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Pignoramento di stipendio e pensione: nuove regole

19 Luglio 2015
Pignoramento di stipendio e pensione: nuove regole

Limiti di pignoramento presso terzi: come funzionano le nuove regole dopo la riforma del codice di procedura civile per stipendi, pensioni, TFR, risarcimento del danno da licenziamento illegittimo, indennità che tengono luogo di pensione, assegni di quiescenza, salari, altre indennità relative al rapporto di lavoro o di impiego, ecc.

Sono ormai cambiate le regole sul pignoramenti di pensioni, stipendi e altre somme ad essi assimilati (come TFR, risarcimento del danno da licenziamento illegittimo, indennità che tengono luogo di pensione, assegni di quiescenza, salari, altre indennità relative al rapporto di lavoro o di impiego, ecc.). In particolare, viene modificata la parte di stipendio o pensione che può essere pignorata, come indicato in tabella. La nuova legge [1], in particolare, ha modificato:

1- i limiti di pignoramento di pensioni e stipendi quando accreditati sul conto corrente.

Prima del 27 giugno 2015, tali somme potevano essere pignorate integralmente, nella misura cioè del 100%, qualora il pignoramento fosse avvenuto in banca; al contrario, se l’atto fosse stato notificato al datore di lavoro o all’istituto previdenziale, il pignoramento non poteva superare il quinto dello stipendio o della pensione.

Oggi, invece, vengono previsti nuovi limiti, che sintetizzeremo nella tabella sottostante.

2- i limiti di pignoramento della pensione sia presso l’ente di previdenza (l’Inps nella maggior parte dei casi), sia in banca: viene definito il cosiddetto minimo vitale impignorabile, che prima era stato solo interpretato dalla giurisprudenza, ma non trovava riscontro in nessuna norma positiva. Anche in questo caso, si rimanda alla tabella sottostante per comprendere cosa è cambiato.

La violazione dei limiti di pignoramento

Nel caso in cui il creditore, violando i nuovi limiti, pignori somme superiori a quelle previste dalla riforma, scatta l’inefficacia del pignoramento. Attenzione, però: si tratta di una inefficacia solo parziale, ossia limitata esclusivamente alla parte di somme pignorate oltre i limiti, mentre per quelle entro i limiti il pignoramento resta valido.

Per far valere la suddetta inefficacia non c’è bisogno dell’opposizione e costituzione della parte, poiché essa può essere rilevata anche dal giudice d’ufficio.

ECCO LA SCHEDA SINTETICA


PENSIONI E SOMME ASSIMILATE
Dove si trova la somma Quando la somma è percepita dal debitore Base pignorabile Quanto della base pignorabile può essere pignorato
 

Se le somme sono depositate sul conto corrente in banca o sul conto postale
intestato al debitore

 

Somme percepite e depositate sul conto prima del pignoramento

 

Pensione mensile – il triplo dell’assegno sociale [1].
Per es.: il pensionato percepisce 1.500 euro; la pensione sociale nel 2015
è di 448,51 euro [1].
La base imponibile su cui si applica il pignoramento è di 1.500 euro di
pensione – (448,51×3) = 154,47 euro

 

Si può pignorare tutta la somma di denaro che eccede la base pignorabile.
Per es.: il pensionato percepisce 1.500 euro; la pensione sociale nel 2015
è di 448,51 euro.
La somma pignorabile è di 154,47 euro, ossia 1.500 euro di pensione – (448,51×3)
= 154,47 euro

 

Somme percepite al momento del pignoramento o dopo

 

Pensione mensile – la misura dell’assegno sociale aumentata della metà.
Per es.: il pensionato percepisce 1.500 euro; la pensione sociale nel 2015
è di 448,51 (aumentata della metà è pari a 672,76).
La base imponibile pertanto è di 1.500 euro di pensione – (448,51 + 672,76)
= 827,24

 

 

a) per i crediti alimentari, nella misura autorizzata dal presidente del
tribunale o dal giudice delegato;
b) per i crediti dello Stato, Province o Comuni: nel limite di 1/5;
c) per il pignoramento in concorso di più cause creditorie (alimenti, tributi,
altre cause) fino alla metà della base pignorabile;
d) per ogni altro credito nel limite di 1/5.

 

 

Altri casi (per esempio riscosse all’ufficio postale o ancora all’Inps per
le somme da erogarsi in futuro)

 

Pensione mensile – la misura dell’assegno sociale mensile aumentata della
metà)
Per es.: il pensionato percepisce 1.500 euro; la pensione sociale nel 2015
è di 448,51 (aumentata della metà è pari a 672,76).
La base imponibile pertanto è di 1.500 euro di pensione – (448,51 + 672,76)
= 827,24

 

 

a) per i crediti alimentari, nella misura autorizzata dal presidente del
tribunale o dal giudice delegato;
b) per i crediti dello Stato, Province o Comuni: nel limite di 1/5;
c) per il pignoramento in concorso di più cause creditorie (alimenti, tributi,
altre cause) fino alla metà della base pignorabile;
d) per ogni altro credito nel limite di 1/5.

 

STIPENDIO E SOMME ASSIMILATE
Dove si trova la somma Quando la somma è percepita dal debitore
Base pignorabile
Quanto della base pignorabile può essere pignorato
 

Se le somme sono depositate sul conto corrente in banca o sul conto postale
intestato al debitore

 

Somme percepite e depositate sul conto prima del pignoramento

 

Stipendio mensile – il triplo dell’assegno sociale mensile [1]

 
Per es.: il lavoratore percepisce 1.500 euro di stipendio; la pensione sociale
nel 2015 è di 448,51 euro [1].
La base imponibile su cui si applica il pignoramento è di 1.500 euro di
pensione – (448,51×3) = 154,47 euro1500 euro di stipendio – (448,51 x 3)
= 154,47 euro

 

Si può pignorare tutta la somma di denaro che eccede la base pignorabile.
Per es.: il lavoratore percepisce 1.500 euro; la pensione sociale nel 2015
è di 448,51 euro.
La somma pignorabile è di 154,47 euro, ossia 1.500 euro di pensione – (448,51×3)
= 154,47 euro

 

Somme percepite al momento del pignoramento o dopo

 

Tutta la somma accreditata a titolo di stipendio

 

a) per i crediti alimentari, nella misura autorizzata dal presidente del
tribunale o dal giudice delegato;
b) per i crediti dello Stato, Province o Comuni: nel limite di 1/5;
c) per il pignoramento in concorso di più cause creditorie (alimenti, tributi,
altre cause) fino alla metà della base pignorabile;
d) per ogni altro credito nel limite di 1/5.


note

[1] L’assegno sociale per l’anno 2015 e per una sola persona è pari ad euro 5.830,63 annui (ossia 448,51 euro mensili per 13 mensilità) (Circolare INPS 9 gennaio 2015 n. 1).

Autore immagine: 123rf com


1 Commento

  1. Mi trattengono l 5 della pensione per un importo di 24000 e piu fino al 2026.Sono all estero dal 1991 iscritto all Aire,MAI AVUTO NOTIZIE ,NE RISWPOSTE CHAIRE SPECIFICHE SUL PERCHE,nON HO ENTRATE TRANNE CHE PENSIONE MENSILE,questo sequestro era fino al 2025 dal mese novembre 2006.aumentato di 10 euro al mese e di un anno 2026 .mai avuto comunicazioni

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