Inps: congedi parentali a ore o giornalieri

25 Luglio 2015
Inps: congedi parentali a ore o giornalieri

Congedi parentali: i permessi sono frazionabili fino a metà dell’orario giornaliero; la richiesta presente nella nuova modulistica fornita dall’Inps.

Congedi parentali anche su base oraria: l’Inps ha appena aggiornato la modulistica relativa alla nuova possibilità di fruizione dei permessi, adeguandosi alle novità introdotte dalla riforma della maternità [1] in attuazione del Job Act. Via libera, dunque, alla fruizione del congedo parentale su base oraria. I lavoratori ora possono scegliere di spendere il congedo non solo su base giornaliera, ma anche oraria, anche se ciò non è espressamente previsto dal loro CCNL (contratto collettivo nazionale di lavoro). Nell’ipotesi in cui non esista una disciplina collettiva, la fruizione oraria è consentita per la metà dell’orario giornaliero (per esempio quattro ore se la giornata lavorativa è di otto ore).

In virtù di ciò, è già presente sulla modulistica dell’Inps la possibilità di presentare le richieste di permessi a ore.

Cos’è il congedo parentale?

Per congedo parentale s’intende l’astensione facoltativa del lavoratore dipendente, sia esso uomo o donna. Per ogni bambino, nei primi suoi 12 anni di vita, ciascun genitore (lavoratore dipendente) ha diritto di astenersi per un periodo complessivamente (tra i due) non eccedente dieci mesi (11 se il papà ne fruisce per almeno tre mesi).

Al fine di conciliare sempre più i tempi tra vita e lavoro, con la riforma introdotta quest’anno è stato innalzato, anche se a carattere sperimentale per il solo anno 2015, il limite di età di vita del figlio entro il quale i genitori possono fruire del congedo parentale (da 8 a 12 anni). Il protrarsi di tali misure anche per il 2016 è subordinato all’entrata in vigore del prossimo decreto di riordino degli ammortizzatori sociali.

La novità interessa anche i nuovi genitori nei casi di adozione, nazionale e internazionale, e di affidamento, con la differenza che in tale evenienza il congedo può essere fruito qualunque sia l’età del minore, entro dodici anni dall’ingresso del minore in famiglia, e comunque non oltre il raggiungimento della maggiore età.

Ricordiamo che il diritto di astenersi dal lavoro per congedo parentale (con possibilità di scelta tra fruizione giornaliera e oraria anche in assenza di disciplina contrattuale), compete:

a) alla madre lavoratrice, trascorso il periodo di congedo di maternità obbligatoria, per un periodo continuativo o frazionato non superiore a sei mesi;

b) al padre lavoratore per un periodo continuativo o frazionato non superiore a sei mesi, elevabile a sette qualora lo stesso eserciti il diritto di astenersi dal lavoro per un periodo continuativo o frazionato non inferiore a tre mesi;

c) per un periodo continuativo o frazionato non superiore a dieci mesi quando vi sia un solo genitore.

Il genitore viene considerato “solo“, quando:

– l’altro genitore è deceduto;

– l’altro genitore ha abbandonato il figlio;

– in caso di affidamento esclusivo del figlio all’altro genitore da evincere dalla sentenza di separazione;

– in caso di non riconoscimento del figlio da parte di un genitore (non è sufficiente la situazione di “ragazza madre” o genitore “single”).

La condizione di genitore solo viene meno con il riconoscimento del figlio da parte dell’altro genitore che interrompe la fruizione del maggior periodo concesso al genitore inizialmente considerato “solo”. Il congedo parentale è inoltre fruibile dal genitore anche qualora l’altro non lavori e, in caso di parto gemellare spetta, per i periodi sopra indicati, per ogni figlio nato.

Il datore di lavoro va preavvisato dell’assenza per congedo secondo i criteri stabiliti dai contratti collettivi e comunque con un termine non inferiore a cinque giorni e non inferiore a due giorni nel caso la fruizione sia richiesta ad ore.

Fruizione a ore

Con le modifiche del Job Act, ciascun genitore può scegliere tra la fruizione giornaliera e oraria. In questo secondo caso, la fruizione oraria è consentita in misura pari alla metà dell’orario medio giornaliero del periodo di paga quadri-settimanale o mensile immediatamente precedente a quello nel corso del quale ha avuto inizio il congedo parentale.

Inoltre, sempre in caso di fruizione oraria “ex lege” (cioè in assenza di contratto collettivo), è esclusa la cumulabilità con gli altri permessi e riposi e che è escluso dalla facoltà il personale del comparto sicurezza e difesa e a quello dei vigili del fuoco e soccorso pubblico.

Come si presenta la domanda

La domanda di congedo parentale, qualunque sia la modalità scelta per la fruizione (oraria o giornaliera), va presentata all‘Inps telematicamente prima dell’inizio del periodo di congedo richiesto.

Nel caso di fruizione oraria, la domanda dovrà necessariamente indicare:

– il numero di giorni di congedo parentale da fruire a ore nell’arco del periodo individuato;

– un periodo, al massimo un mese solare, entro il quale intende fruire del congedo parentale frazionato a ore.


note

[1] Dlgs n. 80/2015.

Autore immagine: 123rf com


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