Diritto e Fisco | Articoli

Notifiche: come contestare la relata

23 Luglio 2015
Notifiche: come contestare la relata

La relata di notifica deve essere trasparente, consentendo di comprendere il collegamento con l’atto consegnato.

È inesistente la notifica di un atto (una cartella esattoriale, un avviso di accertamento, una citazione o un appello, un precetto, un pignoramento ecc.) se non è possibile comprendere il collegamento tra la relata e l’atto stesso notificato: infatti, dalla relata deve essere sempre possibile risalire a quale atto essa si riferisca, in modo da togliere ogni dubbio in merito alla sua corretta notifica. In pratica, solo così qualora il destinatario dell’atto affermi di non aver mai ricevuto il plico si può fornire una certa prova contraria.

Tale principio è stato affermato ieri dalla Cassazione [1].

Così, per esempio, nel caso in cui l’atto sia stato inviato per posta (ma lo stesso discorso può essere fatto anche in caso di notifica a mani), dalla relata prodotta in giudizio deve sempre apparire il numero della raccomandata a.r. ricevuta dal destinatario. Non è sufficiente la sola sezione dell’avviso di ricevimento dalla quale risulti l’indirizzo di consegna: nessuno, infatti, potrebbe garantire, altrimenti – specie in presenza di contestazione da parte del destinatario stesso – che a quella determinata notifica corrisponda quel determinato atto.

Nell’insieme, quindi, deve essere possibile comprendere il collegamento tra la relata di notifica allegata all’atto depositato in causa e l’asserito invio per posta. Se tale prova non dovesse essere sufficiente, la notifica si considera come mai avvenuta (sempre ovviamente che il ricevente abbia sollevato prima la relativa eccezione di “non ricevimento dell’atto”).


note

[1] Cass. sent. n. 15423 del 22.07.2015.

Autore immagine: 123rf com


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