenza [1].

Per quanto riguarda il reato di riciclaggio – si legge in sentenza – sono sufficienti le indagini effettuate dalla Guardia di finanza anche attraverso il rinvenimento di documentazione extracontabile. Non è quindi necessario dimostrare che il denaro utilizzato per il pagamento delle rate del mutuo sia proprio quello proveniente dal reato di riciclaggio o, comunque, quello erogato dal figlio: è sufficiente ipotizzare la semplice disponibilità, da parte del familiare, di somme provenienti dall’evasione fiscale commessa dal figlio.

Ancora più facile scovare il reato di riciclaggio del padre e l’evasione del figlio grazie al redditometro: questo strumento di accertamento si basa sulla differenza tra la capacità di spesa del contribuente o del suo nucleo familiare e quanto da lui dichiarato: dunque, se al fisco risulta inverosimile che il genitore possa acquistare un immobile, nei suoi confronti viene applicato l’accertamento sintetico.

Limiti al redditometro

Il Ministero, considerata l’inevitabile imprecisione del redditometro ed in attesa della sua revisione, ha inviato una circolare affinché l’uso dello strumento in questione sia integrato e coordinato con altri strumenti (studi di settore, parametri) e supportato da accertamenti diretti. In pratica, il redditometro deve essere utilizzato principalmente quale spunto di indagine. Successivamente, però, il contribuente deve essere messo in grado di giustificarsi e di utilizzare l’accertamento con adesione.

L’uso del redditometro

Particolare attenzione è dedicata alla posizione di soggetti che hanno acquistato autovetture di elevata potenza e costo e hanno effettuato investimenti patrimoniali incoerenti con il proprio reddito come nel caso di acquisto di immobili.

L’attività di controllo è allargata al nucleo familiare del contribuente. Secondo l’Agenzia delle Entrate non si tratta di mettere in atto un “redditometro familiare”, ma di individuare nell’ambito delle cosiddette “famiglie fiscali“, quali sono i componenti che non dichiarano redditi o che dichiarano redditi modesti rispetto alla manifestazione di ricchezza loro riconducibile e, quindi, quali sono i soggetti di effettivo interesse fiscale ai fini del contrasto dell’evasione.


note

[1] Cass. sent. n. 29555/15.

Autore immagine: 123rf com


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1 Commento

  1. Se l’investimento per l’acquisto dell’immobile per civile abitazione (e non strumentale all’attività d’imprsa) lo avesse fatto direttamente l’imprenditore (senza coinvolgere il padre, soggetto terzo ed estraneo alla produzione della risorsa finanziaria), non sarebbe successo assolutamente niente, nel senso che rispondeva solo con le sanzioni della dichiarazione infedele ex art.4 del D.lgs 74/2000. E’ stato consigliato male dal suo commercialista. Ahimè!

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