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La simulazione si prova solo con l’atto scritto e non con testimoni

19 Luglio 2015
La simulazione si prova solo con l’atto scritto e non con testimoni

Simulazione: in caso di contratto simulato, la prova della simulazione può essere fornita solo con la controdichiarazione scritta; pertanto l’eventuale Confessione stragiudiziale non ha alcun valore.

In tema di simulazione, se il contratto è stato redatto per iscritto, le parti possono fornire prova della simulazione (sia essa assoluta o relativa) solo mediante la cosiddetta controdichiarazione, costituente atto di riconoscimento o di accertamento della simulazione avente carattere negoziale, che può essere anche posteriore all’accordo simulatorio e può provenire da una sola parte (ovvero quella contro il cui interesse è stata redatta), purché sia consegnata alle altre parti che hanno redatto l’atto simulato.

Pertanto la prova non può provenire da dichiarazioni testimoniali anche qualora una delle parti abbia effettuato una confessione stragiudiziale.

È quanto chiarito dalla Cassazione in una recente sentenza [1].

 

Il giudice non può attribuire valenza probatoria sufficiente – al fine dell’accertamento della pattuita simulazione – alle dichiarazioni rese da una delle parti ai Carabinieri, costituenti mera confessione stragiudiziale e totalmente prescindendo dalla rilevanza della controdichiarazione, quale requisito essenziale in materia di prova tra le parti della simulazione del contratto tra di esse stipulato.

Diverso, invece, il regime della prova per i terzi che non sono stati parte dell’accordo simulatorio, i quali possono fornire la prova della simulazione con qualsiasi mezzo, quindi anche con testimoni.


note

[1] Cass. sent. n. 7270/2015 del 10.04.2015.

Autore immagine: 123rf com


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