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Legge 104, si può rifiutare il lavoro festivo per chi assiste un familiare?

30 Luglio 2015 | Autore:
Legge 104, si può rifiutare il lavoro festivo per chi assiste un familiare?

Sono commessa in una cooperativa e assisto mio padre, disabile grave secondo la Legge 104; la ditta ha deciso di aprire anche la domenica e nei festivi: mi posso rifiutare di lavorare in queste giornate, dato che assisto un portatore di handicap non autosufficiente?

Innanzitutto, riguardo all’obbligatorietà del lavoro festivo e domenicale, è necessaria una breve premessa, poiché la normativa è poco chiara e frammentaria, e non sono rare le controversie in merito, tra lavoratori ed aziende. Il lavoro domenicale e festivo è, difatti, disciplinato dalla legge [1] solo in maniera generale: in pratica, secondo quanto disposto, l’unico riposo totalmente irrinunciabile è quello giornaliero, con almeno 11 ore di pausa al dì.

Il riposo settimanale, invece, è pari a 35 ore ogni 7 giornate (nello specifico, 24 ore di riposo settimanale, più 11 ore di riposo giornaliero), soltanto come media ogni 14 giorni .

Di norma, il riposo dovrebbe coincidere con la domenica, ma quasi tutti i contratti collettivi derogano a quest’indicazione: tra l’altro, la disciplina dettagliata del lavoro domenicale e festivo si trova di rado nei Contratti Collettivi nazionali (cosiddetti CCNL), poiché solitamente è demandata ai Contratti Collettivi Territoriali o Aziendali. Fatto a causa del quale è presente una vera e propria “giungla” in materia, con regole che cambiano non soltanto a seconda del settore, ma anche del territorio o dell’impresa.

Tuttavia, l’azienda non può pretendere il lavoro domenicale e festivo a priori, ma solo qualora i prodotti o i servizi venduti siano di pubblica utilità ( in senso lato, da non intendersi come indispensabili), esistano esigenze tecnico-organizzative motivate (il che deve essere dimostrato dall’azienda), vi sia un minimo di preavviso, nonché, ovviamente, il consenso del lavoratore (su quest’ultimo aspetto il CCNL Commercio e Terziario non si esprime chiaramente, e pare presumere il consenso in base alla sola firma del contratto di lavoro; il Contratto Collettivo di dettaglio applicabile alla fattispecie concreta, Distribuzione Cooperativa, in merito, rinvia direttamente ad un confronto aziendale diretto).

La pensa diversamente, invece, la Fondazione Studi dei Consulenti del Lavoro, la quale, con un recente parere [2], afferma che il lavoro festivo e domenicale sia solo una facoltà, e non un obbligo per il dipendente; gli unici casi in cui il lavoratore avrebbe l’obbligo di prestare la propria opera, sarebbero quelli previsti dal Decreto sull’Orario di lavoro [3], coincidenti con le ipotesi in cui è consentito superare i limiti relativi agli straordinari:

– casi di eccezionali esigenze tecnico-produttive che non possono essere superate assumendo altri lavoratori;

– casi di forza maggiore o casi in cui la mancanza della prestazione lavorativa possa causare un pericolo grave e immediato oppure un danno alle persone o alla produzione;

eventi particolari, come mostre, fiere e manifestazioni collegate all’attività produttiva dell’impresa.

Quando le casistiche non rientrano nel suddetto elenco, stando a quanto afferma la Fondazione Studi, non esiste alcun obbligo lavorativo, relativamente ai festivi ed alle domeniche.

Peraltro, non dobbiamo dimenticare che lei assiste un familiare di primo grado (suo padre) ,disabile grave secondo la Legge 104: tra le categorie di dipendenti che possono, in ogni caso, legittimamente rifiutarsi di prestare lavoro domenicale e festivo, oltre ai genitori di minori al di sotto dei 3 anni ed ai lavoratori portatori di handicap grave, vi sono infatti anche i soggetti che assistono persone non autosufficienti, titolari di assegno di accompagnamento, ed i soggetti che assistono parenti con handicap grave, qualora conviventi.

Conseguentemente, se convive con suo padre, le sarà possibile opporre un legittimo rifiuto al datore di lavoro, sia per le prestazioni festive, che per quelle domenicali, senza incorrere in alcuna conseguenza disciplinare.

Se, invece, non convive con suo padre, potrà comunque fruire dei 3 giorni di permesso mensile, frazionabili anche ad ore, per assistenza di familiare secondo la Legge 104: si ricordi che per fruire di tali permessi, oltre alla comunicazione all’azienda (che non può rifiutarsi di concederli), dovrà effettuare l’apposita domanda all’Inps.

La richiesta all’Istituto può essere presentata tramite Call center ( al numero “803-164”), sito web dell’Inps(accedendo, col proprio codice Pin, alla sezione: “Servizi al cittadino”, “Invio OnLine di Domande di Prestazioni a Sostegno del Reddito”), oppure mediante patronato.

Il datore di lavoro anticiperà l’indennità relativa alle giornate di permesso retribuito in busta paga, e la conguaglierà in sede di versamento dei contributi mensili.


note

[1] D.lgs. n. 66/2003.

[2] Fond. Studi CDL, Parere n. 27/2012.

[3] Art.5, D.Lgs. n. 66/2003.

Autore immagine: 123rf com


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3 Commenti

  1. io gia uso l legge 104 in giorni. ci sono delle regole anche sugli orari che vanno applicati a chi possiede la legge? io sono convivente con un parente che e’ INVALIDO AL 100%.

  2. Io son o un oss in una cooperativa sociale ,io assisto mia madre . La Coop mi paga a 6.33 allora io prendo i 3 gli al mese .premetto che faccio7.30 al giorno e la notte 9 .15 .e giusto? Grazie

  3. Vorrei un chiarimento a proposito della fruizione della legge 104 sui giorni di festività nazionali, esempio 25/12. chi fa lavori come operatore socio sanitario a turnazione e pertanto si lavora anche nelle festività nazionali , in questo caso il permesso legge 104 si può richiedere e se si, viene pagato dall’INPS in un giorno festivo? inoltre se viene riconosciuta la legge 104 nel 25/12 allora non viene corrisposta la festivita’… è cosi?

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