Avvocati: solo soci iscritti all’albo

20 Luglio 2015
Avvocati: solo soci iscritti all’albo

Società tra avvocati: il socio di capitali non trova ancora ingresso se in misura superiore a un terzo della compagine.

Società tra avvocati: sarà consentito l’ingresso di soci di capitale, ma la maggioranza dovrà essere di soci professionisti. Si continua a ridefinire il testo del Ddl concorrenza in materia di professioni legali, a seguito degli emendamenti presentati ieri.
Il nuovo testo cerca di mettere d’accordo le istanze di liberalizzazione a quelle più tradizionaliste stabilendo che, nelle società tra avvocati, il numero dei soci professionisti e la partecipazione al capitale sociale dei professionisti deve essere tale da determinare la maggioranza di due terzi nelle deliberazioni o decisioni dei soci. Dunque, soci di capitale sì, ma purché non superino un terzo della compagine.
Se questa condizione non viene rispettata, allora la società deve essere sciolta e il consiglio dell’Ordine procede alla relativa cancellazione dall’Albo, a patto che la società stessa non abbia proceduto a ristabilire la prevalenza dei soci professionisti entro sei mesi.
L’amministrazione, inoltre, non potrà essere affidata a soggetti che non siano anche soci: in questo modo si vuol evitare la presenza, all’interno della compagine, di “esterni” portatori di interessi confliggenti con quelli dei soci professionisti. In

Resta infine fermo, in caso di esercizio della professione forense in forma societaria, il principio della personalità della prestazione professionale. Questo, in pratica, significa che l’incarico professionale può essere svolto unicamente da soci professionisti in possesso dei requisiti necessari per lo svolgimento della specifica prestazione professionale richiesta dal cliente.

Quanto alle incompatibilità, il testo specifica che i soci professionisti assicurano per tutta la durata dell’incarico la piena indipendenza e imparzialità, dichiarando possibili conflitti d’interesse o di incompatibilità, iniziali o sopravvenute.
La sospensione, cancellazione o radiazione del socio dall’Albo nel quale è iscritto costituisce causa di esclusione dalla società tra avvocati.

Bisognerà poi evitare che la società professionale forense si trasformi in “mera impresa con fini di lucro” che potrebbe non essere compatibile con uno dei principi fondamentali di questa professione (secondo la visione della categoria): la tutela del diritto di difesa del proprio cliente.

Resta anche fuori dal ddl Concorrenza la possibilità di accordare, agli avvocati, parte delle funzioni dei notai relativamente alla stipula di atti per il trasferimento degli immobili sotto i 100mila euro e alla possibilità di costituire una Srl con scrittura privata.


note

Autore immagine 123rf com


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