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Obbligo di atti sintetici anche nel processo civile telematico

26 Luglio 2015
Obbligo di atti sintetici anche nel processo civile telematico

PCT: nel Dl 83/2015 la previsione secondo cui gli atti processuali devono essere sintetici, anche se non si specifica il numero di pagine e le sanzioni.

Nel processo civile (così come già in quello amministrativo), tutti gli atti di parte e i provvedimenti del giudice depositati con modalità telematiche devono essere redatti “in maniera sintetica“: è questa la nuova norma inserita nell’ultimo Decreto Legge di riforma della giustizia [1] appena approvato dalla Camera e, per la prossima settimana, in arrivo al Senato per il definitivo via libera.

Gli avvocati, quindi, dovranno tagliare i fronzoli, i giochi di stile retorico e le inutili ripetizioni.

La norma presenta però alcune contraddizioni. La prima è l’inserimento della stessa all’interno del più ampio articolo dedicato alle disposizioni sul PCT (processo civile telematico). In realtà, il PCT è divenuto già obbligatorio per gli atti endoprocessuali e tale si avvia ad essere, a breve, anche per quelli introduttivi (la riforma si limita a dire che, per essi, le cancellerie non possono rifiutarne il deposito telematico): dunque, non vi sarebbe spazio per una ipotetica distinzione tra atti che devono essere sintetici (quelli cioè depositati con modalità telematiche) e atti che non devono esserlo (depositati in modo tradizionale). Inoltre, non c’è ragione per cui legare la schematicità dell’atto proprio al PCT, come se il deposito telematico giustificasse un diverso  trattamento.

In secondo luogo, la norma non chiarisce cosa debba considerarsi sintetico e cosa no. In pratica, non viene fissato un numero massimo di pagine e tantomeno viene prevista una sanzione collegata allo sforamento del limite. Almeno per ora.

Invece, per i processi amministrativi, quelli cioè davanti al Tar, gli atti non possono essere più lunghi di 20 pagine e se si sfora tale limite è prevista una sanzione di tipo processuale: il giudice può non prendere in considerazione ciò che è scritto a partire da pagina 21.

I giudici potrebbero interpretare la nuova norma in modo ampio e così ritenere che, nel caso del suo mancato rispetto, si configuri un abuso processuale che potrebbe comportare una condanna a maggiori spese legali. Ma ad oggi è una conclusione ancora azzardata. Salvo modifiche, infatti, la norma potrebbe risultare del tutto inutile o, comunque, essere soggetta alla diversa interpretazione (quando non “arbitrio”) dei magistrati.

note

[1] Art. 19 dl n. 83/2015.

Autore immagine: 123rf com


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