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Negoziazione assistita: no imposta di registro e bollo

17 Luglio 2015
Negoziazione assistita: no imposta di registro e bollo

Separazione o divorzio consensuale: con la negoziazione assistita degli avvocati, per l’agenzia delle entrate, non c’è pagamento dell’imposta di registro, di bollo e di ogni altra tassa per i procedimenti di scioglimento del matrimonio.

Non devono pagare l’imposta di registro i coniugi che abbiano proceduto consensualmente alla separazione, divorzio o modifica delle precedenti condizioni di separazione o divorzio con il procedimento della negoziazione assistita dai rispettivi avvocati. È quanto chiarito ieri dalla Agenzia delle Entrate con una apposita risoluzione [1].

Dunque, a differenza di quanto invece accade con le normali sentenze del tribunale (per ogni sentenza del giudice, infatti, è dovuta l’imposta di registro), la convenzione di negoziazione assistita di separazione personale non sconta alcun pagamento di tasse, anche se prevede la cessione, da parte di un coniuge nei confronti dell’altro, della proprietà di immobili e altri trasferimenti di diritti reali. E questo perché va applicata la norma [2] che prevede l’esenzione dell’imposta di registro, bollo e di ogni altra tassa per tutti gli atti, sui documenti e i provvedimenti relativi al procedimento di scioglimento del matrimonio o di cessazione degli effetti civili del matrimonio. Non fa eccezione a questa regola neanche il caso in cui si proceda con la nuova negoziazione assistita introdotta nel 2014 [3]
La riforma dell’anno scorso ha previsto che i coniugi, in alternativa al tribunale, e sempre che raggiungano un accordo, possano procedere alla separazione, divorzio o modifica delle precedenti condizioni di separazione o divorzio mediante l’assistenza di un avvocato a testa. L’accordo concluso tra i coniugi a seguito della firma della suddetta convenzione, va poi trasmesso al Procuratore della Repubblica presso il Tribunale competente. Quest’ultimo, se ritiene che non vi siano irregolarità e qualora non ci siano accordi pregiudizievoli per i figli, concede il nulla osta per procedere alle dovute annotazioni negli atti dello stato civile riguardanti i coniugi.

L’accordo concluso secondo queste modalità produce gli stessi effetti di una normale sentenza di separazione o divorzio del giudice. Proprio per tale sostanziale equiparazione tra le due procedure, l’Agenzia delle Entrate ha detto che anche alla negoziazione assistita si applica l’esenzione dall’imposta.


note

[1] Ag. Entrate risoluzione n. 65/E del 16.07.2015.

[2] Art. 19 della legge 74/87.

[3] Art. 6 D.L. 132/2014.

Autore immagine: 123rf com


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