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Verbale di mediazione: per l’omologa necessario indicare il titolo

22 Luglio 2015
Verbale di mediazione: per l’omologa necessario indicare il titolo

Impossibile omologare il verbale della mediazione se manchi del tutto l’indicazione della causa posta a base dell’accordo stipulato dalle parti innanzi all’organismo.

Il verbale di mediazione non può limitarsi a indicare solo l’assetto degli interessi regolati tra le parti all’esito dell’accordo siglato presso l’organismo: non può, cioè, semplicemente riportare che “Tizio si impegna a dare a Caio la somma di euro … a fronte dell’impegno di Caio di fare …”, senza però specificare la causa (ossia il “titolo”) da cui è sorta tutta la controversia, la successiva procedura e che, quindi, ha dato origine al verbale di mediazione. In difetto di ciò, esso non può essere omologato dal giudice. Ciò perché, in assenza di tali indicazioni, il tribunale non può accertare che l’accordo, così concluso, sia conforme all’ordine pubblico e alle norme imperative, così come richiesto dalla normativa [1] ai fini dell’omologa stessa.

È questo l’orientamento fornito dal tribunale di Firenze (uno dei più attenti e rigorosi in materia di mediazione) in una recente sentenza [2].

In sintesi, ricorda la decisione in commento, per essere omologato, il verbale di mediazione deve essere conforme all’ordine pubblico e alle norme imperative e affinché il giudice possa verificare ciò, prima di concedere l’omologazione, deve poter comprendere la causa alla base dell’accordo.

Quindi, sempre meglio indicare, con dovizia di particolari, la materia del contendere e le ragioni della pretesa di una parte nei confronti dell’altra. La radicale mancanza di ogni indicazione circa la causa delle richieste dell’istante rende impossibile il controllo dell’accordo e quindi l’omologa.


note

[1] Art. 12 d.lgs. n. 28/2010

[2] Trib. Firenze sent. del 2.07.2015.

Autore immagine: 123rf com

Tribunale di Firenze, sez. II Civile, 2 luglio 2015
Presidente Breggia

Esaminato l’accordo di cui al verbale di mediazione del 2.4.2015 svoltasi dinanzi all’Organismo di mediazione Servizio Conciliazione CCIAA di Firenze iscritto al n. 4 del registro degli Organismi di mediazione tenuto dal Ministero della Giustizia;
Rilevato che l’accordo è stato sottoscritto dal mediatore Avv. Cristina Mori nonché dalle parti, sig.G.S. e sig. S.S.;
Rilevato che, ai sensi dell’art. 12 del D.lgs. n. 28/2010, per procedere all’omologazione
dell’accordo è necessario accertarne la regolarità formale e la conformità “all’ordine pubblico o a norme imperative”;
Rilevato che nel verbale manca totalmente l’indicazione del titolo posto a base dell’accordo sulla cosiddetta “liquidazione del debito di S.S. verso G.S.”;
Ritenuto pertanto che, data la natura del tutto astratta e non titolata dell’accordo, non è
possibile accertare i presupposti di cui all’art. 12 del D.lgs. n. 28/2010 richiesti per l’omologazione dell’accordo e in particolare verificare se questo sia conforme all’ordine pubblico o a norme imperative;
Ritenuto in definitiva che il verbale è stato redatto in forma allo stato non omologabile, salva l’integrazione da parte dell’istante delle informazioni mancanti anche attraverso la produzione
di copia della domanda di mediazione nonché della dichiarazione di adesione della controparte;

P.Q.M.

Respinge allo stato la richiesta di omologazione ex art. 12 D.lgs. 28/2010 salva l’integrazione da parte dell’istante delle informazioni mancanti anche attraverso la produzione di copia della domanda di mediazione nonché della dichiarazione di adesione della controparte;”
Rilevato che con successiva ordinanza del 18.5.2015 si disponeva la comunicazione del provvedimento interlocutorio al ricorrente, risultando effettuata la comunicazione solo all’Organismo di mediazione;
rilevato che la parte ricorrente ha depositato il 23.6.2015 copia della richiesta congiunta di
mediazione, presentata da S.S. e G. S.;
rilevato che nel modulo di tale richiesta, nella sezione 3 relativa all’“oggetto della controversia e ragioni delle rispettive pretese”, vi è l’indicazione: “liquidazione del debito di Silvestri Salvatore, verso Susini Gabriele”;
che nella sezione 2, relativa alla “materia del contendere” con invito a barrare varie indicazioni (condominio, diritti reali, etc.), risulta barrato il quadratino relativo ad uno spazio bianco privo di ogni dicitura;
che, pertanto, in base agli atti del procedimento di omologazione continua ad essere del tutto
sconosciuto il titolo sottostante all’accordo raggiunto in sede mediativa, accordo peraltro complesso e articolato, con previsione addirittura della possibile vendita di un immobile, con diritto di prelazione a favore del creditore o impiego del prezzo per il saldo del residuo debito del sig. Silvestri nei confronti del sig. Susini;
che la radicale mancanza di ogni indicazione circa la causa delle pretese creditorie rende
impossibile verificare la conformità dell’accordo all’ordine pubblico o a norme imperative;
che d’altronde, pur tenendo conto delle caratteristiche di riservatezza tipiche della mediazione (v. artt. 9 e 10 d.lgs. cit.), è evidente che ai fini dell’omologazione ex art. 12 d.lgs. n. 28/2010 è necessario mettere il giudice in grado di effettuare le valutazioni di sua competenza con la sintetica indicazione del titolo sottostante alle pretese creditorie, mentre, nel caso di specie, l’indicazione dell’oggetto della controversia come ‘’liquidazione del debito’’ è puramente astratta e non consente le predette valutazioni;
che l’Organismo di mediazione, pur invitato all’eventuale integrazione degli atti con l’ordinanza
interlocutoria del 18.5.2015, non ha ritenuto di depositare alcun documento;
che ai sensi dell’art. 13 d.m. n. 180/2010 deve disporsi l’invio del presente provvedimento di rigetto anche all’Organismo di mediazione, Servizio di Conciliazione della Camera di Commercio di Firenze e al responsabile del predetto Organismo;

P.Q.M.

1. rigetta l’istanza di omologazione ex art. 12 d. lgs. n. 28/2010;
2. manda alla cancelleria di inviare copia del presente provvedimento di rigetto anche al responsabile dell’Organismo di mediazione, Servizio di Conciliazione della Camera di Commercio di Firenze, nonché al responsabile del predetto Organismo.


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