Via la TASI sulla prima casa

18 Luglio 2015
Via la TASI sulla prima casa

Riduzione delle tasse tra il 2016 e il 2018 senza precedenti nella storia della Repubblica italiana.

Dal 2016, il Governo abolirà l’imposta sulla prima casa: non si tratta dell’IMU, ma della TASI, la tassa che oggi gli italiani pagano sull’abitazione principale. Non solo. La sforbiciata sulle tasse colpirà anche l’Imu agricola e i cosiddetti imbullonati. Sono le parole di Renzi, appena pronunciate all’inaugurazione del convegno nazionale del Partito Democratico. L’esecutivo si impegnerà – ha continuato il Premier – fino al 2018 a una progressiva riduzione delle tasse “che non ha paragoni nella storia repubblicana di questo Paese (…) Una rivoluzione copernicana, senza aumentare il debito”.

Niente tasse sulla prima casa

“Se manterremo in pista il cantiere delle riforme, nel 2016 elimineremo noi (perché gli altri hanno fatto solo finta, perché poi l’hanno rimessa) la tassa sulla prima casa”. Sono le parole dette al microfono dal Presidente.

Non solo sarà tolta la tassa sulla prima casa, ma ci saranno ulteriori interventi sull’Ires e Irap e nel 2018 sugli scaglioni Irpef e sulle pensioni. Le precisazioni del Premier, per come c’era da attendersi, hanno subito fatto esplodere il tam tam dei media.

“L’economia si è rimessa in moto ora serve il salto di qualità”. Per realizzarlo Matteo Renzi, dal palco del padiglione Expo affittato per l’occasione, annuncia che a partire dalla prossima legge di stabità lancerà per il triennio 2016-2018 una vera e propria “rivoluzione copernicana” sul fisco: via dal 2016 la tassa sulla prima casa, l’Imu agricola e sugli imbullonati; nel 2017 taglio di Ires e Irap; nel 2018 rimodulazione degli scaglioni Irpef e pensioni.
“Il Pd non sarà più il partito delle tasse – assicura il premier difronte all’assemblea del suo partito – diventiamo il primo partito che le tasse, a differenza degli altri che hanno fatto la finta, le riduce davvero”. Una vera e propria “rivoluzione copernicana” che “non ha paragoni nella storia repubblicana”. Un risultato che arriverà “senza colpi a sorpresa”, tenendo sotto controllo la curva del debito, rispettando i parametri “anacronistici” di Maastrischt: “Dal 2016 l’Italia sarà tra i pochi Paesi a rispettare il principio del 3%, a far calare la curva del debito sia pure un po’ meno rapidamente di quanto vorrebbe il fiscal compact”.

“Non passerò i prossimi due anni a sedare liti interne, a seguire o fondare correnti, a giocare all’allegro chirurgo delle appartenenze”. L’obiettivo del Governo è “il cambiamento dell’Italia, non discutere tra noi”.

La tassa sulla prima casa, la Local Tax e la riforma del catasto

La storia della Tassa sulla casa è assai lunga. In principio c’era l’Ici che poi venne tolta da Berlusconi nel 2008; nel 2012 è stata di fatto reintrodotta dal governo Monti con il nome di Imu. Nel 2014 il governo Letta ha introdotto la Tasi, collegando l’imposta sulla prima casa ai servizi indivisibili (come l’illuminazione delle strade, la cura per il verde pubblico, ecc.).

Dunque, dal 2016, stando alla promessa di Renzi, dovrebbe sparire la Tasi, la gemella dell’Imu che ha riportato l’abitazione principale sotto le mire del Fisco (con un incrocio di 200mila aliquote sulla stessa base imponibile).

Sorge, a questo punto, il dubbio di come potranno queste parole coordinarsi con i progetti precedentemente annunciati di riforma dell’imposizione sugli immobili con la Local tax che doveva – almeno nelle intenzioni iniziali – sostituire Tasi e Imu. La Local Tax doveva fare il proprio ingresso già con la Legge di Stabilità dell’anno scorso, poi successivamente rinviata alla finanziaria del 2015 per il 2016.

Sugli immobili, peraltro, pesa il nodo della riforma del catasto: un’opera monumentale che sta coinvolgendo le commissioni censuarie e che mira a rivalutare i valori catastali degli immobili italiani, ad oggi fermi da così tanto tempo da renderli del tutto difformi dai valori di mercato.

Quanto peserà il taglio della tassa sulla prima casa?

Secondo le prime stime elaborate da fonti di Governo, la riduzione della tassa sulla prima casa annunciata da Renzi porterà a un calo di 45 miliardi in 3 anni: 5 miliardi nel 2016, 20 nel 2017 e 20 nel 2018. La Tasi sulla prima casa vale infatti 3,4 miliardi contro i 3,9 dell’Imu (il resto si è scaricato sugli altri immobili).



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