Diritto e Fisco | Articoli

Arriva la tassa sull’aria… condizionata

24 Luglio 2015
Arriva la tassa sull’aria… condizionata

La tassa sul libretto relativo all’impianto di aria condizionata superiore a 12 kW: 200 euro a famiglia.

“Ci tasseranno anche l’aria”… un detto comune che ora si tramuta in realtà: arriva anche la tassa sull’aria purché fredda, o meglio, condizionata; e stanno già arrivando anche i controlli fiscali per la verifica dell’adeguamento, da parte dei contribuenti, alle nuove norme. Che già esistono e sono obbligatorie!

In un Paese come questo dove per ogni giorno nasce una nuova normativa settoriale, si fa difficoltà a stare dietro ad ogni novità, ma questa amara considerazione non servirà a salvare dalle sanzioni chi ha acquistato un apparecchio di aria condizionata, purché non di piccole dimensioni, e non ha pagato la tassa sull’aria condizionata.

Le nuove regole sono scattate lo scorso ottobre a seguito di una direttiva europea sulle emissioni di anidride carbonica, direttiva che prevede, appunto, una tassa sull’aria condizionata a carico di chi possiede un libretto relativo all’impianto.

La tassa ammonta a 200 euro l’anno a famiglia. Essa colpisce solo i condizionatori sopra i 12 kW. Il ministero dello Sviluppo economico ci tiene a tranquillizzare gli italiani: la maggior parte dei condizionatori – stando alle stime ministeriali – non ha l’obbligo del libretto di impianto e manutenzione in quanto non supera la potenza di 12 kW. Ma, in ogni caso, sarà meglio controllare il proprio e le relative caratteristiche tecniche.

Nelle case di media grandezza non sarebbe superato il valore di 2-2,5 kW e i 12 kW riguarderebbero solo ambienti oltre i 160 metri quadrati.

Sicuramente a pagare saranno non solo gli ambienti grandi, ma anche gli esercizi commerciali come ristoranti, studi professionali, con costi che ricadrebbero sulla clientela.

La maggior parte dei condizionatori non ha l’obbligo del libretto di impianto e manutenzione in quanto non supera la potenza di 12 kW. È quanto ha precisato ieri il ministero dello sviluppo economico in merito appunto al “bollino blu” che certifica i controlli sui condizionatori (imposto dal recepimento della normativa europea avvenuto nel 2014 per decreto) che comporta una spesa che può arrivare a 300 euro.



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