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Niente tasse per chi si separa con la negoziazione assistita

20 Luglio 2015 | Autore:
Niente tasse per chi si separa con la negoziazione assistita

Fisco amico per gli atti di trasferimento patrimoniali e gli altri accordi tra coniugi.

 

L’Agenzia delle Entrate, con una recente risoluzione [1], ha stabilito che sugli accordi di separazione e di divorzio conclusi tramite negoziazione assistita non debba essere pagata alcuna tassa, né imposte di bollo o di registro ; la disposizione applica , dunque, alla negoziazione, quanto già previsto per le procedure consensuali dinnanzi al tribunale.

È molto frequente, difatti, che nell’ambito di una separazione o di un divorzio, i coniugi decidano di accordarsi tra loro, trasferendo l’uno all’altro dei diritti (ad esempio, la proprietà o l’usufrutto dell’abitazione).

In questo caso, se il divorzio avviene in tribunale, è pacifico che gli tutti gli atti relativi al procedimento di scioglimento del matrimonio siano esenti dall’imposta di bollo, di registro e da ogni altra tassa [2]. Il beneficio è stato esteso già da tempo , dalla Corte di Cassazione [3], anche alla separazione, al fine di incentivare una soluzione pacifica, che favorisca l’adempimento spontaneo di eventuali obblighi gravanti su uno dei coniugi verso l’altro.

L’Agenzia delle Entrate, in un secondo momento[4], ha poi ulteriormente ampliato la categoria degli atti agevolati, inserendovi anche gli accordi contenenti disposizioni a favore dei figli, purché tali patti siano indispensabili ad una soluzione della controversia coniugale.

Ci si domandava, dunque, se tale agevolazione potesse essere effettuata anche per il procedimento della negoziazione assistita [5], una nuova tipologia di separazione consensuale, che prevede una convenzione conclusa mediante l’assistenza di uno o più avvocati, senza necessità di passare davanti al giudice.

L’Agenzia ha risposto positivamente, fugando ogni incertezza con la nuova risoluzione citata, che espande ulteriormente, dunque, il beneficio dell’esenzione dall’imposizione. L’Ente motiva la disposizione sottolineando che , in base alla normativa di riforma del contenzioso civile, gli accordi ottenuti a seguito della negoziazione producono i medesimi effetti dei provvedimenti giudiziali su separazioni e divorzi.

Proprio grazie all’equiparazione, effettuata dalla legge, tra accordi di negoziazione assistita e provvedimenti emessi in giudizio, può ritenersi legittimamente applicabile anche l’esenzione da tassazione, per gli atti conclusi mediante la nuova procedura davanti agli avvocati.

Ciò che rileva, a detta dell’Agenzia, è infatti lo scopo della normativa che ha istituito il beneficio, ovvero premiare una soluzione veloce e pacifica della crisi coniugale: soluzione che è favorita, ancor di più , dalla negoziazione.

La risoluzione nulla dice, invece, in merito agli accordi conclusi in sede di negoziazione assistita dinnanzi al sindaco o all’Ufficiale di Stato Civile, poiché l’interpello posto alla base del provvedimento non lo domandava, e poiché si tratta di una possibilità recentissima (sino a poco tempo fa, difatti, non era possibile concludere accordi patrimoniali tra coniugi in tale ambito).

Si ritiene, ad ogni modo, che gli incentivi possano essere estesi anche alla negoziazione presso il Comune, per analogia, sulla base del fine del provvedimento: anche in questa ipotesi, difatti, si garantisce una fine celere e pacifica della controversia. Sono esclusi, però, eventuali atti di trasferimento patrimoniale a favore della prole, poiché non è possibile concludere tali accordi in sede comunale.


note

[1] Ris. n. 65/E, del 16/07/2015.

[2] Art. 19, L. 74/1987.

[3] C. Cass, Sent n. 202 del 11/06/2003.

[4] Circ. n.18/E del 2013.

[5] Art. 6 , DL 132/2014.

Autore immagine: 123rf com


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