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Mantenimento dei figli anche a carico del padre naturale

30 Luglio 2015
Mantenimento dei figli anche a carico del padre naturale

I genitori devono provvedere secondo i redditi attuali e potenziali: entrambi devono pagare il 50% delle spese straordinarie come scuola, sport, sanità e divertimenti.

L’obbligo di mantenere i figli fino alla loro indipendenza economica vale tanto per quelli nati da coppie sposate (un tempo chiamati figli legittimi), quanto per quelli provenienti da coppie “di fatto” (un tempo chiamati figli naturali); essi, infatti, hanno tutti gli stessi diritti dinanzi ai genitori. Pertanto, il padre naturale – anche se ha lasciato la ex compagna con la prole ed è andato a vivere altrove – deve continuare a mantenere, se non la donna, almeno i minori con un assegno di mantenimento ordinario, pagato mensilmente, e, in più, concorrendo al 50% delle spese straordinarie come quelle per scuola, sport, sanità e divertimenti. Insomma, ciascuno deve provvedere secondo i redditi attuali e potenziali.

È quanto chiarito ieri dalla Cassazione [1].

La Suprema Corte ha, infatti, ricordato che il dovere di mantenere, istruire ed educare i figli [2], fino alla loro indipendenza economica (che può slittare anche oltre i 18 anni, in quanto si raggiunge solo con un reddito, se non stabile, comunque tale da garantire una minima autosufficienza), impone ai genitori conviventi, anche in caso di separazione, di far fronte ad una molteplicità di esigenze dei figli, certamente non riconducibili al solo obbligo alimentare, ma inevitabilmente estese all’aspetto abitativo, scolastico, sportivo, sanitario, sociale, all’assistenza morale e materiale, alla opportuna predisposizione – fin quando la loro età lo richieda – di una stabile organizzazione domestica, adeguata a rispondere a tutte le necessità di cura e di educazione.

Un’elencazione che può sembrare lunga e onnicomprensiva: ma di fatto, consapevole del mutamento dei tempi, la Cassazione sa che per “vivere” nel XXI secolo non è necessario solo il pane sulla tavola, ma anche la possibilità di potersi muovere (mezzi di trasporto e benzina), comunicare (cellulari e internet), imparare (computer), avere un’istruzione (università). Il tutto, ovviamente, bilanciato tra i due genitori in proporzione dei rispettivi redditi.

Per una corretta determinazione del rispettivo concorso negli oneri finanziari, il parametro di riferimento, è costituito, non solo dalle rispettive sostanze di padre e madre, ma anche dalla loro rispettiva capacità di lavoro [3], professionale o casalingo, con espressa valorizzazione, oltre che delle risorse economiche individuali, anche delle accertate potenzialità reddituali per il futuro. Risultato: chi ha un posto fisso e senza possibilità di carriera concorrerà di meno, per esempio, di un professionista al quale, di norma, si collega una maggiore capacità reddituale con l’avanzare dell’età.


note

[1] Cass. sent. n. 16042 del 29.07.2015.

[2] Art. 147 cod. civ.

[3] Ex art. 148 cod. civ. (che ora richiama il successivo art. 316-bis, che contiene, immutato, il riferimento alla “capacità di lavoro”).

Autore immagine: 123rf com


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1 Commento

  1. Mi riesce difficile comprendere come si possa provvedere in parti uguali, tenendo conto dei redditi diversi di ognuno. Visto che i nostri cari giudici sono di larghe vedute, tali da prevedere per i nostri amati ragazzi, casa, auto, benzina (ovviamente), cellulare (oggi non se ne può fare a meno), cinema, ferie in Italia o anche alle Maldive? , ecc. Quanto vorrei rinascere oggi. Un chiarimento : Ma i sig. Giudici tutte queste belle idee le hanno sviluppate tenendo in considerazione i loro magri stipendi ?

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