Praticanti avvocati presso giudici e tribunali: il nuovo regolamento

30 Luglio 2015
Praticanti avvocati presso giudici e tribunali: il nuovo regolamento

Attività di cancelleria e presenza alle udienze dei praticanti in aiuto dei magistrati: il supporto ai tribunali durerà 12 mesi.

Non solo gli avvocati, ma ora anche i giudici potranno avere i loro praticanti di supporto. Tutto è, infatti, pronto per il regolamento ministeriale sulla “Attività del praticante avvocato presso gli uffici giudiziari”: l’aspetto caratterizzante lo schema di regolamento, in via di approvazione, è la possibilità, per i praticanti, di essere “allocati” presso i tribunali per massimo 12 mesi. Lì serviranno da supporto al magistrato per le attività di cancelleria, partecipando altresì alle udienze.

Ogni 4 mesi, inoltre, i praticanti dovranno redigere e trasmettere al Consiglio dell’Ordine una relazione sulle attività svolte (compiti di cancelleria, studio di fascicoli, udienze partecipate).

L’approvazione del decreto è ora in attesa del parere del Consiglio di Stato, il quale, a sua volta, sta attendendo alcuni chiarimenti dal Ministero della Giustizia (necessari a seguito di rilievi mossi dal Cnf e dal Csm).

Tutto scaturisce dalla legge sul nuovo ordinamento forense [1].

Quali sono le condizioni per partecipare al tirocinio?

Per partecipare al tirocinio formativo presso gli uffici giudiziari bisogna essere iscritti al registro dei praticanti avvocati ed essere in possesso dei requisiti di onorabilità [2].

Dove può essere svolto il tirocinio?

L’attività di praticantato può essere svolta presso la Cassazione, la procura generale presso la Corte di Cassazione, le Corti d’Appello, le procure generali presso le Corti d’Appello, i tribunali ordinari, gli uffici e i tribunali di sorveglianza, i tribunali per i minorenni, le procure della Repubblica presso i tribunali ordinari e presso il tribunale per i minorenni, la Corte dei Conti, le procure regionali della Corte dei Conti, le Commissioni tributarie nonché il consiglio di Stato e i TAR.

Ogni giudice potrà avere massimo due praticanti, ad eccezione degli ultimi sei mesi, in cui può essere affidato un ulteriore tirocinante.

Come si presenta la domanda?

La domanda, redatta su supporto analogico o digitale, va consegnata alla segreteria dell’ufficio giudiziario o trasmessa a mezzo posta elettronica certificata, nel rispetto della normativa concernente la sottoscrizione, la trasmissione e la ricezione dei documenti informatici.

Nella domanda può essere espressa una preferenza in ordine a una o più materie ai fini dello svolgimento del tirocinio.

Nella domanda, il candidato dovrà attestare, a norma degli articoli 46 e 47 del d.P.R. n. 445/200:

– il possesso delle condizioni per il tirocinio (v. sopra);

– il punteggio di laurea;

– la media riportata negli esami di diritto costituzionale, diritto privato, diritto processuale civile, diritto commerciale, diritto penale, diritto processuale penale, diritto del lavoro, diritto ammnistrativo, diritto dell’Unione europea e contabilità di Stato;

– ogni altro requisito di professionalità ritenuto rilevante.

Chi verrà scelto?

Non sono fissati criteri di scelta dei praticanti. Tuttavia, quando non è possibile ammettere al tirocinio presso l’ufficio giudiziario tutti i praticanti avvocati che hanno proposto domanda, verrà data preferenza, nell’ordine, alla media degli esami indicati, al punteggio di laurea e alla minore età anagrafica. A parità di tali requisiti, si darà preferenza ai corsi di perfezionamento in materie giuridiche successivi alla laurea.

Quanto dura il tirocinio

La durata massima del tirocinio è di 12 mesi, che può proseguire anche presso uffici giudiziari differenti da quello presso il quale è iniziata l’attività.

Cosa farà il praticante

Egli assiste e coadiuva il magistrato affidatario tramite lo studio dei fascicoli, l’approfondimento delle questioni sul piano giurisprudenziale e dottrinale, la partecipazione alle udienze e alle camere di consiglio nonché tramite lo svolgimento dell’attività di cancelleria, qualora sia funzionale alla formazione forense. È previsto inoltre che il tirocinio possa essere svolto anche contestualmente all’attività di lavoro subordinato pubblico e privato.

Il praticante non potrà occuparsi dei fascicoli rispetto ai quali versa in conflitto di interessi.


note

[1] Art. 44 del nuovo ordinamento forense (legge n. 247/2012); cfr. anche art. 37 dl 98/2011 concernente la formazione professionale negli uffici giudiziari, e il dl n. 69/2013 (art. 73) relativo al tirocinio formativo presso gli uffici giudiziari.

[2] Ex art. 42-ter, comma 2, lett. g) del rd n. 12 del 1941.

Autore immagine: 123rf com


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