Affitto: addio contratti a canone minimo

17 Luglio 2015
Affitto: addio contratti a canone minimo

Corte Costituzionale e affitto: illegittima la norma del piano casa che proroga, fino al 2016, gli effetti dei contratti di locazione in nero convertiti in contratti 4+4 a canone minimo.

Una pioggia di decreti ingiuntivi a titolo di arretrati sui canoni di affitto sta per abbattersi sugli inquilini che avevano, negli scorsi anni, denunciato il padrone di casa per via della mancata registrazione del contratto di locazione. Questo perché, ieri la Corte Costituzionale [1] – dopo che già aveva, nel 2014 [2], dichiarato illegittima la legge del 2011 [3] che prevedeva l’automatica conversione dei contratti di affitto in nero, ma denunciati dai conduttori, in contratti di 4+4 anni a canone minimo – ha ritenuto incostituzionale anche la norma del Piano Casa che aveva posticipato gli effetti della prima sentenza fino al 2016. Quest’ultima disposizione era stata adottata per tutelare gli inquilini che, avendo fatto affidamento sulla legge e sulla possibilità di denunciare l’affitto irregolare, si erano trovati, dall’oggi al domani, passibili di un procedimento di sfratto per occupazione abusiva (procedura ordinaria) e di richieste di pagamento per differenze sui canoni. Questi ultimi, infatti, dal 2011 al 2014 avevano pagato solo una somma pari al triplo della rendita catastale, importo minimo rispetto ai valori di mercato degli affitti.

Affitti in nero non più regolarizzabili

Ora però la Consulta ha chiarito che non possono essere considerate legittime le leggi che proroghino gli effetti delle sentenze di illegittimità costituzionale: queste ultime hanno effetto già a partire dal giorno successivo alla loro pubblicazione. Con l’effetto che la norma del Piano Casa che aveva posticipato gli effetti della prima sentenza della Corte [2] al primo gennaio 2016, sebbene volta a tutelare gli affittuari che avevano fatto affidamento sullo scudo della legge per denunciare i loro stessi padroni di casa, è anch’essa incostituzionale.

Affitto a canone minimo, dunque, bandito già da domani, ma non solo: tutti gli inquilini si troveranno a ricevere un decreto ingiuntivo (per diverse decine di migliaia di euro) per tutti gli arretrati dei canoni di affitto, pari alla differenza tra quanto inizialmente avevano concordato “in nero” con il locatore e, invece, quanto poi hanno pagato grazie alla copertura della legge del 2011 (il triplo della rendita catastale).

L’approfondimento di questo argomento è nell’articolo “Sfratto immediato degli inquilini in nero”.


note

[1] C. Cost. sent. n. 169/2015.

[2] C. Cost. sent. n. 50/2014.

[3] Art. 3, commi 8 e 9, del decreto legislativo 23/2011.


Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non hanno ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube