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No accertamento con redditometro per acquisti con cambiale

22 Luglio 2015
No accertamento con redditometro per acquisti con cambiale

Accertamento sintetico del reddito, agenzia delle entrate, anno di imposta e pagamenti a rate garantiti da cambiali: non si applica il redditometro.

È illegittimo l’accertamento fiscale scaturito a causa di acquisti sproporzionati rispetto al reddito del contribuente (cosiddetto redditometro) se il prezzo del bene è stato pagato in parte subito e in parte con cambiali. Infatti, perché si possa procedere all’accertamento sintetico è necessario verificare solo l’effettivo esborso di denaro nell’anno di imposta preso in considerazione dell’Agenzia delle Entrate, mentre, nel caso di pagamento con cambiali, lo spostamento delle somme viene fatto slittare nel tempo.

A dirlo è una interessante sentenza della Cassazione [1] che, così, salva dalle maglie del fisco tutti quei contribuenti che, pur avendo acquistato beni di consumo di elevato valore (si pensi ad auto, immobili, ecc.) lo hanno fatto accordandosi con il creditore per pagamenti a rate, garantiti da cambiali.

La vicenda

L’agenzia delle Entrate aveva “spiccato”, a carico di un contribuente, un accertamento per maggior reddito fondato sulla disponibilità, da parte di quest’ultimo, di alcuni beni indice di capacità contributiva pagati tuttavia non completamente in contanti, ma in parte con rilascio di cambiali.

“Pagherò”. Ma non è detto!

Le cambiali sono una chiara dimostrazione di pagamento futuro – sostiene la Corte – e pertanto si tratta solo di “promesse di pagamento” (semplici “pagherò”) e non di esborsi veri e propri. Peraltro il pagamento è affatto certo, posto che il contribuente non ha ancora versato l’importo e potrebbe anche rendersi inadempiente, con conseguente protesto.

La Cassazione ha condiviso tale tesi, precisando che, sebbene da un lato sia corretto considerare il bene acquistato ai fini del redditometro, dall’altro occorre tenere conto della parte di corrispettivo pagata nell’anno di imposta. Il pagamento con cambiali, infatti, non comporta “un’attuale erogazione” di spesa per incrementi patrimoniali e dunque non costituisce espressione di capacità contributiva.

L’accertamento sintetico effettuato con il redditometro può basarsi solo sulla diretta su una effettiva e attuale esborso poiché solo questo costituisce il fatto indice di capacità contributiva da tassare. Peraltro, anche in quest’ultimo caso il contribuente ha sempre la possibilità di fornire la prova contraria.


note

[1] Cass. sent. n. 15289 del 21.07.2015.

Autore immagine: 123rf com


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