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Incidenti, malore improvviso e colpo di sonno: se si sente male il conducente

27 Luglio 2015
Incidenti, malore improvviso e colpo di sonno: se si sente male il conducente

Circolazione stradale, sinistri stradali, responsabilità da sinistri stradali, perdita del controllo dell’automobile a causa di un malore improvviso del conducente.

Che succede se il conducente dell’automobile si sente male e, per causa del malore improvviso, provoca un incidente stradale? A chi spetta risarcire i danni? Si può ritenere l’evento come il frutto di un caso fortuito, imprevedibile, tale insomma da escludere la colpa del responsabile? Le risposte a questi quesiti sono state fornite da una serie di sentenze della Cassazione.

In una recente sentenza di quest’anno [1], la Suprema Corte, chiamata a pronunciarsi in tema di omicidio colposo determinato dalla perdita di controllo di un autoveicolo dovuta a un malore, ha precisato che la tesi, prospettata dalla difesa del conducente, deve essere corredata da prove concrete, capaci di renderla plausibile. In pratica, è necessario dimostrare che le cause del malore siano state non solo improvvise, ma anche e soprattutto imprevedibili sin dal momento dell’accensione del motore. Infatti, se il malessere è tale da poter essere previsto in partenza, l’obbligo di prudenza deve indurre il conducente a desistere dalla guida già in anticipo, senza porsi in alcuna condizione di potenziale rischio.

In ogni caso, nel valutare il grado di infermità tale da incidere sulla capacità intellettiva e volitiva del conducente [2], è chiamato a valutare una serie di elementi come, ad esempio, l’età o le condizioni psico-fisiche dell’imputato. Questo perché è molto labile il confine (ed è difficile, ex post, la distinzione) tra il malessere e, invece, l’improvviso colpo di sonno dovuto ad uno stato di spossatezza per lunga veglia, che avrebbe dovuto indurre il conducente a desistere dalla guida [3]. In pratica, tutte le volte in cui sia stata la stessa condotta del conducente a autoprocurarsi il problema fisico (si pensi a una guida prolungata per molto tempo, senza soste e senza riposo che abbia determinato il fatale colpo di sonno), non può che attribuirsi a quest’ultimo ogni responsabilità.

L’onere della prova dell’improvviso malore non compete al conducente, ma spetta al giudice stabilire se l’imputato al momento del fatto fosse libero di determinare le proprie azioni; tuttavia il giudice stesso non deve compiere indagini per l’accertamento delle iniziali condizioni di salute dell’automobilista al momento del fatto; per cui, in mancanza di qualsiasi prova di elementi specifici di patologie, si presume che il soggetto fosse sano e capace di intendere e di volere. Pertanto ogni sua azione è imputabile alla sua attività volontaria e cosciente e quindi liberamente determinata [4].


note

[1] Cass. sent. n. 11142/2015.

[2] Art. 88 cod. pen.

[3] Cass. sent. n. 32931/2004.

[4] Cass. sent. n. 14357/1990. Si confronti anche Cass. sent. n. 8357/1989: “Il malore improvviso incide sulla capacità d’intendere e di volere, come coscienza e volontarietà della condotta, e, pertanto, non rientra nella categoria giuridica del fortuito. Ne consegue che spetta all’accusa fornire la prova della capacità del prevenuto, dovendosi stabilire se esso, al momento del fatto, fosse libero di determinare le proprie azioni, e non all’imputato dar prova del verificarsi di un caso fortuito. Tuttavia non basta, in fatti colposi da circolazione stradale, che l’imputato assuma, in un determinato momento del procedimento, di avere perduto il controllo del veicolo per un improvviso malore, perché il giudice sia tenuto a svolgere accertamenti per stabilire le effettive condizioni di salute del conducente al momento del fatto, dovendosi presumere, invece, in mancanza di allegazione di elementi determinati e specifici, che la condotta del soggetto, normalmente idoneo alla guida e capace di autodeterminarsi, sia riferibile a un’azione cosciente e volontaria e, quindi, liberamente determinata”.

Autore immagine: 123rf com


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