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Chi può richiedere il mutuo INPDAP?

21 giugno 2016


Chi può richiedere il mutuo INPDAP?

> Business Pubblicato il 21 giugno 2016



Cos’è il mutuo INPDAP e chi può richiederlo? Ecco quello che devi sapere sulle possibilità di finanziamento per i dipendenti pubblici.

l mutuo INPDAP (o ex INPDAP, stante la recente acquisizione dell’INPDAP da parte dell’INPS) è un mutuo ipotecario per l’acquisto della prima casa erogato dall’ Istituto Nazionale per i Dipendenti dell’Amministrazione Pubblica (INPDAP, appunto).

Ha una durata variabile e un importo finanziabile massimo. Eccovi tutti i dettagli.

Chi può richiedere un mutuo INPDAP?

Il mutuo Inpdap 2016 può essere richiesto dai dipendenti statali assunti a tempo indeterminato, ma anche da chi riceve una pensione e risulta iscritto alla gestione unitaria autonoma da un periodo di almeno un anno.

Quanto dura un mutuo INPDAP

Il mutuo INPDAP può avere la durata di 10, 15, 20, 25, o 30 anni.

Quanto può essere richiesto con un mutuo INPDAP?

Il massimo richiedibile per un mutuo INPDAP può essere richiesto per un importo massimo di 300mila euro per l’acquisto della prima casa non di lusso.

Nel caso di lavori di manutenzione, invece, l’importo massimo erogato si limita a 150mila euro o comunque al 40% della stima del valore dell’immobile. Questi limiti valgono dunque per ristrutturazione dell’alloggio o operazioni di ampliamento degli ambienti domestici. Diverso invece il contributo erogabile per l’acquisizione di un posto auto. Per esso non sarà possibile superare i 75mila euro. Altri 6mila euro potranno essere richiesti per coprire eventuali spese assicurative associate all’operazione selezionata.

I richiedenti non devono essere intestatari di altri immobili nel raggio di 250 km.

Mutuo INPDAP: come fare domanda?

La richiesta può essere effettuata esclusivamente per via telematica e solo in determinati periodi: dal 1° al 10 gennaio, dal 1° al 10 maggio e dal 1° al 10 settembre di ogni anno.

Mutui INPDAP: convengono?

In un momento in cui i tassi fissi non sono particolarmente alti anche per le banche, il tasso di interesse fisso applicato pari al 3,75% non è particolarmente conveniente: per i mutui a tasso variabile invece la situazione cambia: si fa difatti riferimento all’Euribor 6 mesi rilevato il 30 giugno o il 31 dicembre del semestre precedente, maggiorato di uno spread di 0,90%.

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