Diritto e Fisco | Editoriale

Agenzia delle Entrate: nullità degli atti anche per il futuro

29 Luglio 2015 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 29 Luglio 2015



La soluzione ponte per i dirigenti dell’Agenzia delle Entrate calpesta la sentenza della Cassazione e, di fatto, ne pospone gli effetti: l’illegittimità costituzionale della legge che il Parlamento si appresta a varare renderà nulli anche gli accertamenti futuri.

Anche gli accertamenti e le iscrizioni a ruolo delle imposte che, nei prossimi mesi, i dirigenti dei vari uffici dell’Agenzia delle Entrate firmeranno e invieranno ai contribuenti potrebbero essere tutti nulli (non solo, quindi, quelli già recapitati e invalidati dalle Commissioni Tributarie di mezza Italia per via dello scandalo dei cosiddetti “dirigenti illegittimi”). Questo perché il Senato ha approvato, ieri, con la “fiducia”, il maxiemendamento al “Decreto Legge Enti Locali” proposto dal Governo (e ora al vaglio della Camera): una norma che riesce a calpestare integralmente il dettato della Costituzione e della Corte Costituzionale in modo quasi scandaloso.

Mai come, in questi ultimi anni, il Governo ha dimostrato di aver bisogno di rispolverare tutti i 139 articoli della carta fondamentale. E in particolare l’articolo 136, laddove afferma che le sentenze della Corte Costituzionale, che dichiarano l’illegittimità di una legge, hanno effetto dal giorno successivo alla pubblicazione della decisione stessa. Le conseguenze, dunque, della dichiarazione di incostituzionalità di una norma, non possono essere “sospese”, né “posticipate”, né potrebbe il Parlamento riproporre nuovamente la stessa identica legge, con i medesimi profili di illegittimità costituzionale di quelli presentati da quella annullata dalla Consulta.

Ma ciò è avvenuto, negli ultimi mesi, per ben tre volte.

La prima, con il famoso Piano casa, che aveva decretato una sorta di moratoria di circa un anno degli effetti della sentenza della Corte Costituzionale: la norma aveva dato una mano ai locatori che erano stati “denunciati” dai loro inquilini con contratti in nero (leggi: “Sfratto immediato degli inquilini in nero”). Ora, sul punto, è tornata la Corte Costituzionale a ricordare al Governo – unico vero artefice delle leggi ormai da diversi anni – che le sentenze della Consulta non possono essere posticipate negli effetti.

La seconda volta con la legge che ha stabilito i rimborsi sulle pensioni, anch’essa stabilendo, in favore dei contribuenti, diritti per importi inferiori rispetto a quelli sanciti dalla Corte Costituzionale (leggi “Pensioni: incostituzionale anche la legge sui rimborsi”). E di questo se n’è già accorto il Tribunale di Napoli.

Un’ulteriore proroga degli incarichi?

Ed ora con la legge-ponte che fa, sostanzialmente, salvi gli incarichi a “dirigente”, affidati dall’Agenzia delle Entrate ai funzionari senza concorso, in attesa dell’espletamento del maxi bando che dovrebbe giungere nel 2016 per ricoprire tali ruoli. Il meccanismo è lo stesso: un criterio di scelta dei futuri firmatari senza un concorso e solo su “scelta personale”, sottratta a qualsiasi tipo di bando o di verifica pubblica. Proprio come era avvenuto per i dirigenti che la Corte Costituzionale aveva dichiarato decaduti dall’incarico con effetto retroattivo nello scorso mese di marzo.

Il Governo crede così di correre ai ripari dopo che la Consulta ha bocciato le Agenzie fiscali per i funzionari che esercitavano di fatto funzioni da dirigente senza aver sostenuto un concorso. I dirigenti potranno delegare, a funzionari della terza area, le funzioni relative agli uffici di cui hanno assunto la direzione interinale e i connessi poteri di adozione di atti. I delegati (saranno 700) dovranno avere un’esperienza professionale in loco di almeno cinque anni, e dovranno essere scelti con criteri “oggettivi e trasparenti”. Le deleghe non potranno superare il numero dei posti oggetto delle procedure concorsuali e di quelle già bandite e non annullate alla data di entrata in vigore della legge di conversione del dl enti locali. Il tutto fino a quando si faranno i concorsi e, comunque, non oltre il 31 dicembre 2016.

La scelta dei delegati spetterà ai 300 dirigenti ad interim e questo rischia di non dissipare del tutto i dubbi su decisioni “ad personam” che ben potrebbero essere impugnate nuovamente. Difatti, la legge ripropone gli stessi profili di incostituzionalità di quella infinita serie di “proroghe degli incarichi” che erano state annullate dalla Consulta.

Tutto questo potrebbe non limitare le impugnazioni ai soli accertamenti, iscrizioni a ruolo e cartelle esattoriali per firme anteriori alla sentenza di marzo della Corte Costituzionale, ma anche a tutti quelli che verranno effettuati nei prossimi mesi.

note

Autore immagine: 123rf com


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1 Commento

  1. in seguito al DL MONTI del 20 luglio 2012 il 18 agosto successivo gli ispettori dell’inps (11 ispettori) effettuavano un controllo nel locale, ove prestava servizio il mio personale come assistenza ai pubblici spettacoli. La fortuna è che quella sera avevo meno personale delle sere precedenti al lavoro, quindi non sono state elevate contravvenzioni relative a lavoratori in nero, erano state segnalate 14 persone mentre nelle sere precedenti oltre le 20. Il punto è che la mancata comunicazione del personale o il ritardo – un’ora prima dell inizio dell’attività lavorativa -prevede sanzioni di oltre 1000 euro cadauno, in quel caso il fax era partito in ritardo (anche perché il personale addetto si era messo a disposizione degli ispettori). Per un controlla andato a buon fine, per una società che aveva 44 persone in regola, mi sono visto recapitare contravvenzioni per oltre 10 mila euro e stavo rischiando contravvenzioni per oltre 50 euro. Ho preso la decisione di licenziare le 44 persone, una persona che fa impresa seriamente non può vivere il quotidiano con l’angoscia che dei politici mercenari approvino leggi contrarie allo sviluppo dell’economia reale. Per il ricorso alla cartella di equitalia, si possono avere notizie più dettagliate? Grazie

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