Sanità, in arrivo tagli per 10 miliardi. Stretta sulle visite specialistiche

27 Luglio 2015 | Autore:
Sanità, in arrivo tagli per 10 miliardi. Stretta sulle visite specialistiche

In vista una sforbiciata della spesa sanitaria; nel mirino analisi e visite specialistiche che, se non  necessarie, si pagheranno di tasca propria. 

La riduzione delle tasse e delle imposte, promessa a partire dal prossimo anno, sarà in gran parte finanziata dai tagli alla Sanità. La prossima legge di stabilità avrà come fondamento uno snellimento dei costi destinati alla spesa per la salute.

Basta con l’abbuffata di analisi, tac e risonanze magnetiche, visite specialistiche a go-go anche per banali malanni. Altolà a quasi 200 prestazioni specialistiche che replicate ripetutamente diventano uno spreco miliardario. Stop a più di cento tipologie di ricoveri evitabili.

Il primo passo sarà il decreto omnibus (chiamato così perché tratta di argomenti diversi) enti locali, vero e proprio starter per dare il via alla spending review sulla Sanità. Tutto con l’ok prima del commissionario alla revisione della spesa, Yoram Gutgeld e successivamente del ministro della Salute, Beatrice Lorenzin.

È previsto un passaggio prima al Senato e poi alla Camera, con un probabile ricorso alla fiducia.

Le tappe indicate per risparmiare soldi sono serrate: 2,3 miliardi nel 2105, altrettanti nel 2016 e nel 2017. Tagli che per il ministro Lorenzin sono necessari, ma che non saranno lineari, andando a colpire unicamente le aree di spreco e inefficienze.

Dunque per i cittadini non dovrebbe cambiare nulla. Ma è davvero così?

C’è il rischio che la stretta possa incidere non poco sulle tasche degli assistiti. Infatti gli interventi più importanti riguardano le prestazioni specialistiche non necessarie. Lo scopo è quello di dare maggiore responsabilità ai medici di base, rendendo eccezione il ricorso a visite ed esami. Il futuro decreto conterrà una lista delle patologie che prevedono controlli e analisi, al di fuori di questi casi si dovrà ricorrere al proprio portafoglio. Non solo: nel caso di mancato rispetto delle regole sarà introdotto il taglio dello stipendio del medico che fornisce visite ritenute – per legge – evitabili.

Il ministro della Sanità conta di recuperare un tesoretto di quasi 10 miliardi in tre anni destinato, non solo alla spesa generale, dunque alla riduzione fiscale, ma pure a un progetto di ammodernamento del sistema sanitario e a maggiori investimenti sulla ricerca.

Il piano del governo Renzi, intanto incassa le prime perplessità di Rosanna Dettori, segretaria generale della Fp Cgil. Per il sindacato le ricette non solo non sono nuove e si rischia di mettere definitivamente in ginocchio l’intero sistema sanitario nazionale.



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