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Multe e tasse estere: quando si prescrivono?

13 giugno 2016 | Autore:


> Business Pubblicato il 13 giugno 2016



Le tasse richieste dagli altri Stati hanno un termine di decadenza fisso, oltre il quale non sono più esigibili. Ecco come funziona.

Il potere degli altri Stati membri dell’UE di richiedere una tassa dovuta ad un cittadino italiano ha un termine di decadenza preciso che non attiene alla tipologia di tassa, quanto piuttosto alle modalità di iscrizione a ruolo delle somme nell’altro stato membro e alle modalità di richiesta di collaborazione alla nostra Agenzia delle Entrate.

La Ctr del Piemonte [1] ha stabilito in una sua ultima sentenza che il termine valido per la riscossione delle imposte o di esigibilità delle richieste di pagamento da parte di un altro stato comunitario al cittadino italiano residente in Italia, decade dopo cinque anni: oltre tale termine qualsiasi richiesta di collaborazione amministrativa con gli uffici tributari italiani [2] risulta essere impossibile e di conseguenza gli atti emanati in ragione di tale recupero sono nulli.

Vediamo il caso di specie.

Nulle le richieste di pagamento da Stati esteri, se superano i 5 anni. 

Il caso di nullità di cui abbiamo detto è sorto in forza di una richiesta di esame sottoposta alla Corte con riferimento a numerose cartelle di pagamento emesse a carico di un contribuente persona fisica residente in Italia per gli anni dal 1985 al 1990. Le cartelle erano state oggetto di recupero a fronte di una richiesta di collaborazione emessa dall’ufficio finanziario tedesco di Bonn.

Il titolo esecutivo alla base dell’azione di recupero era stato formato nel 2000, mentre la richiesta di collaborazione diretta al fisco italiano era stata presentata nel 2010. La normativa di reciproca assistenza tra Stati nel recupero di risorse comunitarie [2], esclude la collaborazione se “il periodo intercorrente tra la formazione del titolo esecutivo nello Stato richiedente e la richiesta di recupero per il credito è superiore a cinque anni“.
La Ctp di Alessandria aveva contestato al contribuente, che aveva portato tali motivazioni a sua difesa, che spettava proprio a lui dimostrare che l’iscrizione a ruolo delle somme fosse avvenuta nel 2000 e non nel 2010 come invece affermava l’Agenzia delle entrate.
La Ctr Piemonte, ribaltava invece l’esito del giudizio di primo grado, accogliendo l’istanza del contribuente definendo che non vi fossero dubbi sul fatto che il ruolo era stato formato nel 2000, dunque la richiesta di collaborazione fosse avvenuta con 10 anni di ritardo rispetto alla formazione del ruolo stesso e con 5 anni di troppo rispetto alla citata normativa. Le cartelle di pagamento notificate in Italia in esecuzione di tale ruolo sono da annullare.

note

[1] Ctr Piemonte con la sentenza 101/34/16

[2] Dlgs 69/2003, che ha recepito la direttiva 2001/44/Ce (di modifica della direttiva 76/308/Ce)

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1 Commento

  1. Buon giorno sono un cittadino italiano pensionato inps da marzo 2015 e iscritto all’aire dal 12 giugno 2015, espatriato e ho preso la residenza in Romania presso l’ufficio immigrati della polizia rumena di Timisoara il 18 giugno 2015, con l’attribuzione del CNP (codice numerico personale) l’equivalente del codice fiscale in Italia. Perfezionata a gennaio 2016 presso l’autorità fiscale rumena dopo i 183 giorni per legge.Purtroppo ancora alla rata di pensione di giugno 2016 mi prelevano le addizionali reg. e com. irpef e pure l’acconto addizionale comunale 2016.Secondo me non è corretto,potete darmi qualche informazione in merito, grazie

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