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Impianti caldo-freddo: un libretto unico ma non in tutte le Regioni

20 Luglio 2015
Impianti caldo-freddo: un libretto unico ma non in tutte le Regioni

Impianti termici di riscaldamento e/o raffreddamento: il proprietario, l’inquilino o l’amministratore di condominio hanno la responsabilità per gli errori nella compilazione del libretto.

In base alla legge nazionale [1], esiste un modello unico di libretto per gli impianti termici: in altre parole, se il possessore dell’immobile ha, in casa, più impianti per il riscaldamento e/o per il raffrescamento non deve compilare tanti libretti per quanti sono gli impianti, ma uno solo per tutti, completo di diverse schede.

Il paradosso però è che alcune Regioni hanno adottato delle normative proprie, con una modulistica differente da quella nazionale, continuando a richiedere un libretto per ciascun apparato presente nel fabbricato.

A fronte delle 15 regioni che hanno preferito adeguarsi alla normativa nazionale del libretto unico, quelle che, invece, continuano a rimanere ancorate alle vecchie regole sono:

EMILIA ROMAGNA: un libretto per ogni sottosistema di generazione, la cui compilazione va valutata in funzione della situazione impiantistica;

LOMBARDIA: un libretto per ogni sistema di riscaldamento o condizionamento (eccetto che sotto i 5Kw per il caldo e sotto i 12 kW per il freddo); targatura regionale degli impianti obbligatoria;

VENETO: un libretto per ogni sottosistema di generazione;

MARCHE: il libretto è unico, ma sono previsti modelli regionali per i rapporti di controllo di efficienza energetica (di fatto identici a quelli nazionali);

PIEMONTE: il libretto è unico ma deve essere compilato secondo un modello regionale;

TOSCANA: libretto unico, ma è previsto modello regionale.

La Provincia di Bolzano, nei mesi scorsi, ha diffuso un documento d’intenti in cui il libretto viene considerato “inutile”, perché in Alto Adige esiste una disciplina locale sulla sicurezza degli impianti [2].

La legge [3] stabilisce l’obbligo di predisporre il libretto d’impianto, compilandolo secondo i nuovi modelli, in capo sia al proprietario di un alloggio o all’inquilino (anche quando ha ereditato la gestione di un impianto esistente) o all’amministratore per una caldaia centralizzata condominiale. È su di lui che ricadono tutte le relative responsabilità nel caso di omessa o erronea compilazione. Ecco perché è il privato che deve informarsi sulla normativa regionale esistente.


note

[1] Dm 10 febbraio 2014 in applicazione del Dpr 74/2013.

[2] Lp 18/1992.

[3] Dpr 74/2013.


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