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Nuova vendita con incanto e senza, delega delle operazioni

16 Luglio 2015
Nuova vendita con incanto e senza, delega delle operazioni

Pignoramento e vendita forzata: i criteri per determinare l’aggiudicazione della gara.

Vendita forzata: a seguito della riforma della giustizia recentemente operata dal decreto legge [1] del Governo Renzi, cambiano le modalità della vendita dei beni pignorati con o senza incanto.

Vendita con incanto

Innanzitutto, il codice di procedura ora prevede che [2] il giudice possa disporre la vendita con incanto solo quando ritiene probabile che la vendita con tale modalità abbia luogo ad un prezzo superiore della metà rispetto al valore del bene [3]. A partire dal 27 giugno 2015, tale norma si applica anche ai procedimenti già iniziati alla data dell’11 dicembre 2014.

Vendita senza incanto

Sempre per le vendite successive al 27 giugno 2015, in presenza di più offerte il giudice dell’esecuzione invita in ogni caso gli offerenti a una gara sull’offerta più alta.

Se la gara non ha luogo per mancanza di adesione degli offerenti, il giudice quando ritiene che non vi sia una seria possibilità di conseguire un prezzo superiore con una nuova vendita, alternativamente:

– nel caso di più offerte di valore diverso, dispone la vendita a favore del miglior offerente;

– nel caso di più offerte dello stesso valore, dispone la vendita a favore di colui che ha presentato l’offerta per primo.

Per individuare l’offerta migliore, il giudice tiene conto:

– dell’entità del prezzo;

– delle cauzioni prestate;

– delle forme, dei modi e dei tempi del pagamento;

– di ogni altro elemento utile indicato nell’offerta stessa.

Delega delle operazioni di vendita

Il giudice dell’esecuzione con il provvedimento con cui dispone la vendita con o senza incanto delega le operazioni di vendita dei beni mobili iscritti in pubblici registri. Egli deve quindi sempre delegare le operazioni di vendita e non ha più l’obbligo di sentire le parti preventivamente.

Se nel corso delle operazioni di vendita insorgono difficoltà, sia il professionista delegato che il commissario possono rivolgersi al giudice dell’esecuzione, che provvede con decreto.

Le parti e gli interessati possono proporre reclamo contro tale decreto e contro gli atti del professionista o del commissario con ricorso allo stesso giudice, che provvede con ordinanza: contro il provvedimento del giudice è possibile proporre reclamo (e non più opposizione agli atti esecutivi).


note

[1] Dl. N. 83/2015.

[2] Art. 503 c. 2 cod. proc. civ. introdotto dall’art. 19 DL 132/2014 conv. in L.162/2014.

[3] Secondo i criteri indicati all’art. 568 cod. proc. civ. sost. dall’art. 13 c. 1 lett. o DL 83/2015.

[4] Nuovo art. 573 c. 1, 2 e 3 cod. proc. civ. modif. dall’art. 13 c. 1 lett. s DL 83/2015 introdotto dall’art. 13 c. 1 lett. s DL 83/2015.

Autore immagine: 123rf com


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