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IMU E TASI: scade l’acconto, la guida completa

15 Giu 2016 | Autore:


> Business Pubblicato il 15 Giu 2016



Le principali novità per l’anno 2016 e le scadenze di IMU e TASI: facciamo chiarezza.

Domani scade l’acconto Imu e Tasi 2016 pari al 50% di quanto dovuto per l’anno in corso: Il 16 giugno, infatti, rappresenta una sorta di “tax day” per tutti coloro che possiedono o utilizzano un immobile. Ma dalla loro entrata in vigore, l’imposta municipale unica e la tassa sui servizi indivisibili non trovano pace: anche per il 2016 la Legge di Stabilità ha introdotto importanti modifiche portando un pò di respiro almeno ai possessori dell’abitazione principale – definita dalla normativa [1] come l’immobile, iscritto o iscrivibile nel catasto edilizio urbano come unica unità immobiliare, nel quale il possessore e il suo nucleo familiare dimorano abitualmente e risiedono anagraficamente” – e ciò grazie all’abolizione della Tasi sulla predetta unità abitativa sia per il proprietario (o chi gode di altro diritto reale sull’immobile) sia per l’occupante (inquilino).

IMU e TASI: abitazione principale

Il proprietario dell’unità abitativa adibita a propria abitazione principale dovrà, infatti, preoccuparsi di versare l’acconto Imu e Tasi solo qualora la stessa appartenga a categoria catastale di lusso (A1,A8,A9). Fino allo scorso anno, invece, l’abitazione principale era solo esente da Imu se di categoria catastale non di lusso mentre era assoggettata alla Tasi indipendentemente dalla categoria catastale di appartenenza. Continua a valere la regola secondo la quale “per pertinenze dell’abitazione principale si intendono esclusivamente quelle classificate nelle categorie catastali C/2, C/6 e C/7, nella misura massima di un’unità pertinenziale per ciascuna delle categorie catastali indicate. Di conseguenza, se ad esempio all’abitazione principale (non di lusso) sono legate due pertinenze entrambe di categoria C/6, il proprietario non verserà Imu e Tasi sull’unità abitativa e su una sola delle due pertinenze, mentre l’altra pertinenza sconterà Imu e Tasi come fosse un “secondo immobile”.

IMU e TASI prima casa nucleo familiare

Resta invariato il principio secondo cui nel caso in cui i componenti del nucleo familiare abbiano stabilito la dimora abituale e la residenza anagrafica in immobili diversi situati nel territorio comunale, le agevolazioni per l’abitazione principale e per le relative pertinenze in relazione al nucleo familiare si applicano per un solo immobile.

Dunque, per uno stesso nucleo familiare può essere considerata abitazione principale un solo immobile, anche se il legislatore riconosce ai coniugi (non legalmente ed effettivamente separati) la legittimazione a sdoppiare la residenza qualora gli immobili siano ubicati in Comuni diversi e qualora ricorrono fondati motivi (ad esempio motivi di lavoro).

IMU e TASI inquilini

Importanti novità sono state introdotte anche per l’inquilino dal momento che sarà tenuto a versare l’acconto Tasi solo se l’immobile occupato rappresenta la sua abitazione principale di lusso o non rappresenta la sua abitazione principale. La manovra 2016 prevede, inoltre, ulteriori casi, sia per Imu sia per Tasi, di assimilazione ad abitazione principale.

IMU e TASI: ex casa coniugale

Da quest’anno, anche ai fini Tasi, l’ex casa coniugale è considerata abitazione principale per il coniuge assegnatario; di conseguenza, sarà esonerata dal tributo se appartenente alle categorie catastali non di lusso e relative pertinenze. Dal 2016, trova applicazione anche ai fini Tasi la disciplina secondo la quale non sono richieste le condizioni della dimora abituale e della residenza anagrafica per coloro che appartengono alle forze dell’ordine; pertanto, se l’unico immobile posseduto dal militare (che per ragioni di servizio è costretto a vivere altrove) è di categoria non di lusso, questi nel 2016 non verserà né Imu né Tasi.

IMU e TASI: comodato d’uso

È stata, invece, abrogata la disposizione che permetteva ai Comuni di disporre con propria delibera l’assimilazione all’abitazione principale delle unità immobiliari concesse in comodato d’uso a genitori o figli. Il proprietario dell’immobile avrà diritto solo ad una riduzione del 50% della base imponibile Imu e Tasi a condizione che il contratto di comodato sia registrato, il comodante possieda un solo immobile in Italia e risieda nello stesso comune in cui si trova l’immobile dato in comodato. Sarà possibile avere una riduzione anche nel caso in cui il comodante, oltre all’immobile concesso in comodato, possieda nello stesso comune un altro immobile (utilizzato come abitazione principale).

IMU e TASI case in locazione

Infine, dal 2016 i proprietari di immobili dati in locazione potranno beneficiare di uno “sconto” pari al 25% dell’Imu e della Tasi se l’immobile è locato con contratto a canone concordato. Il versamento dell’acconto dovrà essere effettuato entro la scadenza sulla base dei regolamenti e delle delibere comunali di determinazione delle aliquote, con riferimento a ciascuno dei due tributi, per l’anno 2015.

D.ssa Concetta Lanza

note

[1] dal DL n. 201/2011


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