Diritto e Fisco | Editoriale

L’abuso dello stage extracurriculare nelle farmacie

30 Luglio 2015 | Autore:
L’abuso dello stage extracurriculare nelle farmacie

Sempre più spesso le farmacie ricorrono alla formula dello stage in sostituzione dei contratti di assunzione: tale formula però diventa un abuso quando lo stagista è un farmacista già “formato” e abilitato con apposito esame di stato.

 

Da più parti del mondo della farmacia arrivano le denunce sugli abusi degli stage extracurriculari che hanno ormai di fatto sostituito i contratti di assunzione nelle farmacie. Sindacati, associazioni e perfino presidenti degli ordini professionali lanciano l’allarme: lo stage extracurriculare crea disoccupazione e blocca di fatto l’accesso dei giovani al mondo del lavoro. Vediamo perché.

Per diventare farmacisti occorre conseguire oltre, al relativo titolo di laurea, l’abilitazione professionale attraverso il superamento di un apposito esame di stato. Durante il percorso di studi universitari è obbligatorio lo svolgimento di un tirocinio formativo curriculare della durata di sei mesi (una sorta di pratica professionale) nelle farmacie; tirocinio che si svolge secondo termini e modalità indicati in convenzioni ad hoc stipulate tra università e soggetti ospitanti.

Una volta superato l’esame di stato e conseguito il titolo di farmacista, per poter essere assunti in farmacia come collaboratori, non occorrono più periodi di formazione sul campo, tirocini o stage.

Difatti, la pratica professionale è già stata svolta durante il percorso di studi attraverso lo stage curriculare e l’abilitazione ha conferito a tutti gli effetti il potere di esercizio della professione.

Eppure, la formula degli stage extracurriculari, impedisce ai giovani farmacisti abilitati di essere inquadrati nelle farmacie con veri e propri contratti di lavoro.

Così afferma il presidente del Sindacato Nazionale dei Farmacisti non titolari (SINASFA), con riguardo allo stage extracurriculare: <<si tratta una formula che purtroppo stiamo rilevando che si sta diffondendo sempre di più, creando parecchi disagi per il giovane, dal momento che, nella maggior parte dei casi, è previsto un rimborso spese o poco più e in molte situazioni si assiste a una carenza di tutele rispetto a orari e così via, ma anche di impatti sui livelli occupazionali, dal momento che si va verso una riduzione di possibili assunzioni. Ma, soprattutto, va rilevato che nella nostra professione ha ben poco senso: il percorso formativo del farmacista ha già una sua definizione e suoi strumenti specifici, di fatto non rendendo necessari ulteriori periodi formativi. Vorrei ricordare che per l’iscrizione all’albo è obbligatorio il tirocinio pre laurea di 750 ore della durata di anche sei mesi. A fronte di una modalità di ingresso nel mondo del lavoro che rischia di rilevarsi pesante per il collaboratore, ritengo che sia necessario avviare una riflessione con tutta la categoria per rivedere tale istituto, che a nostro parere non andrebbe applicato per l’inquadramento di farmacisti>> [1].

È pur vero che oggi lo stage può rappresentare, in ogni settore, il biglietto di ingresso per la futura assunzione ma, nella maggior parte dei casi, esso costituisce, per i titolari di azienda, uno strumento di inimitabile convenienza economica per sfruttare la forza lavoro a costo zero. Spesso infatti si innesca il meccanismo della rotazione degli stagisti. Una volta conclusosi un tirocinio, al titolare infatti “conviene”, piuttosto che assumere, rimpiazzare il vecchio tirocinante con uno nuovo e così via.

Nella pratica, infatti, il titolare di farmacia può trovarsi nella “favorevole” condizione di beneficiare della forza lavoro proveniente sia dalle università (studenti di farmacia che devono obbligatoriamente svolgere il tirocinio presso la farmacia) sia dalla categoria dei farmacisti emergenti, formati e già abilitati (quindi posizionabili al banco).

Anche il presidente del Movimento Nazionale Liberi Farmacisti ritiene che i tirocini post laurea siano spesso l’espressione di un comportamento scorretto dei titolari di farmacia in quanto favoriscono la disoccupazione e sottoccupazione. Secondo il presidente del MNLF: <<Quando si ricorre in maniera sempre più massiccia ai contratti di tirocinio post-laurea, vero e proprio oltraggio professionale per chi deve già sostenere l’apprendistato pre-laurea, quando si fa un uso disinvolto del part-time, si utilizzano contratti atipici o si provvede a pagare con “voucher” (buoni lavoro) alcune ore a chiamata o, in alcuni casi, non siamo in presenza di vero e proprio “lavoro nero”, si può e si deve denunciare l’irresponsabilità>> [2].

Ci si chiede a questo punto se tali forme di “impiego” adottate dai titolari di farmacia siano lecite e cosa dica la legge in proposito.

Sullo stage curriculare nulla quaestio. Esso, previsto obbligatoriamente dalla legge, ha finalità formativa e rende completo il percorso di studi dell’aspirante farmacista. Il problema sorge, come appena visto, per gli stage extracurriculari, non di studenti o neolaureati, bensì di farmacisti già abilitati.

La materia dei tirocini extracurriculari è regolata dalle singole leggi regionali, in attuazione della Conferenza Stato –Regioni [3] che ha dettato le relative linee guida. La disciplina è generale e dunque applicabile ad ogni settore professionale. Eventuali regolamentazioni specifiche potrebbero essere previste dagli Ordini professionali o da enti di categoria. Nel settore farmaceutico che qui interessa non ci sono regole specifiche per cui occorre attenersi alla disciplina generale.

Secondo tutte le normative regionali, in applicazione delle citate linee guida, esistono determinati vincoli e limiti al ricorso agli stage non curriculari. Innanzitutto, sono ammesse solo tre forme di stage (con durata massima da intendersi comprensiva di eventuali proroghe):

1) stage formativi e di orientamento: hanno funzione formativa (coerente con il piano di studi) ed orientativa alla scelta formativa e/o professionale. I destinatari sono oggetti che hanno conseguito un titolo di studio o hanno assolto l’obbligo di istruzione entro e non oltre “12 MESI”. Gli stage non possono durare più di 6 mesi;

2) stage di inserimento o reinserimento: hanno finalità di inserimento/reinserimento lavorativo. I destinatari sono: inoccupati, disoccupati (anche in mobilità o percettori di ASPI), lavoratori sospesi in regime CIG sulla base di specifici accordi in attuazione delle politiche attive del lavoro per l’erogazione di ammortizzatori sociali. Gli stage non possono durare più di 12 mesi;

3) Stage di orientamento e formazione oppure di inserimento/reinserimento in favore di disabili, persone svantaggiate e richiedenti asilo politico o titolari di protezione internazionale. Gli stage possono avere una durata complessiva di 24 mesi.

In quale di queste tipologie può rientrare il tirocinio del farmacista abilitato? Certamente non nel primo, in quanto lo stage formativo è già stato svolto nel corso degli studi universitari. Il terzo è specificamente dedicato alle persone con disabilità.

Resta il secondo: tirocinio di inserimento/reinserimento nel mercato del lavoro. Questa formula, se si guarda ai soggetti destinatari, sembra adattarsi ad un ingresso “patologico” nel mondo del lavoro in quanto presuppone la condizione di inoccupazione o disoccupazione. Significherebbe chiedere al farmacista abilitato di iscriversi al centro per l’impiego come inoccupato o disoccupato per poter collaborare in una farmacia. È una cane che si morde la coda.

La legge prevede rigidi limiti di attuazione dei tirocini extracurriculari:

– non è possibile stipulare contratti di stage gratuiti; tutti i tirocinanti devono percepire un’indennità di partecipazione non inferiore a 300 euro;

– il tirocinio non può essere utilizzato per attività lavorative per le quali non è necessario un periodo formativo;

– i tirocinanti non possono sostituire i lavoratori con contratti a termine nei periodi di picco delle attività o lavoratori assenti per malattia, maternità o ferie.

Preme sottolineare il secondo punto: “il tirocinio non può essere utilizzato per attività lavorative per le quali non è necessario un periodo formativo”. È proprio il caso che si sta esaminando: l’attività del farmacista abilitato non ha bisogno di periodo formativo perché questo è già stato svolto durante l’università. Dunque lo stage sarebbe illegittimo.

Merita attenzione anche il terzo punto in quanto spesso i farmacisti neo abilitati vengono accolti per sostituire collaboratori assenti per maternità, malattia o ferie. Ciò è vietato dalla legge.

Le leggi regionali prevedono anche limiti al numero di stagisti:

– per le unità operative con non più di cinque dipendenti a tempo indeterminato: 1 tirocinante;

– per le unità operative con un numero di dipendenti a tempo indeterminato compreso tra 6 e 20: max 2 tirocinanti contemporaneamente;

– per le unità operative con 21 o più dipendenti a tempo indeterminato: tirocinanti in misura non superiore al 10 per cento dei suddetti dipendenti contemporaneamente, con arrotondamento all’unità superiore.

Nelle farmacie, generalmente rientranti nelle dimensioni indicate al punto 1, sarebbe dunque ammesso un solo tirocinante.

Le singole leggi regionali possono poi prevedere altre condizioni e limiti di attuazione dei tirocini. Per esempio la Regione Calabria [4] prevede che il soggetto ospitante non possa realizzare più di un tirocinio con il medesimo tirocinante per lo stesso profilo professionale.

Dunque, il tirocinio del farmacista abilitato non sembra rientrare in alcun modo nelle ipotesi ammesse dalla legge. Ciò conferma l’allarme lanciato dai giovani farmacisti, dagli ordini e dai sindacati.

Ma, dal punto di vista legale, quali sono le tutele possibili contro il tirocinio irregolare attuato in violazione delle linee guida?

Innanzitutto può essere utile denunciare le irregolarità alla Regione competente. La legge regionale della Calabria prevede infatti che “la Regione si impegna ad operare per promuovere il corretto utilizzo dei tirocini prevenendo le forme di abuso. Se nel corso delle verifiche il tirocinio non dovesse risultare conforme alla nuova disciplina, il personale ispettivo procederà, sussistendone le condizioni, a trasformare il rapporto in contratto di lavoro subordinato a tempo indeterminato con relativa applicazione delle sanzioni amministrative previste, disponendo al recupero dei contributi previdenziali e dei premi assicurativi”.

Le irregolarità possono poi essere denunciate all’Ordine territoriale ai fini della comminazione di sanzioni disciplinari al titolare farmacista responsabile delle violazioni.

Inoltre, laddove lo stage nasconda di fatto un vero e proprio rapporto di lavoro subordinato, è sempre possibile ricorrere al giudice per ottenere l’accertamento dei propri diritti e il riconoscimento di un vero e proprio contratto di lavoro.

In conclusione si riporta la provocazione del presidente dell’ENPAF (ente nazionale di previdenza e assistenza dei farmacisti) intervistato sul sito Farmaccia33.it: <<La crisi economica non è sempre un buon motivo per lasciare i giovani professionisti in una condizione palese di sotto protezione sociale e addirittura privi di garanzia previdenziale, in presenza di questi rapporti contrattuali che spesso si protraggono per anni, compromettendo addirittura la futura posizione pensionistica dell’iscritto. È questa la responsabilità che ci si vuole assumere di fronte alle nuove generazioni?>> [5].


note

[1] Fonte: www.farmacista33.it, articolo “Stage, non titolari: farmacista ha già percorsi formativi” del 2 Luglio 2015, di Francesca Ciani.

[2]

Fonte: www.mnlf.it, articolo “Le responsabilità dei titolari di farmacia” del 7 luglio 2015.

[3] Accordo tra il Governo, le Regioni e Province autonome di Trento e Bolzano sul documento recante “Linee guida in materia di tirocini”; CSR n. 1 del 24 gennaio 2013.

[4] Regione Calabria, delibera n. 268 del 29/07/2013 – “Recepimento delle Linee guida in materia di tirocini, approvate in Accordo Stato/Regioni del 24 gennaio 2013”.

[5] Fonte: www.farmacista33.it, articolo “Occupazione, Conasfa: troppi stage a farmacisti abilitati, attenersi a linee guida su tirocinio” del 8 Luglio 2015, di Francesca Ciani.

Autore immagine: 123rf com


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