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Appaltatore, inadempimento, consegna in ritardo o vizi?

26 Luglio 2015
Appaltatore, inadempimento, consegna in ritardo o vizi?

Completamento dell’opera, opera non portata a termine, responsabilità dell’appaltatore, inadempimento contrattuale, possibilità di fare valere le garanzie del codice civile a favore del committente.

Non bisogna far confusione tra i casi in cui l’appaltatore non abbia portato a termine l’esecuzione dell’opera, o lo abbia fatto con notevole ritardo rispetto agli accordi, rispetto ai casi invece in cui l’opera, benché completata, presenti vizi, difformità o difetti. La differenza viene messa in risalto da una recente sentenza del Tribunale di Padova [1].

Opera completata ma viziata

Solo qualora l’opera sia stata completata, ma presenti vizi, difformità o difetti si applica la particolare disciplina del codice civile [2] secondo cui:

– l’appaltatore è tenuto a fornire la garanzia al committente per tutte le difformità e/o i vizi dell’opera (salvo che il committente, conoscendo detti vizi o potendoli conoscere, abbia accettato l’opera);

– il committente deve necessariamente, a pena di decadenza, denunziare all’appaltatore le difformità o i vizi entro 60 giorni dalla scoperta;

– l’azione contro l’appaltatore si prescrive in 2 anni dal giorno della consegna dell’opera.

Opera non consegnata o consegnata con ritardo

Qualora l’appaltatore non abbia portato a termine l’esecuzione dell’opera commissionata, in tal caso la disciplina applicabile nei suoi confronti è quella generale in materia di inadempimento contrattuale [3]: in tal caso l’inadempimento può essere fatto valere entro 10 anni e non ci sono termini di decadenza da rispettare per la denuncia dell’omissione.

Dunque, in caso di omesso completamento dell’opera, anche se questa, per la parte eseguita, risulti difettosa o difforme, non è consentito ricorrere alla garanzia per difformità e vizi la quale invece richiede necessariamente il totale compimento dell’opera.

A fronte di quanto detto, nella fattispecie, considerato che nell’atto di citazione parte attrice non faceva riferimento a un omesso completamento delle opere commissionate alla convenuta, bensì soltanto a un ritardo nell’esecuzione delle stesse, nonché a vizi e difformità, si è ritenuta inapplicabile la disciplina di cui all’articolo 1453 del codice civile dovendosi invero applicare le norme dettate in tema di appalto e, più precisamente, gli articoli 1667 e seguenti del codice civile.


note

[1] Trib. Padova, sent. n. 457 del 12.02.2015.

[2] Art. 1667, 1668 cod. civ.

[3] Art. 1453 cod. civ.

Autore immagine 123rf com


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