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Pensioni: dal 3 agosto via libera al rimborso, importi fino a 955 euro


> Diritto e Fisco Pubblicato il 1 agosto 2015



In arrivo gli assegni per le mancate rivalutazioni al costo della vita, ma l’Inps non si adegua completamente alla sentenza della Corte Costituzionale

L’Inps pagherà, a partire dal 3 agosto, la restituzione “una tantum” di parte di quanto detratto illegittimamente attraverso il congelamento delle rivalutazioni. La decisione dell’istituto previdenziale è stata presa in seguito alla sentenza della Corte Costituzionale [1] che ha dichiarato incostituzionale una norma inserita nel 2011 dall’allora ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali Elsa Fornero, nel cosiddetto decreto Salva Italia [2]. Il provvedimento, voluto dal governo Monti, bloccava l’adeguamento annuale delle pensioni al costo della vita per gli assegni superiori a tre volte il minimo Inps.

La circolare Inps [3] risale alla fine di giugno è ufficializzava l’erogazione dei rimborsi, in realtà prevista per il 1° agosto (ma essendo un festivo il versamento slitta al 3). Nella simulazione dell’istituto la somma è pari a circa 800 euro per una pensione di 1.500 lordi al mese, compresa una maggiorazione di 42 euro a partire dal 2016. Il pagamento interessa anche gli eredi dei pensionati, i quali sono tenuti a presentare un’apposita domanda.

L’avvicinarsi della data del rimborso rianima le polemiche contro il decreto Renzi [4] – di cui la circolare è un’attuazione – visto che si è scelta la strada di una restituzione parziale e a scalare con il crescere degli assegni, per evitare sconquassi sulle finanze pubbliche.
La Uil torna ad accusare il governo di non aver rispettato il dettato della sentenza, dando ai pensionati solo una minima parte del dovuto. Secondo il sindacato, la percentuale varierà tra il 10,82 e il 32,27% di quanto stabilito dalla Corte. E dire il vero anche l’ufficio parlamentare di bilancio aveva messo in guardia che la restituzione media difficilmente supererà il 12% di quanto illegittimamente sottratto ai pensionati.

note

[1] C. Cost., sent. n. 70/2015
[2] Decreto legge n. 201/2011 (convertito in legge n. 214/2011)
[3] Circolare Inps n. 125/2015
[4] Decreto legge n. 65/2015 (convertito in legge n. 109/2015)

Autore immagine: 123rf com

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1 Commento

  1. Ho appena visto il cedolino della pensione, il rimborso tanto decantato da Renzi ammonta ad euro nette di 195,61. Pensione lorda nel 2012 e 2013 euro 1903,11. La cifra di rimborso e’ cosi composta importo applicazione sentenza scad 12/15 euro 2,18 + arretrati scad 8/15 euro 15,26 + arretrati scad 8/15 euro 236,21 = tot 253,65 – irpef 58,04 rimborso netto euro 195,61. Dai conteggi effettuati avrei dovuto avere 3400 euro, Renzi dice che me ne da 500, e me ne arrivano 195,61, Roba da matti, faro ricorso!

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