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Sì bonus prima casa per i coniugi se solo uno ha trasferito la residenza

29 Luglio 2015
Sì bonus prima casa per i coniugi se solo uno ha trasferito la residenza

Ciò che conta è che l’immobile sia riferito alla famiglia come residenza del nucleo anche se poi, uno dei due coniugi, ha residenza in altro Comune.

Il fisco non può revocare il beneficio fiscale sulla prima casa, acquistata insieme da i coniugi in comunione dei beni, nel caso in cui solo uno dei due abbia trasferito la residenza nel Comune dove è situato l’immobile. Lo ha chiarito la Cassazione con una sentenza di questa mattina [1].

Sbaglia l’Agenzia delle Entrate a revocare il bonus “prima casa” solo perché il contribuente, pur avendo partecipato alla stipula dell’atto notarile, non abbia provveduto a trasferire la propria residenza nel luogo dell’immobile se, comunque, a ciò abbia provveduto l’altro.

Secondo la Cassazione, si può usufruire del beneficio prima casa anche nel caso in cui sia solo un coniuge ad aver trasferito la residenza, in quanto rappresentante della famiglia, intesa come “entità autonoma distinta dai coniugi singolarmente”. Ciò che conta, nel caso di comunione legale tra i coniugi, è che l’immobile acquistato sia destinato a residenza familiare, non avendo importanza che uno dei due non abbia la residenza anagrafica in tale Comune.

Marito e moglie non sono, infatti, tenuti a una comune residenza, ma alla coabitazione, elemento adeguato a soddisfare il requisito della residenza ai fini tributari.

Pertanto – si legge in sentenza – per fruire dei benefici fiscali sull’acquisto della prima casa, il requisito della residenza nel Comune in cui è ubicato l’immobile deve essere riferito alla famiglia, con la conseguenza che, in caso di comunione legale tra coniugi, quel che rileva è che l’immobile acquistato sia destinato a residenza familiare, mentre non assume rilievo in contrario la circostanza che uno dei coniugi non abbia la residenza in tale Comune, e ciò in ogni caso in cui il bene sia divenuto oggetto della comunione, quindi sia in caso di acquisto separato che in quello di acquisto congiunto del bene stesso.


note

[1] Cass. sent. n. 16026/15 del 29.07.15.

Autore immagine: 123rf com


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